AMBIENTE
L’ INVASIONE DELLE MICROPLASTICHE
30/09/2019
di Annalisa Maiorano

Non solo inquinanti dell’acqua, ma anche dell’aria. Rinvenuti piccolissimi frammenti anche in una regione isolata dei Pirenei con livelli di inquinamento pari a quelli del centro di Parigi

FOTO ASono ovunque e sono piccole, anzi minuscole. Sono le microplastiche, ovvero i frammenti di dimensioni comprese tra gli 0,1 e i 5.000 micrometri che derivano dalla degradazione di prodotti plastici. Il micrometro è un millesimo di millimetro e, per capire di quale ordine di grandezza stiamo parlando, basti pensare che un nostro capello ha un diametro che va dai 50 ai 70 micrometri. Secondo un nuovo studio, queste particelle sarebbero in grado di viaggiare nell’aria e percorrere diversi chilometri, finendo per sporcare e inquinare anche luoghi incontaminati, lontani dai centri industriali o densamente popolati.

LO STUDIO

Per cinque mesi tra il 2017 e il 2018, una media giornaliera di 365 particelle di plastica si è depositata su ogni metro quadrato di un'area disabitata e incontaminata dei Pirenei francesi, a 1.500 metri di quota. In questa zona remota, a sette chilometri dal più vicino villaggio e a un centinaio da Tolosa, è stata rinvenuta la stessa quantità di microplastiche sospese che si troverebbe analizzando l'aria di Parigi o di una qualsiasi città industria della Cina. Sono questi gli sconcertanti risultati di uno studio pubblicato su Nature Geoscience.

FOTO BLa plastica che abbandoniamo nell'ambiente impiega decenni a degradarsi, ma non lo fa mai completamente. Gli scienziati dell'Università di Strathclyde in Scozia, e dell'EcoLab di Tolosa hanno utilizzato due diversi sistemi di monitoraggio per analizzare le concentrazioni di microplastiche atmosferiche depositate al suolo attraverso l'aria "asciutta" o le precipitazioni (pioggia e neve). Lo studio si è concentrato su frammenti e fibre di dimensioni comprese tra i 10 e i 150 micrometri, tenendo come limite maggiore i 750 micrometri di diametro. A 10 micrometri di spessore, le microparticelle di plastica possono essere inalate. Poiché neanche a distanza di centinaia di chilometri vi sono depositi di plastica di grandi dimensioni, è possibile che tali frammenti, prima di finire sui Pirenei, abbiano compiuto un percorso molto più lungo.

LE CONSEGUENZE

In aria, così come in acqua, l'impatto dell'inquinamento da microplastiche è una minaccia per l’ambiente e per la salute dell'uomo. Solo di recente si è iniziato a studiare gli effetti che l'ingestione o il contatto con microplastiche può avere sul corpo umano. Per ora sappiamo che quelle più piccole di 25 micrometri possono entrare nel nostro organismo attraverso il naso e la bocca, e quelle di dimensione inferiore a 5 micrometri possono raggiungere i polmoni. Si dovranno ora analizzare le eventuali conseguenze per la salute umana.

Come riportato nelle pagine del sito di European Food Safety Authority (EFSA), nelle microplastiche possono accumularsi alte concentrazioni di agenti inquinanti quali policlorobifenili (PCB) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), o residui di composti usati per gli imballaggi come il bisfenolo A (BPA), tutte sostanze estremamente dannose per l'uomo. Anche le nanoplastiche costituiscono una pesante minaccia. Sono, infatti, chimicamente più reattive delle microplastiche a causa della dimensione ridotta, e quindi della maggiore superficie specifica, e alcuni studi sul loro impatto sugli organismi acquatici hanno dimostrato che, una volta ingerite, possono attraversare le pareti cellulari.

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La plastica ci sta letteralmente sommergendo, avvelenando il nostro ecosistema. Ogni anno, solo negli oceani del Pianeta, si riversano  otto milioni di tonnellate di plastica, con conseguenze nefaste su tutta la catena alimentare. Diminuirne la produzione migliorerebbe non solo la condizione dei mari e dell’atmosfera, ma influenzerebbe anche il riscaldamento globale: quasi tutte le plastiche sono prodotte a partire da combustibili fossili e questo settore industriale ha contato, nel 2015, una quantità di emissioni di anidride carbonica pari a 1,7 miliardi di tonnellate. Con un volume di plastica la cui produzione raddoppia ogni decennio, nel 2050 è previsto che saranno raggiunti i 6,5 miliardi di tonnellate, valore che corrisponde al 15% del budget di carbonio globale, come suggerisce uno studio pubblicato su Nature Climate Change.

Fortunatamente, a partire dal 2021 sarà in vigore la direttiva europea contenente misure finalizzate alla riduzione dell’inquinamento da plastica.

QUANTA NE INGERIAMO?

Ogni settimana mangiamo una carta di credito. È questa l'immagine, forte, con cui i ricercatori dell'Università di Newcastle in Australia hanno provato a riassumere la quantità di microplastiche ingerite a livello globale nell'arco di sette giorni: in media 5 grammi, proprio lo stesso peso di una carta di credito che si trova nel nostro portafogli.

NUOVO INVOLUCRO IN MATER-BI PER LA RIVISTA #NATURA

A partire da questo numero #Natura disporrà di un nuovo involucro in Mater-Bi, la bioplastica biodegradabile e compostabile di Novamont che è riciclabile con la raccolta differenziata della frazione organica. L’involucro potrà essere utilizzato per la raccolta degli scarti di cibo che vanno conferiti nell’umido e che, grazie all’azione di riciclo portata a termine negli impianti industriali di compostaggio, fa divenire il tutto ottimo compost per le coltivazioni. Un ulteriore impegno a favore della natura della rivista ambientale dei Carabinieri, che già viene stampata su carta completamente riciclata.

DIFFERENZIAMO-CI

Fare la raccolta differenziata è la maniera più semplice per restituire i materiali all’ambiente trasformandoli in risorse preziose. L’attività svolta da ciascuno di noi è molto importante. Separando i rifiuti e conferendoli in maniera corretta, recuperiamo materiali utili alla produzione di nuovi oggetti contribuendo a salvaguardare l’ambiente e a non sprecare le risorse naturali. In allegato a questo numero di #Natura una breve guida contente consigli utili per una corretta raccolta di rifiuti differenziata. L’opuscolo è consultabile anche sul sito www.carabinieri.it.

 

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