AMBIENTE
AMBIENTE E COSTITUZIONE
08/04/2022
di Stefano Cazora


FOTO PARLAMENTO PER FOCUS NUOVOLa tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi entra tra i princìpi fondamentali della Costituzione, a vantaggio delle generazioni future, e questo non può che accrescere la responsabilità di ciascuno di noi, e dell’Arma in particolare, da sempre custode dei valori fondanti della Repubblica a difesa dei quali impiega unità operative altamente specializzate come quelle preposte alla tutela forestale, ambientale e agroalimentare.

Difendere la Natura attraverso una straordinaria azione di prossimità, di educazione alla legalità ambientale e di contrasto agli illeciti connessi è uno dei compiti più complessi e appassionanti ai quali la Benemerita dedica ingenti risorse e alte professionalità. Oggi l’Italia dispone della più articolata Forza di Polizia ambientale in ambito europeo, capace di essere a disposizione della magistratura per le indagini più complesse nei settori delle eco e agromafie, nonché in costante contatto con il mondo delle associazioni e delle categorie produttive.

Il Parlamento, in linea con il comune sentire e con le normative internazionali, ha così messo in atto un’epocale e delicata operazione di ingegneria costituzionale. Era importante sancire con la forza del diritto quello che ormai da anni ogni cittadino, particella elementare dello Stato, ha dato per acquisito. Non c’è dubbio che esista tra ambiente e tutela dei diritti uno stretto legame. Eppure dopo la ventata dei movimenti ambientalisti che si sono riaffacciati in maniera meno ideologica ma più concreta e diffusa sull’onda dell’emergenza climatica, dopo tante convenzioni internazionali in materia e dopo l’avvento della Costituzione Europea, mancava ancora in Italia una chiara tutela costituzionale dell’ambiente, perdendo così l’occasione di tramutarne il concetto da “bene” a “valore”. La Costituzione è il DNA di uno Stato, essa contiene la sua genesi e per certi versi anche l’evoluzione. Come accade per la molecola fondamentale della vita, così la sua modificazione non è cosa semplice. Quest’ultima è possibile solo dopo che i precetti che si vogliono cambiare o aggiornare si siano sedimentati in quel particolare crogiuolo preparatorio che è la costituzione materiale di un popolo, l’idem sentire.

Riconoscere la tutela ambientale non solo come una “materia”, un diritto soggettivo o diffuso, ma come un “valore” di rango primario e trasversale che interessa vari aspetti è una conquista della nostra civiltà prima ancora che del diritto, la quale comporta la partecipazione attiva di tutti.

Il Legislatore Costituzionale, però, stavolta è andato oltre: gli animali e, indirettamente, il concetto di sostenibilità trovano un posto nella Carta che si aggiorna per accompagnare adeguatamente anche la transizione ecologica. L’articolo 9 prevede infatti che la legge dello Stato disciplini i modi e le forme di tutela degli animali, mentre l’articolo 41 afferma che l’iniziativa economica privata non può recare danno alla salute e all’ambiente. La Costituzione ora guarda lontano spiegando che queste tutele devono essere profonde e durature, perché esercitate anche nell’interesse delle generazioni future alle quali abbiamo il dovere di trasmettere il Capitale Naturale intatto, frutto di una buona gestione e custodia della Casa Comune.