AMBIENTE
UNA RETE PER LA NATURA
18/07/2019
di Giancarlo Papitto

Il costante controllo dell’ecosistema foresta, attività strategica dell’Arma dei Carabinieri, valuta le variazioni del Capitale Naturale

FOTO APERTURA Area conecofor PIE1Oltre un terzo del territorio italiano è coperto da foreste. Queste sono riconosciute di primaria importanza per i servizi ecosistemici che offrono ai cittadini, rappresentano una grande risorsa economica rinnovabile che fornisce tutela idrogeologica, acqua e aria pulita, conservazione della biodiversità, valorizzazione del paesaggio, e, forse tra i più importanti, stoccaggio di gas serra e regolazione del clima attraverso l’accumulo, nella biomassa, del diossido di carbonio, tra i principali gas responsabili dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici.

FOTO BIl Decreto legislativo 177/2016 sulla razionalizzazione delle funzioni di polizia dispone che l'Arma dei Carabinieri, tra le altre, eserciti le attività di studio connesse alla rilevazione qualitativa e quantitativa delle risorse forestali, al monitoraggio sullo stato fitosanitario delle foreste, ai controlli sul livello di inquinamento degli ecosistemi forestali e al monitoraggio del territorio in genere. Quanto siano strategiche le foreste come serbatoi di carbonio e mitigatrici del clima ce lo dicono le riflessioni di un climatologo e di un diplomatico nel libro “Effetto serra Effetto guerra” analizzando quanto influiscano i cambiamenti climatici sulle migrazioni e sulle crisi internazionali. Il clima che cambia contribuisce al disagio e all’aumento della povertà di intere popolazioni, esposte più facilmente ai richiami del terrorismo e del fanatismo (Mastrojeni e Pasini, 2017).

Il legislatore, nell’affidare all’Arma dei Carabinieri le attività di rilevazione dei dati qualitativi e quantitativi delle foreste, ha voluto assicurare ad una Forza Armata dello Stato un’attività strategica per il Paese. Al pari di altre risorse terrestri, aeree e marine, i cui rilevamenti sono affidati a organismi militari come l’Istituto geografico dell’Esercito per i rilievi cartografici, il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica per le rilevazioni meteo e l’Istituto Idrografico della Marina per quelle idrooceanografiche, i rilievi relativi alle risorse forestali sono assegnati al Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri.

FOTO CIL MONITORAGGIO

Il controllo continuo e costante dell’ecosistema foresta, diviene anch’esso attività strategica utile a valutare le variazioni che il Capitale Naturale da esse rappresentato subisce. Qual è lo stato attuale delle foreste italiane? Quali sono le principali minacce incombenti su di esse? Quali sono le loro condizioni di salute? Il monitoraggio risponde a tali quesiti, poiché si basa sulla raccolta ripetuta e a lungo termine di dati riferiti ad un set prefissato di parametri forestali, che sono in grado di evidenziare gli andamenti nel tempo oppure le condizioni di eccezionalità nei processi.

Le reti di monitoraggio coordinate dall’Arma dei Carabinieri sono tre:

  • la rete INFC2015 dell’Inventario Forestale Nazionale per la rilevazione qualitativa e quantitativa delle risorse forestali, con quasi 9.000 punti di campionamento;
  • la rete Con.Eco.For. di I livello per il monitoraggio dello stato fitosanitario delle foreste basata su circa 260 punti di controllo;
  • la rete Con.Eco.For. di II livello per le verifiche sul grado di inquinamento degli ecosistemi forestali con 31 punti di rilevamento.

GLI ACCORDI INTERNAZIONALI

Il sistema delle reti di monitoraggio delle foreste italiane è basato su un elevato rigore scientifico, dato dai protocolli internazionali di riferimento come l’ICP-Forest della UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution per le condizioni delle foreste e quelli del CREA, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, per gli inventari forestali nazionali.

Alle reti ora indicate si aggiunge oggi la “Rete NEC Italia” di monitoraggio, necessaria ad assolvere agli obblighi imposti dalla Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 Dicembre 2016 per la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici. La Rete NEC - National Emission Ceiling è stata recepita con Decreto Legislativo 30 maggio 2018 n. 81. La Direttiva NEC disegna una strategia di miglioramento della qualità dell’aria per la protezione della salute umana, come pure dell’ambiente e degli ecosistemi e, tra questi, degli ecosistemi forestali.

Il monitoraggio dello stato di salute delle foreste nacque nella seconda metà degli anni Ottanta, nell’ambito della Convenzione sull’Inquinamento Transfrontaliero a Grande Distanza (Convention on Long Range Transboundary Air pollution, CLRTAP), attuata sotto l’egida della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (United Nations Economic Commission for Europe, UN/ECE). Il “Programma CON.ECO.FOR.” (CONtrollo ECOsistemi FORestali) rappresenta il ramo istituzionale italiano degli adempimenti derivanti dalle iniziative internazionali citate. Le sostanze inquinanti target della Direttiva NEC sono: il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, i composti organici volatili non metanici, l’ammoniaca, il PM 2,5, il PM 10 e l’ozono.

La rete NEC Italia, così come disegnata nel decreto ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) 26 novembre 2018 n. 319, attuativo del Decreto legislativo di recepimento della Direttiva, si basa sul monitoraggio degli impatti negativi:

  • degli inquinanti atmosferici sugli ecosistemi terrestri, impiegando sei aree Con.Eco.For. di II livello e il relativo protocollo ICP Forest dove l’Arma dei Carabinieri partecipa al lavoro dei ricercatori dell’Università di Firenze e di Camerino oltre a quelli del CNR e del CREA;
  • degli inquinanti atmosferici sugli ecosistemi di acqua dolce, impiegando dieci siti ICP WATERS gestiti dal Centro Nazionale delle Ricerche IRSA secondo le modalità di campionamento ed analisi previste dal protocollo ICP Water;
  • dei danni da ozono, utilizzando i dati monitorati dal Centro Nazionale delle Ricerche IRET in undici stazioni forestali, selezionate per coprire sia ambienti diversi con la stessa specie forestale (il faggio, Fagus sylvatica) sia specie forestali temperate e mediterranee.

La Rete NEC viene coordinata dall’Ufficio Studi e Progetti del Comando per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi dell’Arma dei Carabinieri, ed è finanziata con uno specifico contributo del MATTM.

In conclusione, elevati sono i rischi e i fattori di stress che alterano la funzionalità delle foreste e ne riducono la tolleranza nei confronti di ulteriori aumenti della temperatura media e del verificarsi di ripetuti eventi climatici estremi come la tempesta Vaia nel nord est d’Italia nell’ottobre dello scorso anno. Per monitorare tale situazione e poter prevedere i possibili sviluppi sono necessari dati aggiornati e informazioni costanti sulle foreste (stato di salute e crescita delle piante, quantità di carbonio sequestrata, impatto del cambiamento climatico, biodiversità). Gli inventari forestali nazionali e le reti di monitoraggio e di osservazione su larga scala delle foreste sono riconosciuti, a livello internazionale, come le principali fonti di informazioni sulle foreste.

 

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