AMBIENTE
LA TUTELA DELLA QUALITA' ALIMENTARE
05/03/2020


La normativa di settore e l'attività dei reparti specializzati e forestali dell'Arma dei Carabinieri


FOTO F - L. Di Battista
TUTELA DEI PRODOTTI NEL DIRITTO EUROPEO

di Amedeo De Franceschi








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I REPARTI SPECIALIZZATI E FORESTALI DELL’ARMA DEI CARABINIERI

 

Dalla salvaguardia dell’ambiente alla tutela della sicurezza e della biodiversità agroalimentare.
L’esperienza dei Carabinieri del CUFAA

di Davide De Laurentis

 

 
 

fotoLa molteplicità degli habitat e delle condizioni climatiche, la posizione geografica e la complessa storia geologica del territorio italiano, pur determinandone una fragilità di fondo, hanno prodotto una diversificazione paesaggistica straordinaria ed elevatissimi livelli di biodiversità, anche di specie, varietà ed ecotipi di interesse agricolo e zootecnico.
Questi presupposti unici, insieme al non comune patrimonio di usi e saperi locali, di tradizioni legate ai territori, di processi produttivi peculiari derivanti dall’ingegno italico, che potremmo definire biodiversità culturale, ha portato alla creazione di un modello agro-alimentare Made in Italy che non ha uguali nel Mondo.ria geologica del territorio italiano, pur determinandone una fragilità di fondo, hanno prodotto una diversificazione paesaggistica straordinaria ed elevatissimi livelli di biodiversità, anche di specie, varietà ed ecotipi di interesse agricolo e zootecnico.
La storia del cibo è anche la storia dei popoli e dei territori, con ricette che si tramandano da generazioni e pratiche agricole che si sono sviluppate attraverso la saggezza e l’esperienza dei contadini. Esiste un fortissimo legame tra agricoltura e paesaggio che è tipicamente italiano. Numerosissime produzioni sono esclusive di alcune regioni e ne sono, giustamente, il vanto e spesso il simbolo.
E i territori sono spesso modellati dall’agricoltura e ne ospitano le produzioni: in particolare i paesaggi agricoli tipici italiani costituiscono, anche nell’immaginario collettivo internazionale, luoghi dalla bellezza unica e irripetibile.
Si può senz’altro affermare come l’integrità e la varietà ambientale di un territorio, sia direttamente in relazione con la varietà, la qualità e la distintività delle produzioni agricole. Tale correlazione è contenuta anche nel I° Rapporto della FAO (2019) sullo stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura, in cui si evidenzia come il declino della biodiversità, sia naturale che agricola, porta al collasso del sistema di produzione agro-alimentare.
In tale contesto, di correlazione e interdipendenza tra un ambiente diversificato e tutelato e le produzioni agricole ed agroalimentare di qualità, si colloca la realtà italiana. La Penisola, dal punto di vista ambientale, è il Paese europeo che ospita la più elevata biodiversità animale (oltre 61.000 specie) e tra le più alte come diversità biologica vegetale (oltre 12.000 specie). Può contare su un patrimonio di aree protette tutelate dalla Rete Natura 2000 dell’UE che copre circa il 20% del territorio nazionale e ospita un considerevole numero di Siti del Patrimonio Mondiale dell’Unesco (55 su 1.121) e della Rete MAB Unesco (Riserve della Biosfera - 19 su 701).

 

