AMBIENTE
TURISMO SOSTENIBILE E RESPONSABILE
01/04/2017
di Franco Iseppi

Sempre più italiani scelgono vacanze all’insegna del rispetto della natura e dell’ambiente e sono disposti anche a spendere qualcosa in più pur di viaggiare green


ISEPPI (4)

I l 2017 è stato individuato dall’ONU come Anno Internazionale del Turismo Sostenibile, invitando tutti coloro che sono impegnati a promuoverlo a “diffondere consapevolezza del grande patrimonio delle varie civiltà e nel portare al riguardo un miglior apprezzamento dei valori intrinseci delle diverse culture, contribuendo così al rafforzamento della pace nel mondo”. Alle ricadute positive che il turismo può avere sul sistema economico si contrappone la crescente preoccupazione sull’incidenza negativa che può avere sull’ambiente il turismo se gestito in modo errato, con aumento dei rifiuti, erosione delle coste, cementificazione invasiva, inquinamento atmosferico, fino alla desertificazione sociale, con l’abbandono di piccoli borghi, l’invivibilità delle città, la perdita delle diversità e in generale del valore immateriale dei luoghi. L’invocazione della “sostenibilità”, come risposta comportamentale alle criticità di cui parliamo, richiama, tra gli altri, i temi dell’ambiente, del clima, del paesaggio e del “come” queste tematiche siano da sempre state oggetto di atteggiamenti contrapposti.

Per un lungo periodo, sull’ambiente è prevalsa l’immagine di un approccio ideologico: l’ambientalismo si è identificato in una opzione politica, funzionale al cambiamento radicale dello sviluppo del mondo. La percezione dell’ambiente e del clima che ci viene dai comunicatori è sempre più carica di forti significati simbolici. Un discorso che vale anche quando si parla di paesaggio: è la cartina di tornasole sia dei fatti che dei misfatti dell’uomo. Questo schema, per quanto riguarda i media in sé, per anni, si è basato sulla contrapposizione tra apocalittici e integrati. Progressivamente, nel tempo, rispetto ad un approccio ideologico sulle tematiche di cui parliamo, profondamente interconnesse, si è metabolizzata una visione più pragmatica: teniamo conto delle conseguenze negative e positive sul clima, sull’ambiente e sul paesaggio, al punto che, a fronte delle criticità dei singoli settori, è cresciuta sia la consapevolezza dei limiti intrinseci ad ogni settore, sia l’esigenza della sostenibilità, come principio informativo dei nostri comportamenti quotidiani individuali e collettivi. Un principio che, anche se non tradotto in scelte strategiche traumatiche e immediate, è, in sé, un apprezzabile riferimento morale. Sapendo che il mondo, relativamente ad ambiente, clima e paesaggio, ci è scappato di mano, non è più controllabile e ci si può riversare contro, esso va, in ogni modo, visto con gli occhi di oggi e non ha senso chiederci come si sarebbe potuto sviluppare se avesse prevalso una visione lungimirante, umana, qualitativa. Ha più senso chiederci come si può rimediare ad una deriva.

 

AUMENTA IL TURISMO VERDE

Composto questo sinteticissimo quadro di riferimento, costruito utilizzando ancheISEPPI (3) l’interrelazione tra clima, ambiente e paesaggio, vorremmo concentrare la nostra riflessione sul che cosa e sul come può impegnarsi un’associazione ambientalista che si occupa di turismo.

Il Touring Club Italiano è stata la prima associazione a farsi portatrice di un approccio pragmatico al nostro tema.

Come vuole la gran parte dell’umanità, intende occuparsi seriamente e senza indugi di una più corretta e accettabile gestione del mondo prima che sia troppo tardi, facendo leva sia sull’azione delle istituzioni e degli attori del sistema mondo, sia sulla crescita che la cultura ambientale ha avuto nel nostro Paese.

Anche solo guardando ad alcune pratiche turistiche ormai affermate (cycling, trekking, escursionismo, sci, animal watching, performance dei parchi costieri e delle aree protette) si deve constatare che il turismo verde, lo scorso anno, è aumentato del 9% secondo la Coldiretti, laddove, secondo Legambiente e Vivitalia il turismo ecologico è cresciuto del 10%.

La sostenibilità è considerata una precondizione ad ogni tipo di turismo: il 54% dei turisti si pone il problema di fare scelte che non danneggino l’ambiente. “Una esigenza cresciuta negli ultimi anni spingerebbe il 50% a dichiararsi disponibile a pagare il 10, 20% in più pur di fare vacanze sostenibili”. Secondo uno studio condotto da Barometro, una società di marketing, emergerebbe il reale interesse dei turisti italiani per l’ambiente. A parità di prezzo, il 68% preferirebbe una struttura alberghiera a basso impatto ambientale, mentre il 27% la sceglierebbe sempre e comunque.

 

LA CULTURA AMBIENTALE È FONDAMENTALE

ISEPPI (1)Certamente non sono solo i comportamenti dei cittadini a far crescere una cultura ambientale: è importante che gli stati operino in una certa direzione piuttosto che in un’altra, che, ad esempio, gli impegni presi dopo la Conferenza Internazionale di Parigi di 2 anni fa, vengano mantenuti, che la gran parte degli uomini ascolti Papa Francesco, che si è espresso con una posizione morale e culturale di grandissima rilevanza, auspicando e lavorando per una conversione ecologica dell’umanità su questa tematica. A cominciare dai media e dalle scuole, l’elenco degli attori del sistema mondiale che possono fare molto per l’innovazione culturale di cui parliamo, è consistente. Noi del TCI svolgeremo quelle funzioni distintive che hanno connotato nel tempo la nostra storia. Continueremo ad essere produttori di conoscenza (guide, carte, saggistica).

 

LE BUONE PRATICHE

Saremo un punto di riferimento morale per quei viaggiatori, soci e non, che si prendono cura del mondo, prendendo posizione sulle tematiche di cui parliamo, ricordando che non ci siamo molto discostati dalla “Carta sull’etica del turismo e dell’ambiente”, promossa e approvata a Siviglia.

La nostra associazione senza dubbio farà quello che si propone di realizzare, escludendo di operare in modo autarchico. Cercherà e conterà su ogni forma di collaborazione con tutti coloro che sono disposti ad agire per un obiettivo comune.

Sappiamo che per fare questo dovremmo costruire e condividere con altri una piattaforma di buone pratiche, di attività e di grandi progetti, facendo della sostenibilità un impegno morale che motiva la non neutralità rispetto alla degenerazione che un certo modo, non governato, di fare turismo e di viaggiare può provocare e far sì che alcuni luoghi di appeal mondiale, come sta avvenendo per Venezia, Cinque Terre o il Colosseo… non siano più attrattivi, accoglienti e competitivi.