AMBIENTE
Torna a casa Dindim
01/09/2016

La gratitudine del pinguino

1C’era una volta un pescatore brasiliano, João Pereira de Souza, che un giorno trovò un pinguino agonizzante e completamente coperto di petrolio tra gli scogli prossimi alla sua abitazione, in un villaggio a sud di Rio de Janeiro. Si prese amorevolmente cura di lui, ripulendolo e nutrendolo per giorni, prima di riaffidarlo all’immensità del mare convinto che non lo avrebbe più rivisto. Ma a volte la realtà può raggiungere dimensioni fiabesche e Dindim ha stupito ed emozionato il suo salvatore tornando ogni anno a fargli visita, rimanendo con lui per mesi a seguirlo nelle sue attività, facendosi prendere in braccio ed accarezzare esclusivamente da lui. Il caso è stato analizzato da un biologo dell’Università di Rio. Dindim è un Pinguino di Magellano (Spheniscus Magellanicus), specie diffusa sulle coste meridionali dell’America del Sud (Cile e Argentina centrali fino a Capo Horn) e nelle Isole Falkland. Esemplari del genere arrivano in Brasile raramente, talvolta perché indeboliti e trascinati dalla corrente. Quindi è davvero singolare che Dindim continui a tornare. Si allontana dal pescatore solo tra settembre e gennaio, nella stagione degli amori, per tornare probabilmente nelle terre d’origine. Si è legato a João come ad un vero e proprio familiare. La vicenda, che ha fatto il giro del mondo, rafforza la tesi sulle analogie tra le capacità cognitive degli uccelli e dei mammiferi. Dindim il pinguino, quando incontra i suo compagno umano, esprime una grande gioia, agita la coda ed emette richiami, mettendo in atto comportamenti che associamo più ai mammiferi che agli uccelli. Da molteplici studi neuro-anatomici è emerso che il cervello degli uccelli, privo di corteccia cerebrale, è più primitivo di quello dei mammiferi, per il resto funzioni e connessioni dei due organi sono molto simili. Sarebbe un esempio emblematico di convergenza evolutiva dal momento che le due classi animali si sono separate 300 milioni di anni fa.2