FOTO Allo stesso modo, per quanto riguarda le produzioni agricole, l’Italia vanta il primato assoluto per numero di prodotti di qualità certificata DOP, IGP, STG, con 818 prodotti dei comparti Food e Wine, su 3.005 totali dei Paesi UE ed extra UE, ha il maggior numero di aziende nel settore dell’agricoltura biologica in Europa (oltre 75mila) e possiede il più alto tasso di agro-biodiversità in vari settori tra cui quelli zootecnico (con ben 130 razze di specie domestiche allevate), viticolo (500 varietà) e olivicolo (530 varietà).
Tra salvaguardia dell’ambiente e tutela della sicurezza e della biodiversità agroalimentare, il ruolo assegnato al CUFAA dalla normativa vigente, riassunto nella stessa denominazione, Comando delle unità forestali, ambientali e agroalimentari, può essere individuato in un obiettivo prioritario: la difesa e la conservazione del capitale naturale nazionale, inteso come l’intero stock degli elementi naturali, quindi organismi viventi (biodiversità presente in natura e anche quella utilizzata in agricoltura), aria, acqua, suolo e risorse geologiche.
Elementi naturali che forniscono beni e servizi di valore diretto e indiretto fondamentali per l’uomo e che sono necessari per garantire l’equilibrio dell’ambiente stesso da cui sono generati.
In Italia la nozione di capitale naturale è entrata a far parte del corpus normativo della programmazione nazionale (legge n. 221/2015 collegato ambientale): annualmente il Comitato per il Capitale Naturale produce un Rapporto per evidenziare la sua importanza nel sistema socio-economico generale del Paese e che, nello spirito del legislatore, dovrebbe servire a orientare anche le scelte di programmazione economica.
Tra gli elementi costitutivi del capitale naturale, visto il tema odierno, è bene porre l’attenzione sul suolo, risorsa preziosa e non rinnovabile, fondamentale per le produzioni agroalimentari, ma importante anche per il contributo che fornisce alla riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera.
Le minacce principali nei confronti del suolo sono il consumo e la degradazione. Il consumo è dovuto all’occupazione di superfici in origine agricole, naturali o seminaturali con una copertura artificiale, mentre la degradazione dei suoli, il cui stadio finale è la desertificazione, è un fenomeno molto diffuso nell’area mediterranea e anche in Italia.
Tornando al ruolo del CUFAA, il decreto legislativo n. 177/2016, con l’unione delle forze tra il Corpo Forestale e l’Arma dei Carabinieri, ha dato vita a una organizzazione che dipende gerarchicamente dal Ministero della Difesa e funzionalmente dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, in grado di svolgere un’azione di tutela dell’ambiente ad ampio spettro, fino a toccare il settore agricolo e agroalimentare, con l’unione dell’allora Comando Carabinieri politiche agricole e Nucleo agroalimentare e forestale del Corpo forestale dello Stato. Il CUFAA, pertanto, rappresenta una struttura che agisce in maniera unitaria con personale specializzato nei vari campi della tutela forestale, ambientale e agroalimentare e, grazie alle diverse ulteriori specializzazioni dei 4 Comandi che costituiscono altrettanti pilastri operativi (CTF, CTBP, CTA, CTAA), effettua controlli sul rispetto delle normative di tali settori.
L’azione svolta è proporzionale e commisurata al livello di tutela dei territori e della rilevanza del Capitale Naturale custodito: dal controllo diffuso ai fini della prevenzione e della repressione dei reati in campo ambientale, forestale e agroalimentare (Comando Carabinieri per la Tutela forestale – Comandi Regione, Gruppi e Stazioni Carabinieri forestali), si passa ad azioni specifiche di tutela della biodiversità sia in attuazione di convenzioni internazionali (CITES) e di norme in materia di tutela degli animali, sia con la sorveglianza intensiva e la collaborazione istituzionale con gli Enti preposti nei Parchi Nazionali, sia con la gestione diretta delle Riserve naturali statali e degli altri beni destinati alla conservazione della biodiversità (Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi, con i Raggruppamenti Carabinieri CITES, Parchi e Biodiversità e reparti dipendenti).

 

 

FOTO CIn un quadro di ulteriore attenzione alle problematiche ambientali e agroalimentari si inserisce il contrasto dei fenomeni di inquinamento, di smaltimento illecito delle sostanze tossiche, di vigilanza sul ciclo dei rifiuti e della relativa repressione dei traffici e degli smaltimenti illegali (Comando Carabinieri per la tutela ambientale), nonché la prevenzione e la repressione delle frodi derivanti dal mancato rispetto della normativa comunitaria e in danno della qualità e della genuinità delle produzioni agroalimentari (Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare).
Attraverso tale complesso di attività, assicurate grazie a competenze professionali specialistiche e interdisciplinari costituenti un unicum inscindibile, sviluppate in modo organico e sinergico con la struttura territoriale e i Reparti speciali dell’Arma, si cerca di contribuire alla sicurezza ambientale e territoriale nelle varie accezioni, a partire dalle articolazioni minime rappresentate dalle Stazioni Carabinieri Forestale e Parco, nonché dai Nuclei CITES e Tutela Biodiversità.
Queste cellule elementari sono dotate di professionalità ed esperienze in grado sia di comprendere l’impatto delle azioni antropiche sul territorio per prevenire e reprimere i reati, sia di interpretare i bisogni della collettività attraverso un’azione di prossimità e di educazione a comportamenti rispettosi della legalità ambientale.
Laddove i fatti delittuosi in danno all’ambiente e al territorio richiedono interventi più consistenti, la struttura del CUFAA è in grado di rispondere con il concorso del livello organizzativo via via sovraordinato (NIPAAF, Reparto Parco, Reparto Biodiversità, Gruppo, Raggruppamenti Centrali e Comandi Regione) più idoneo al raggiungimento dell’obiettivo, secondo un collaudato principio di sussidiarietà interno snello ed efficace. La sinergia e la sussidiarietà interne sono utilizzate anche quando il coinvolgimento riguarda diverse linee di comando: proprio nel settore agroalimentare le attività info-operative di rilievo locale o provinciale sono condotte dai NIPAAF dei Gruppi carabinieri forestali, mentre le investigazioni di carattere ultraprovinciale e transnazionale, dai Reparti afferenti al Comando Carabinieri per la Tutela agroalimentare.
La grande vocazione agroalimentare dell’Italia e il connesso apparato produttivo costituito da decine di migliaia di imprese (205 miliardi di euro - 12% PIL – dati CENSIS 2018 – valore delle esportazioni 41,8 miliardi – dati ISMEA 2018), impongono una particolare attenzione da parte delle Amministrazioni competenti, delle Forze dell’ordine, della Magistratura e dei portatori di interesse, per salvaguardare il settore.
Contrastare le frodi alimentari è certamente un obiettivo prioritario da perseguire, in quanto, oltre ad essere potenzialmente dannose per la salute dei consumatori, titolari del diritto di disporre di cibi sicuri sia sotto il profilo igienico, sia per l’affidabilità delle indicazioni su origine, requisiti e qualità degli stessi, le frodi sono dannose anche per gli operatori del settore e, più in generale, per l’intero assetto economico del Paese.

