UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
LA PIANTA TELEGRAFO
12/10/2020


codariocalyx.4La pianta telegrafo o pianta ballerina è senz’altro una tra le più insolite esistenti al mondo. Il motivo di questo fascino risiede nella sua abilità di ruotare con movimenti ritmici e per diversi minuti le due foglioline che si trovano alla base di una foglia più grande, che tende a muoversi anch’essa più lentamente, con una velocità tale da essere percepibile a occhio nudo. La pianta telegrafo, nome botanico Codariocalyx motorius, è un arbusto perenne originario del sud-est asiatico appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Alta tra i trenta e i novanta centimetri, porta foglie verdi brillanti oblunghe composte e trifoliolate, una foglia grande centrale e due laterali più piccole, con fiori papilionacei di colore viola ai quali seguono dei piccoli baccelli con semi neri. È coltivata in tutto il mondo ed, essendo originaria dei tropici ha bisogno, per vivere bene, di una temperatura compresa tra i 22° e i 35° C. Descritta nel dettaglio da Charles Darwin nel libro del 1880 "The power of Movements in Plants" il suo nome botanico ha subito nel tempo diversi passaggi. Nel 1825 il botanico svizzero Augustin Pyrame de Candolle l’aveva chiamata Desmodium gyrans DC specificando le capacità cinetiche della pianta. Il nome del genere invece derivava dal greco “desmos” (fascio, legame catena) per la forma dei suoi baccelli articolati a catena e per la disposizione dei fiori in grappoli ramificati. Nel 1965 il botanico giapponese Hiroyoshi Ohashi la chiama con il nome attuale Codariocalyx motorius (Houtt.) H. Ohashi. Il nome del genere si riferisce al calice “villoso” dei fiori, dal greco “kodarion” diminutivo di kodion (lana, pelle di pecora, vello) più calyx. La pianta telegrafo è una delle poche piante capaci di movimenti percettibili stimolati dalle onde sonore. Di notte come molte leguminose piega le sue foglie verso il basso in modo che siano completamente pendenti (un movimento chiamato nyctinastico), mentre durante il giorno le foglie si aprono orizzontalmente e le due foglioline alla base di quella più grande, stimolate dalla luce e da una fonte sonora, si muovono su e giù ritmicamente in modo circolare ellittico sorprendente, simile a quello delle pale eoliche, come se la pianta stesse ballando o inviando messaggi tramite un telegrafo ottico o semaforico, sul tipo di quello inventato durante la Rivoluzione francese da Charles Chappe. Numerosi studi effettuati negli anni ci hanno spiegato perché questo avviene fisicamente. Alla base delle sue foglioline si trova un anello di cellule motorie chiamato "pulvinus" che similmente a dei palloncini d'acqua che si gonfino o si sgonfino, quando stimolate da onde sonore, possono per osmosi spostare rapidamente l'acqua dentro e fuori creando il movimento. È invece ancora un mistero perché questo avvenga. Diverse sono le ipotesi proposte. La prima è che il movimento delle foglioline sia una strategia per ottimizzare la posizione della foglia più grande in modo da catturare meglio la luce del sole e facilitare la traspirazione dell'acqua attraverso gli stomi. Un'altra spiegazione è quella di natura difensiva. Il movimento delle foglioline potrebbe imitare i movimenti di una farfalla (o di altri artropodi alati) in modo che possa convincere altri insetti femminili a non depositare uova sulle foglie o attrarre potenziali predatori di altri insetti che possano nascondersi sulla pianta, o ancora scoraggiare gli erbivori che si nutrono di essa. Nei prossimi anni grazie alla scienza il mistero di questa pianta “ballerina” si svelerà, oggi ci meraviglia.