AMBIENTE
UN FUTURO PER TUTTI
09/02/2022


Elefante

La scarsità di cibo e di acqua dovuta alla crisi climatica ci riporta a scenari preistorici: l’eterna lotta tra uomini e animali per la sopravvivenza e per la ricerca del nutrimento. Capita sempre più frequentemente che gli elefanti invadano le coltivazioni, i leoni attacchino il bestiame di pastori e allevatori che si contendono il territorio con gli animali selvatici. Uno studio di WWF e UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, sottolinea l’urgenza di stabilire una reale convivenza pacifica. Sono in forte aumento le uccisioni di animali selvatici per legittima difesa o rappresaglia nei confronti di specie che danneggiano pascoli o coltivazioni. E anche in Europa le predazioni di lupi, orsi e linci cominciano a generare danni per milioni di euro. Gli abbattimenti legati a questi conflitti colpiscono il 75% dei felini e altre specie di carnivori terrestri e marini, come l’orso polare e la foca monaca del Mediterraneo, o anche grandi erbivori come gli elefanti. Il conflitto è sia un problema umanitario, sia una minaccia alla conservazione della biodiversità, che genera impatti negativi sul reddito di agricoltori, pastori, pescatori e popolazioni indigene, in particolare per chi vive in condizioni di povertà. La lotta comporta anche una competizione per l’accesso all’acqua e crea disuguaglianza, perché le popolazioni che pagano il prezzo di vivere a stretto contatto con la fauna selvatica raramente beneficiano della coesistenza. Siccità, inondazioni, incendi e cambiamenti nella stagionalità delle piogge affliggono tanto gli animali quanto gli agricoltori e gli allevatori.

L’emergenza climatica sta causando modifiche profonde anche nel comportamento di molti animali. Il discorso non vale solo per gli effetti visibili e misurabili di queste alterazioni, come la temperatura dell'acqua del mare troppo alta per alcune specie e per l'inquinamento che rende irrespirabile l'aria per altre e via dicendo, ma il riscaldamento globale sta spingendo molti animali a modificare anche il proprio comportamento, in termini di socievolezza, grado di aggressività e soprattutto attività esplorative. Si è scoperto, per esempio, che le temperature più alte durante la stagione riproduttiva portano molte specie di uccelli a diventare più aggressive nei confronti dei rivali; discorso analogo vale per molti pesci: quando l'acqua diventa più calda, diventano più violenti. Le alterazioni del clima spingono quasi tutti gli animali, a eccezione di certi pesci, a ridurre la propria spinta all'esplorazione, e a puntare su un approccio più prudente e conservativo. In sostanza molte specie tenderebbero a farsi bastare le poche risorse disponibili invece di andare in cerca di nuove fonti di cibo. Un comportamento che potrebbe aiutarle, nei prossimi anni, a sopravvivere agli effetti più gravi del riscaldamento globale.