 

 

FOTO DSotto questo aspetto va sottolineato come tra l’Italian sounding, che ha un volume di affari doppio rispetto alle esportazioni dei prodotti italiani autentici, e gli spazi crescenti occupati dalle agromafie nell’economia del settore agroalimentare, vengano sottratti agli operatori del settore che rispettano la legalità svariate decine di miliardi di euro. In tale contesto il CUFAA opera a tutela del settore agroalimentare svolgendo i compiti assegnati dalla legge, ponendo particolare attenzione alla prevenzione e alla repressione delle frodi in danno della qualità e della genuinità delle produzioni agroalimentari.
Su queste tematiche, che vedono una sensibilità sempre maggiore da parte dei cittadini e in cui interagiscono questioni ambientali, economiche e sociali, il legislatore europeo ha posto grande attenzione attraverso due regolamenti fondamentali, che hanno delineato nuovi modelli di sviluppo agricolo, quello sull’agricoltura biologica (Reg. CE 2092/91) e quello sulla tutela delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari (Reg. CE n. 2081/92).
I Regolamenti iniziali hanno subìto modifiche negli anni rafforzando ulteriormente i princìpi che li hanno originati. In tale direzione si rivolge anche il Regolamento UE n. 1151/2012, che obbliga gli Stati Membri ad adottare misure amministrative e giudiziarie adeguate a prevenire o far cessare l’uso illecito delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche. In questo quadro il CUFAA si pone come interprete e garante dei nuovi modelli agricoli e dei bisogni di sicurezza agro-ambientale e agro-alimentare del cittadino, in ragione della sua missione istituzionale di Comando specializzato nella tutela dell’ambiente e delle risorse agro-forestali del Paese.
Le attività di controllo e ispezione, svolte dai Reparti secondo le modalità complementari e sinergiche già indicate, riguardano i vari settori produttivi (da quello lattiero-caseario allo zootecnico, dal vitivinicolo all’oleicolo…) e sono finalizzate a verificare il rispetto sia delle norme di carattere generale della PAC sulla condizionalità delle produzioni, sia sui requisiti di tipicità (DOP, IGP, STG), quelli sull’agricoltura biologica e sugli OGM, sull’etichettatura e la rintracciabilità.
Uno degli elementi emersi nel corso dell’esperienza dei Carabinieri del CUFAA nell’ambito dei settori di competenza, riguarda la necessità di sviluppare capacità tecniche e investigative in grado di mettere a fuoco la nuova criminalità, che non ha più bisogno di sofisticare l’alimento, ma semplicemente di confonderlo agli occhi dei consumatori. L’olivicoltura rappresenta un caso emblematico in tal senso, che può aiutare a comprendere quanto sia fondamentale tutelare e proteggere la biodiversità agroalimentare. Le peculiarità territoriali, insieme all’intensa e prolungata selezione, ha generato in Italia una ricchezza di varietà di olivo che non ha eguali (circa 530 varietà, a fronte ad esempio delle 138 dell’olivicoltura spagnola, la più estesa e produttiva al mondo) e, per tali ragioni, circa 50 oli extravergini italiani sono riconosciuti DOP e IGP con marcate caratteristiche di tipicità legate al territorio. È necessario avere gli strumenti per salvaguardare questo patrimonio, così come quello di altre colture, specie e produzioni contraddistinte da una particolare ricchezza varietale di qualità.
Tutelare la biodiversità agroalimentare contrastando gli illeciti con l’ausilio delle analisi forensi più avanzate, è la frontiera del terzo millennio con la quale il CUFAA, insieme ai Reparti Speciali dell’Arma, si confronta, in stretta sinergia con gli enti di ricerca di eccellenza del Paese, in modo da poter fornire alla Magistratura inquirente le prove del furto di proprietà intellettuale collettivo.
Per far ciò bisogna pervenire all’autenticazione dei prodotti agroalimentari (utilizzando tecniche di profilazione del DNA, ad esempio, per determinare l’origine varietale) e alla creazione di una banca dati della biodiversità agroalimentare, in cui inserire parametri scientifici che consentano di identificare con certezza la provenienza della materia prima e tracciare il processo produttivo.
Non solo repressione, ma anche educazione. Va detto infatti che, per avere successo, la lotta alle frodi deve essere accompagnata da una corretta educazione al consumo consapevole delle risorse ambientali, agricole e alimentari. In questa direzione occorre uno sforzo congiunto del sistema agro-alimentare italiano, senz’altro articolato e complesso, ma allo stesso tempo ricco e diversificato di competenze e capacità per raggiungere obiettivi che, oltre ad incidere sulla qualità dei consumi alimentari e della vita dei cittadini, consentano di tendere in modo significativo verso uno sviluppo che possa essere realmente definito sostenibile.