AMBIENTE
IL BOSCO INCANTATO
19/12/2017
di Dott.ssa Roberta De Luca, Giornalista

Maestosi alberi secolari, sentieri che si snodano tra massi vulcanici e felci lussureggianti fanno del Bosco Monumentale del Sasseto un luogo fatato dove il tempo sembra essersi fermato

FOTO AI tronchi centenari, i rami contorti, i massi coperti di muschio e felci di varie specie, i canti degli uccelli e i timidi fiori nel sottobosco rendono il Sasseto un luogo incantato.

Basta entrare sotto la sua volta cupa, fare pochi passi tra i venerandi esemplari arborei per avere l’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una rigogliosa foresta tropicale, invece che in un bosco dell’Alta Tuscia.

Gioiello di diversità forestale unico in tutta la regione Lazio, il Bosco Monumentale del Sasseto si trova nei pressi di Acquapendente, in provincia di Viterbo, all’interno della Riserva Naturale Monte Rufeno.

Esteso per una superficie di oltre 60 ettari, ai piedi del Castello di Torre Alfina, deve il suo nome ad un singolare substrato geologico composto da un vasto ed eterogeneo accumulo di blocchi di roccia lavica formatosi in seguito a numerose esplosioni del vulcano Volsino più di 300mila anni fa. Intorno a questi grandi massi affondano le radici alberi secolari come i faggi, gli olmi montani, i roveri, i cerri, i frassini, i carpini bianchi, i carpini neri, gli agrifogli, i castagni e i lecci, che contribuiscono a rendere questo bosco unico nel suo genere. Piante che per dimensione, 25 metri di altezza per circa un metro di diametro, sono considerate singoli monumenti. Camminando tra questi grandi esemplari, così nodosi e contorti, si ha la percezione di avere davanti agli occhi streghe immobilizzate da qualche remoto incantesimo ed è per questo che è conosciuto come “bosco incantato” o anche “bosco delle Fate”. I boschi magici non esistono solo nelle fiabe. Anche nella realtà la natura offre il suo straordinario spettacolo con luoghi fatati. Il Sasseto non è un bosco qualsiasi, ma un luogo dove la natura si esprime con una forza antica e misteriosa, dove radici contorte cercano le profondità della terra.

 

FOTO CFLORA E FAUNA

Il microclima fresco-umido e il terreno pietroso intervallato da ampie zone di humus, hanno favorito, col tempo, la crescita di un’insolita varietà di specie arboree, creando un habitat di assoluto pregio e interesse naturalistico. La flora, già particolarmente eterogenea, è arricchita da spettacolari fioriture primaverili, come bucaneve, anemoni e cardamomi.

Non solo la flora, ma anche la presenza faunistica all’interno del Bosco Monumentale del Sasseto è di notevole valore. Oltre a 35 specie di uccelli nidificanti (sparviero, picchio, falco pecchiaiolo, tortora, ghiandaia ecc.), sono presenti mammiferi (capriolo, ghiro istrice ecc.), rettili (colubro liscio d’Esculapio) e anfibi (salamandrina dagli occhiali). Inserito tra i venti “luoghi incantati” d’Italia, è un’area di rilevante valore vegetazionale, oltre ad essere un Sito di Interesse Comunitario (SIC) e una Zona di Protezione Speciale (ZPS).

Il Sasseto è un bosco monumentale, dove l’uomo è intervenuto per fini “artistici” e quasi mai per fini utilitaristici, proprio per la natura del suolo che ne ha reso difficile l’antropizzazione e ha permesso di avere un’elevata biodiversità. È possibile passeggiare nel lussureggiante bosco viterbese per conoscerlo e apprezzarlo nelle sue caratteristiche uniche, attraverso attività per adulti e ragazzi. Addentrandosi all’interno di questo piccolo paradiso terrestre, si può notare come la natura lasci spazio anche alla storia. Si erge, infatti, in tutta la sua maestosità, un mausoleo gotico dove riposano le spoglie del marchese Edoardo Cahen, proprietario del Castello di Torre Alfina alla fine del 1800. Egli rese fruibile questa area verde con la creazione di sentieri che, districandosi tra le rocce, la attraversano in lungo e in largo. È possibile ammirarne la straordinaria bellezza tutti i giorni dell’anno (con un preavviso di due giorni), oppure il 1°, 3° e 5° fine settimana di ogni mese. La visita è gratuita ed aperta a tutti.

FOTO DIl percorso ad anello, lungo tre chilometri, si percorre in circa tre ore e ha una difficoltà medio facile. Il periodo migliore per visitarlo resta l’autunno o la primavera, per i colori e la rigogliosa vegetazione. L’inverno, rimane un luogo più spettrale mentre, in estate, è sicuramente apprezzato per il fresco. Il Bosco del Sasseto ha fatto anche da cornice ad un episodio del film “ll Racconto dei Racconti – Tale of Tales” diretto da Matteo Garrone, come “luogo incantato dove sono rappresentati gli opposti della vita l’ordinario e lo straordinario, il magico e il quotidiano, il terribile e il soave”. Proprio in quei sessanta ettari di magia e mistero considerati un monumento naturale della Tuscia viterbese, il regista di “Gomorra” ha trovato la sua naturale ispirazione. Il bosco fitto di vegetazione sembra fatato e percorrendolo si ha la sensazione di essere spiati dagli abitanti del bosco, come elfi e fate.

 

COME ARRIVARE

Il Bosco del Sasseto si trova a Torre Alfina, una frazione di Acquapendente in provincia di Viterbo all’interno della Riserva Naturale di Monte Rufeno. Si può arrivare percorrendo la Strada Statale n.2 Cassia. Arrivati ad Acquapendente si segue per Torre Alfina poi, da qui, si seguono le indicazioni per il parcheggio, dopodiché, arrivati alla piazza della chiesa si svolta a destra in direzione “Le Coste”. Dopo circa tre chilometri di strada tortuosa in discesa, si arriva ad un casale che si trova sul lato sinistro, di fronte un evidente sentiero pedonale in discesa porta all’interno del bosco.