UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
FOGLIE RADAR
27/04/2021


FOTO ALa Marcgravia evenia è una liana rampicante molto rara in natura ad eccezione delle foreste tropicali pluviali di Cuba. Il genere appartiene alla famiglia delle Marcgraviaceae e comprende 62 specie originarie delle foreste pluviali presenti nell’America centrale e meridionale e nelle Indie occidentali, dove vivono dal livello del mare fino a circa 1.500 metri di altitudine. Il nome del genere è stato creato nel 1753 da Linneo che lo dedicò all’astronomo e naturalista tedesco Georg Marcgrave, esploratore del Brasile e autore della Historia Naturalis Brasiliae, pubblicata nel 1648. Due botanici tedeschi, il naturalista e collezionista Karl Wilhelm Leopold Krug e il direttore dell’Orto botanico di Berlino Ignatz Urban, invece, nel 1896 la chiamarono con il nome che conosciamo oggi Marcgravia evenia Krug & Urb. indicando la caratteristica della pianta di non avere vene sulla foglia (evenia). Nelle foreste pluviali, tra migliaia di piante in competizione tra loro, la luce scarseggia e riprodursi è un’impresa fondamentale per la sopravvivenza. Le piante più evolute, come le rampicanti e le epifite, attraverso l’adattamento e la modifica di foglie e fiori, chiedono, in cambio di prezioso nettare, l’aiuto degli animali più veloci e precisi, quelli che riescono in poco tempo a portare il polline anche a grandi distanze: i pipistrelli. Nell’articolo “Floral Acoustics: Conspicuous Echoes of a Dish-Shaped Leaf Attract Bat Pollinators” pubblicato nel luglio 2011 sulla rivista Science, un gruppo di ricercatori delle Università di Ulm e di Erlangen-Nürnberg in Germania, e di Bristol nel Regno Unito coordinato dal giovane biologo olandese Ralph Simon ha dimostrato come l’adattamento di alcune foglie della Marcgravia evenia divenute concave, a forma di coppa sopra l’apparato floreale, si comportino come dei veri e propri radar ricettori, in modo da concentrare l'eco di ritorno a lungo raggio a ultrasuoni dei pipistrelli, indipendentemente dalla loro direzione, e guidarli fino al fiore sottostante. La Marcgravia evenia si caratterizza per una spiccata eterofillia, le foglie giovani sono semplici, piccole e coriacee, alterne e distiche, con margini interi e si arrampicano con radici avventizie sui tronchi degli alberi per andare verso l'alto e guadagnare la luce. Quelle adulte sono più grandi e alcune di queste (solitamente una o due) si modificano a forma di coppa sopra una particolare infiorescenza ombrellifera nella quale i fiori (quelli centrali sterili e quelli esterni fertili) sovrastano delle brattee a forma di barchetta, di colore rosso scuro, modificate in nettari extrafloreali che attraggono i pipistrelli dalla lingua lunga, genere Monophyllus, che permettono poi l’impollinazione della pianta. Grazie alla presenza di queste foglie modificate a forma di coppa-radar i pipistrelli che si nutrono di nettare, con una debole vista e un limitato senso dell'olfatto, che devono fare centinaia di visite ai fiori ogni notte per soddisfare i loro bisogni energetici, riescono a trovare le piante più facilmente, impollinandole più frequentemente. Ancora oggi si sta lavorando per comprendere meglio come funziona l’ecolocalizzazione in natura. Ralph Simon, che oggi continua i suoi studi ad Anversa in Belgio, nell’articolo “Bioinspired sonar reflectors as guiding beacons for autonomous navigation” pubblicato nel gennaio 2020, insieme ad altri ricercatori, sulla rivista PNAS, afferma che nel futuro queste conoscenze potranno essere applicate ai robot.