UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
L’ALBERO CHE SANGUINA
30/12/2020


pterocarpus angolensis5Gli alberi sono piante vascolari, cioè esseri viventi composti da cellule vegetali nutrite da vasi nei quali scorre una linfa vitale. Questi vasi si trovano nelle radici, nel tronco, nei rami e nelle foglie. Proprio sotto la corteccia di un albero si trova il libro o floema, nel quale scorre la linfa elaborata, che porta i nutrienti zuccherini, elaborati dalle foglie grazie alla fotosintesi clorofilliana, a tutto l’albero. Solitamente questa linfa è abbondante e incolore ed è quella che si utilizza per la produzione della manna (Fraxinus spp.) e del succo d’acero (Acer saccharum). In alcuni casi però questa linfa può contenere dei pigmenti vegetali colorati, come nel caso dello Pterocarpus angolensis DC., albero deciduo originario dell'Africa meridionale (Angola, Mozambico, Namibia, Sudafrica) dove cresce nella savana rocciosa ben drenata e nei cosiddetti boschi di myombo. È conosciuto con diversi nomi: Kiaat, Mukwa e Muninga. Ogni volta che una sua parte viene tagliata o danneggiata dagli animali o dall’uomo secerne un liquido rosso e viscoso, apparentemente simile al sangue. Per questo motivo ha acquistato la fama e il nome comune di “bloodwood” ovvero legno sanguinante. Viene principalmente utilizzato per il legno rosso, chiamato anche Transvaal teak per la somiglianza con il vero Teak, resistente agli insetti e alle intemperie per la costruzione di mobili, manufatti, canoe, strumenti musicali e zagaglie. Appartenente alla famiglia delle Fabaceae, sottofamiglia delle Papilionoideae, lo Pterocarpus angolensis è un albero di medie dimensioni, dalla corteccia grigia fessurata e resistente al fuoco, che sviluppa nel tempo una chioma aperta e arrotondata. Alcuni esemplari possono raggiungere i venti metri di altezza e arrivare anche a cento anni di età. In primavera sbocciano prima della comparsa delle foglie, lucide alterne e imparipennate, numerosi fiori profumati color giallo-arancio portati in racemi ai quali seguono i frutti, dei baccelli orbicolari marroni, che ricordano un uovo fritto, avvolti da un’ala cartacea, con al centro delle setole pungenti a protezione di uno o due semi duri, rosso-bruni. Il nome del genere creato da Linneo nel 1754 si riferisce proprio alle caratteristiche del frutto e deriva dai termini greci pteron, ala e karpos, frutto, quindi frutto alato. Il nome della specie, angolensis, si deve invece al botanico svizzero Augustin Pyrame de Candolle che specificò il suo areale di origine. Angolensis è una delle trenta specie di Pterocarpus presenti nel mondo che vivono soprattutto nelle regioni tropicali. La linfa color sangue che fuoriesce ogni volta che l’albero subisce un taglio (che ha portato l’albero ad essere “umanizzato” con le sue foto e video molto diffuse in rete) deve il suo colore rosso alla presenza di coloranti e altri composti organici come il tannino non idrosolubile. Il tannino è astringente, quando avviene una lesione da parte di erbivori, la reazione tannica può rendere meno assimilabile la pianta per il predatore e, come antisettico vegetale, avere una funzione protettiva per le parti dell’albero danneggiate o tagliate. Diverse altre specie di Pterocarpus e generi di alberi, per esempio i Corymbia australiani la cui linfa rossa e viscosa è chiamata kino, hanno in comune la secrezione rosso sangue che fuoriesce dal tronco appena tagliato. Quella del Kiaat è senz’altro la più abbondante e impressionante.