UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
BELLA DA MORIRE
18/02/2020


NepenthesdueLe Nepenthes sono delle piante tropicali carnivore divenute famose in tutto il mondo per i loro ascidi color rosso porpora, botanicamente delle foglie modificate trasformate in sorprendenti otri vegetali. Gli ascidi, dal greco "piccolo otre”, che in inglese si chiamano pitchers, permettono a queste piante che vivono in terreni carenti di azoto e spesso con alte concentrazioni di minerali tossici, di integrare la loro alimentazione con insetti (nelle specie più grandi anche con piccoli roditori) che vengono prima catturati e poi digeriti grazie agli enzimi del liquido contenuto nell’ascidio. L’insetto attirato dal nettare dolciastro emanato dalla pianta, giunge sulla bocca rossa dell’ascidio chiamato peristoma, la cui superficie è estremamente scivolosa, per questo l’insetto, in mancanza di punti di appoggio, scivola all’interno della trappola coperto con larghe ghiandole digestive e sprofonda nel liquido viscoelastico. Anche le superfici interne dell’ascidio sono cerose e completamente lisce, rendendo inutili i tentativi della preda di scappare dalla trappola. Nel giro di qualche ora un moscerino, o qualche giorno (una mosca), saranno digeriti dalla pianta. Le Nepenthes sono piante dioiche, con portamento rampicante e lianoso, crescono adiacenti al terreno, ma si arrampicano ogni volta che vengono in contatto con un oggetto in grado di sostenerle. Appartengono alla famiglia delle Nepetaceae che attualmente comprende 170 specie e numerosi ibridi naturali (molti coltivati) e fioriscono tutto l’anno. Sono originarie del Sud-est asiatico ma si trovano anche in Madagascar, Australia, Seychelles e Nuova Caledonia. Quelle con la più grande diversità della specie si trovano nel Borneo e nelle Filippine. Tra quelle che vivono in montagna con giornate calde e assolate e notti fresche e umide, troviamo la Nepenthes rajah Hook f. che, oltre a detenere il primato botanico di essere l’unica pianta ad aver “mangiato” piccoli roditori (topi e lucertole) deteneva quello della Nepenthes con gli ascidi più grandi (in alcuni esemplari 41 centimetri di altezza e 20 di larghezza). La Nepenthes rajah Hook f. è stata scoperta e raccolta per la prima volta da Hugh Low nel 1858, in quello che oggi è diventato il Parco Nazionale Kinabalu, sull’omonimo monte, a 4mila metri di altezza, nella regione di Sabah, nel Borneo malese. Il nome del genere si deve a Linneo che nel 1753 nel suo Species Plantarum lo fece derivare da un episodio dell'Odissea di Omero, nel quale Elena versa di nascosto nel vino dei suoi soldati, in ansia per il ritorno di Ulisse, il Nepenthes pharmakon, estratto da una pianta miracolosa che aveva il potere di lenire il dolore, nepenthe significa "senza dolore” (ne = no, penthos = dolore). Il nome della specie si deve invece a Joseph Dalton Hooker che nel 1859 la dedicò a James Brooke, il primo Rajah (re in malese) bianco di Sarawak. La Nepenthes rajah è considerata una specie in via di estinzione, elencata nell'appendice I della CITES. Oggi si riproduce e si vende grazie alla micropropagazione in vitro. Nel 2007 ha perso il suo primato da “re” dopo che due ricercatori inglesi nel 2007 nelle Filippine, sul Mount Victoria nella regione del Palawan, hanno scoperto una nuova specie con gli ascidi più grandi, la Nepenthes attenboroughii A.S.Rob. & S.McPherson & V.B.Heinrich, che hanno dedicato allo scrittore e divulgatore inglese Sir David Attenborough.