UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
UNICORNO VERDE
02/07/2020
di Antimo Palumbo


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Una pianta dai frutti verdi edibili a forma di corno, simili a piccole proboscidi, la Proboscidea louisianica, può per analogia essere associata a un antico simbolo di saggezza e magia, tanto da essere chiamata pianta unicorno. L’unicorno era un cavallo mitico (non sono mai stati trovati esemplari, anche fossili, in natura) dal mantello bianco, con un lungo corno a spirale sulla fronte, dotato di poteri magici e antivenefici. Portatore di mistero e saggezza, l’unicorno nell'immaginario cristiano poteva essere addomesticato soltanto da una vergine, simbolo di purezza. Si credeva inoltre che se il corno fosse stato rimosso, l'animale sarebbe morto.

La Proboscidea louisianica (Mill.) Thell., endemica delle zone umide della Louisiana, è la specie di Proboscidea più diffusa e coltivata dall’uomo, ama temperature calde, terreno fertile ed esposizione in pieno sole.

Per le sue capacità allelopatiche di competere con le altre piante, in alcuni Stati è diventata invasiva. Il genere appartiene alla famiglia delle Martyniaceae e comprende dieci specie di piante annuali originarie del sud degli Stati Uniti che si differenziano principalmente per il colore dei fiori, simili per la corolla gamopetala, che porta delle macchie colorate sui petali lobati, alla catalpa e alla bignonia, piante oggi molto comuni nei nostri giardini. Il nome del genere si deve al botanico tedesco Kasimir Christoph Schmidel che, per la forma dei frutti, lo derivò dal greco proboskis proboscide, dalle parole pro "avanti, prima di" e bosko " alimentare, nutrire ".

È una pianta di piccole dimensioni che per la forma delle foglie ricorda quella della zucca. Ogni sua parte è ricoperta di peli appiccicosi che sono in grado di catturare e uccidere piccoli insetti per poi assorbirne i liquidi. La pianta non è però in grado di produrre enzimi digestivi e per questo è considerata proto-carnivora. I peli ghiandolari secernono minuscole goccioline d'olio che, oltre a renderla oleosa al tatto, le danno, in particolare nei fiori, un forte ed inconfondibile odore, simile all’incenso, non a tutti gradito. I suoi fiori, dal colore rosa chiaro e macchie rosa-porpora, hanno uno stigma molto sensibile al contatto con gli insetti impollinatori. Le due ali dello stigma infatti si richiudono rapidamente una volta che avvertono l’ingresso di un granulo pollinico. Se questo non avviene, lo stigma si riapre dopo qualche minuto.

La particolarità che rende unica e insolita la pianta unicorno sono i suoi frutti, delle capsule oblunghe dalla superficie liscia, come abbiamo visto a forma di corno e commestibili, che una volta raggiunta la completa maturazione perdono la parte carnosa esterna, portando alla luce una struttura interna legnosa che tende ad aprirsi a metà, lasciando spazio a due artigli simili a dei rostri o corni uncinati. Uno stratagemma usato dalla pianta per disperdere i suoi semi e quindi riprodursi. I frutti secchi a forma di artiglio sono stati usati nel passato dagli indiani d’America Tohono O'odham per realizzare disegni nei vimini.