AMBIENTE
INQUILINI CON LE ALI
21/10/2021
di Marco Dinetti [Responsabile Ecologia urbana LIPU]

La progettazione e la gestione edilizia possono essere orientate all’accoglienza e alla protezione delle specie nidificanti

FOTO A - Foto L. Sebastiani www.birds.itOltre al piccione, sui monumenti e i palazzi nidificano diverse specie di uccelli, tra cui rondine, balestruccio, rondone, rapaci diurni e notturni (falco pellegrino, gheppio, barbagianni, civetta), piccoli passeriformi (ballerina, codirosso, passero), senza dimenticare pipistrello, geco e lucertola. Gli enti pubblici e i privati cittadini possono tutelare queste presenze installando dei nidi artificiali su edifici, viadotti e tralicci.

Per gestire i piccioni occorre invece restringere selettivamente le cavità: l’accesso ai colombi viene impedito, ma il sito resta disponibile per le specie più piccole.

EDILIZIA ECOLOGICA

L’edilizia rispettosa dell’ambiente considera le esigenze della fauna nelle diverse fasi: progettazione, costruzione, manutenzione, in sintonia con le richieste della Strategia europea della Biodiversità che prevede infrastrutture verdi e nature-based solutions. Il tema è attuale alla luce dei bonus fiscali disponibili per ristrutturazioni e rifacimenti delle facciate.

Per tutelare i nidi di rondini, balestrucci e rondoni, eseguendo i lavori e le ristrutturazioni fuori dal periodo di nidificazione, a partire dal 1999 la LIPU propone ai Comuni l’adozione della “Delibera Salvarondini”. Finora è stata adottata da 152 amministrazioni (incluse Roma, Lodi, Verona, Firenze e Matera), e recentemente le misure per la protezione e gestione della biodiversità urbana sono state inserite anche in alcuni regolamenti edilizi e in quelli per la tutela degli animali.

FOTO B - Nidi artificiali per rondoni Marco Dinetti IMG_4858PROGETTAZIONE AMICA DELLA BIODIVERSITÀ

Un progetto ecologico ha ricadute positive sulla qualità urbana, e apporta un valore aggiunto poiché dimostra la sensibilità del progettista e avvantaggia l’appetibilità turistica dei luoghi. I seguenti sono i punti per tutelare la natura nelle aree urbane:

  • integrare gli elementi naturali esistenti: il progetto non deve essere un “foglio bianco”;
  • inserire il progetto nella rete ecologica locale;
  • realizzare giardini, tetti verdi, verde verticale, con alberi e siepi idonee al contesto;
  • adottare i princìpi dell’ecologia stradale: prevenzione, scelta del tracciato ottimale tramite la “best location”, mitigazione, compensazione ecologica preventiva;
  • •valorizzare i manufatti come habitat per le specie “gradite” (rondini, rapaci, passeri, pipistrelli, ecc.);
  • evitare di realizzare “trappole involontarie” (vetrate, pannelli fonoisolanti trasparenti, cavi aerei, elettrodotti, strade), adottando misure di prevenzione e mitigazione;
  • ridurre i fattori di disturbo, quali il rumore e l’inquinamento causato dall’illuminazione artificiale;
  • programmare i lavori nei periodi a minore impatto (fuori dalla nidificazione primaverile degli uccelli, o dello svernamento dei pipistrelli);
  • limitare l’insediamento delle specie “problematiche” come piccioni e gabbiani reali con una progettazione consapevole.

FOTO C- Foto L. SebastianiLA FORMAZIONE

È importante che le conoscenze e le tecniche per una progettazione ecologica e rispettosa della fauna selvatica vengano diffuse tra gli addetti ai lavori (progettisti, imprese di costruzione, architetti, geometri e amministratori di condominio), oltre che tra i cittadini in generale. Per incontrare questo obiettivo, la LIPU sta promuovendo seminari sulla progettazione ecologica e ha organizzato dei convegni su “architettura e fauna” a Livorno, Firenze e Varese. Tra i documenti scaricabili consigliamo “Costruire con vetro e luce rispettando gli uccelli” www.vogelglas.info e “Il Piccione di città. Strategie per la gestione” www.lipu.it/articoli-natura/16-comunicatistampa/828-piccione-di-citta-10-regole-perconvivere-in-armonia.

Per quanto riguarda la normativa, in Italia la fauna selvatica, uccelli inclusi, è tutelata dalla legge n. 157 dell’11 febbraio 1992, recante le “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, la quale recepisce la Direttiva europea “Uccelli” 2009/147/CE e la Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva con legge 5 agosto 1981, n. 503.

I nidi di tutte le specie di uccelli sono protetti sull’intero territorio nazionale e in ogni tipologia ambientale, aree urbane incluse, ai sensi degli articoli 3 e 21 della suddetta legge 157/92.