AMBIENTE
LEGGI DELLA NATURA
30/08/2021
di Ferdinando Boero [Biologo, Professore di Zoologia all’Università Federico II di Napoli, Vice Presidente Marevivo]

 

Foto AIl patrimonio naturale italiano comprende un’enorme componente marina. Gli 8.500 chilometri di coste e le acque territoriali sono uno spazio che si misura con un volume, non con una superficie. La vita esiste sul fondo del mare, ma anche nella colonna d’acqua che, quindi, non è uno spazio occupato temporaneamente da esseri viventi, come avviene a terra, se si considera la terza dimensione dell’atmosfera. Il mare è vivo in tre dimensioni. E muta molto rapidamente, obbedendo al cambio di stagione con estrema velocità. Questo patrimonio naturale è di tutti gli italiani, e va difeso dagli attacchi che è costretto a subire ogni giorno. Abusivismo, inquinamento e pesca illegale minacciano la salute del mare. La Commissione Europea ha lanciato una Missione che si chiama Buona salute per gli oceani, i mari, le coste e le acque interne. Si ricorre alla medicina quando la salute è compromessa, ma il segreto di una buona salute si basa sulla prevenzione, non sulle cure. La prima e più grande forma di prevenzione passa per la consapevolezza e la conoscenza. L’illegalità si combatte, prima di tutto, con la cultura della legalità. Se denunciare chi commette un reato è ritenuto un gesto infame, una delazione, e non un atto di civismo, allora questa cultura è ancora lontana. Se ciò vale per le leggi degli uomini, vale ancora di più per le leggi della Natura. Se non è ammessa ignoranza, conosciamo le leggi della Natura? Valgono dovunque, a terra e in mare, e non riconoscono confini e giurisdizioni. La prima dice che tutte le specie tendono a crescere di numero. La legge della crescita. Le si obbedisce con la riproduzione. Noi siamo molto obbedienti e abbiamo superato i sette miliardi di individui.

La seconda legge è quella del limite, e fa da contrappeso a quella della crescita: anche se tutte le specie tendono a crescere, non tutte possono farlo, perché le risorse non sono illimitate.

Foto BLe due leggi sono simili alle nostre: la norma salvaguarda la libertà, ma questa deve rispettare i limiti imposti dalla libertà degli altri. Se una specie cresce troppo limita la crescita delle altre.

A terra abbiamo esaurito le risorse naturali viventi. Non esistono più popolazioni naturali in grado di soddisfare le nostre esigenze. Tutto deriva da agricoltura e allevamenti. In mare no, in mare ancora possiamo prendere dalla Natura. Lo facciamo con la pesca, ma stiamo passando all’acquacoltura perché le popolazioni naturali sono oramai al collasso, a causa della distruzione degli habitat e del prelievo industriale.

Il fermo delle attività di pesca a causa della pandemia ha mostrato come le popolazioni naturali siano in grado di riprendersi rapidamente, se la nostra pressione rallenta. La transizione ecologica, fortemente voluta dalla Commissione Europea con il New Green Deal e il Recovery Fund, prevede che i nostri costumi cambino, per un rapporto di armonia e non di conflitto tra noi e la Natura. Le leggi vanno applicate.