AMBIENTE
IL FALCO GRILLAIO
17/01/2022
di Pietro Papa - Maresciallo Ordinario, Addetto Reparto CC P.N. Cinque Terre


Esemplare di falco grillaio (foto a cura dell'autore)

Matera, capitale della cultura nel 2019 e città dei Sassi da sempre, è un luogo in cui l’uomo ha abitato e, con le sue attività, modificato un aspro territorio roccioso che in parte ha conservato ad oggi le sue caratteristiche paesaggistiche e naturali.

La gravina su cui si affaccia l’intero centro storico, le coltivazioni, e le distese steppiche tipiche delle Murge che si estendono intorno la città, costituiscono un “optimum” per l’avifauna selvatica che qui trova un ambiente riproduttivo ideale.

In particolare si osservano specie di rapaci altrove molto rare, come il biancone Circaetus gallicus, capovaccaio Neophron percnopterus, nibbio reale Milvus milvus e il grillaio Falco naumanni, la cui presenza e abbondante diffusione caratterizzano l’intera area. È il più piccolo rapace del paleartico occidentale, l’ecozona che include l'Europa, l’Asia a nord dell’Himalaya, l’Africa settentrionale e la penisola arabica, ed è un migratore che trascorre l’inverno a sud del Sahara per poi tornare, in grandi stormi, in Europa per riprodursi in Spagna, Grecia e Italia meridionale.

Il suo status di conservazione a livello globale ed europeo è riportato come “Least Concern” - a minor preoccupazione - (BirdLife International, 2013; BirdLife International, 2015, 2016).

Per l’Italia la specie è invece inclusa tra quelle in cattivo stato di conservazione (Gustin et al., 2009; Gustin et al., 2016) anche se la Lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia la consideri ancora “Least Concern” (Peronace et al., 2012).

Caratterizzato da un forte istinto gregario, nidifica in ambienti antropizzati dove costituisce delle affollate e vivaci colonie. Il nome è un chiaro riferimento alla sua alimentazione costituita per l’80% da insetti, in particolare ortotteri della specie Dociostaurus maroccanus, comuni in estate sui piani carsici della Murgia e tra le coltivazioni condotte in assenza di antiparassitari e fitofarmaci.

Matera, come anche Altamura e Gravina di Puglia si trova in un territorio tra Puglia e Basilicata indicato dagli ornitologi come il “triangolo del grillaio” in cui sono stimati annualmente oltre 7000 individui, ovvero la metà dell’intera popolazione nidificante delle Murge appulo-lucane.

Panoramica dei Sassi di Matera (foto a cura dell'autore)E la città dei Sassi è il luogo dove la convivenza tra uomo e grillaio trova una antica origine nella stessa storia di questo luogo. Se ancor prima dell’insediamento umano il falchetto certamente già nidificava sulle aspre pareti rocciose della gravina, con la modifica delle pareti e la realizzazione nei quartieri in tufo il rapace si è adattato a questo nuovo ambiente, e in forma talmente specializzata da legare la sua riproduzione, e quindi sopravvivenza, agli ambienti edificati e antropizzati.

Un vecchio tetto o una soffitta abbandonata possono ospitare una piccola colonia di grillaio, così come un tranquillo vaso di fiori, un piccolo balcone poco frequentato o una vecchia grondaia sono ugualmente luoghi in cui deporre le uova.

Ma la sopravvivenza di questo falchetto è adesso minacciata proprio dalla notorietà della città che, frequentata da migliaia di turisti, ha avuto un importante aumento della ricettività, trasformando la quasi totalità degli isolati storici abbandonati in nuove aree residenziali e produttive.

Osservando il rione dei Sassi dall’alto della gravina si percepisce chiaramente il cambiamento. Le diffuse ristrutturazioni, pur se effettuate nel rispetto della tradizionale tipologia, hanno generalmente regolarizzato le imperfezioni murarie e annullata l’antica entropia di fessure e piccoli rifugi di cui ha bisogno il grillaio. Il risultato è che adesso oltre il 90% degli edifici ristrutturati non è più idoneo alla loro nidificazione.

Solo negli ultimi venti anni l’incremento degli esercizi alberghieri della città è stato del 300%, e addirittura del 3400% per i servizi extra alberghieri, passando dai 25 posti del 1999 ai 4.495 del 2019 (Fonte APT Basilicata).

Il grillaio figura nell’Allegato I e Allegato II della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Animali Selvatiche Migratrici nota come Convenzione di Bonn e nell’Allegato II (specie particolarmente protetta) della Convenzione di Berna.

È anche elencato nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE quale specie prioritaria per lo strumento finanziario LIFE Nature previsto a sostegno di azioni per la conservazione di specie ed habitat di interesse comunitario.

Pullo di falco grillaio (foto a cura dell'autore)In quanto specie protetta da legge nazionale e direttive europee, ogni intervento edilizio dovrebbe tener conto delle esigenze di questi rapaci, sempre più spesso disattese da tecnici e progettisti. L’unica indicazione ufficiale che “consiglia” di preservare i siti riproduttivi nelle strutture oggetto di ristrutturazione è il regolamento della Regione Puglia n.24/2005, che comunque non prevede alcuna sanzione in caso di inadempienze. A Matera, come anche a Gravina di Puglia o Altamura, in assenza delle verifiche degli enti locali i ricercatori che studiano il grillaio sono spesso lasciati soli a concordare con i progettisti più volenterosi soluzioni affinché il rapace possa tornate a nidificare sull’immobile oggetto di intervento.

Nonostante i numerosi progetti a tutela del grillaio, la perdita di siti di nidificazione è comunque preoccupante, e la storica colonia dei Sassi si sta disperdendo tra gli edifici della periferia e altri centri storici.

Per rallentare il fenomeno, già dal 2009 con il progetto Life “Rapaci Lucani” sono stati installati circa 600 nidi artificiali in cemento a compensare la perdita di siti e per creare piccole colonie su terrazzi e solai ritenuti idonei per posizione e tranquillità. 

Da alcuni anni si sperimenta anche un nuovo nido a brevetto italiano che garantisce il massimo successo di involo e protezione dei pulcini. Rispetto ai primi prototipi in cemento, difficili da trasportare e che avevano il difetto di scaldarsi troppo al sole, questa è in legno bianco e con un doppio tetto che fornisce una migliore ventilazione e confort al suo interno.

Ma il futuro di questa colonia resta tutt’oggi incerto, e se non verranno prese immediate e concrete azioni per la tutela dei siti di nidificazione, Matera rischierà di perdere in pochi anni questo storico e inestimabile patrimonio naturale.