AMBIENTE
RIFIUTI SPECCHIO DEI TEMPI
14/10/2020


Asini e rifiuti

Dimmi che rifiuto produci e ti dirò chi sei. In realtà i nostri scarti, oltre ad essere un problema economico e ambientale - ma anche una possibile risorsa - sono sicuramente lo specchio della società, dei suoi comportamenti, delle tendenze e anche del suo grado di benessere o meglio di propensione al consumismo. Spazzaturologia potremmo chiamarla, o più correttamente garbology, è la scienza dei rifiuti inventata dall’antropologo statunitense William Rathje che approfondisce anche la storia dell’uomo attraverso lo studio dei rifiuti combinato all’archeologia. E chi dovesse fra tanti anni studiare il periodo in cui viviamo si troverebbe di fronte ad alcune sorprese. Un’improvvisa riduzione della produzione dei rifiuti urbani - in linea con la previsione sul crollo del pil - potrebbe portare la quantità totale a fine pandemia ai livelli di venti anni fa.

Senza contare che bisogna calcolare il raddoppio, se non di più, dei rifiuti sanitari. A scattare la fotografia dell'impatto del coronavirus sulla filiera del settore è stata la relazione Emergenza epidemiologica Covid-19 e ciclo dei rifiuti, condotta dalla Commissione Ecomafie.

Nella fase di applicazione delle più stringenti misure di contenimento - spiega la Commissione bicamerale - si sono osservati una decisa contrazione nella produzione dei rifiuti speciali di origine industriale e un aumento dei rifiuti domestici e del rifiuto organico. Nel complesso, i rifiuti urbani sono diminuiti per effetto della forte riduzione di quelli provenienti da commercio, turismo e terziario.

In base all'analisi dei dati, i rifiuti urbani nel bimestre marzo e aprile 2020 sono diminuiti di circa il 10%, pari a meno 500mila tonnellate. E, seguendo la linea del pil, la produzione dei rifiuti urbani alla fine del 2020 potrebbe ammontare a circa 28,7 milioni di tonnellate, dato confrontabile con quello del 2000. Sono invece aumentati i rifiuti sanitari a rischio infettivo.

Ma i rifiuti sono qualcosa di più di un elemento sociale e macroeconomico. La loro gestione è lo specchio della relazione con la natura. Connotano anche un atteggiamento contrastante che va dall’impegno personale e comunitario al totale disprezzo dell’ambiente e delle generazioni future, come quello dell’inquinatore seriale di Roma che per ben ottanta volte è stato sorpreso a disseminare illegalmente per la città rifiuti pericolosi e speciali. Ma c’è anche chi si attrezza in modo virtuoso, come a Castelbuono nel palermitano, dove gli asini spazzini che aiutano gli operatori ecologici a raccogliere l’immondizia in modo differenziato sono ormai quaranta. Un asinello è molto più ecologico di un mezzo a motore e costa all’amministrazione comunale circa duemila euro mentre per un furgoncino ce ne vorrebbero almeno quindicimila.