SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
TINTILIA DOP ROSSO E OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DOP AMBASCIATORI DEL MOLISE
23/04/2021

di Luigi Abate



FOTO AIl Molise è, dopo la Valle d’Aosta, la meno estesa regione d’Italia. Ma, mai come in questo caso, vale il detto “nella botte piccola c’è il vino buono”. Incastonato tra la dorsale appenninica e le acque del Mar Adriatico, il Molise riassume in modo efficace tutto il fascino dell’Italia peninsulare: dalle coste assolate si sale in breve verso le vette montuose, attraversando verdi rilievi e antichi borghi. Un territorio ricco di tradizioni secolari, comprese ovviamente quelle che riguardano la tavola, in grado di regalare gioie anche ai palati più esigenti.

Dal punto di vista viticolo quello che più di ogni altro si identifica con il Molise è la Tintilia, vitigno autoctono per antonomasia della regione. Un’uva in realtà riscoperta e salvata dall’oblio solo negli ultimi decenni. Soprattutto a causa delle sue basse rese, fu infatti negli anni soppiantata da altri vitigni, a cominciare da quelli tipici delle regioni confinanti e in parte già in uso, come il Montepulciano, l’Aglianico, il Trebbiano e la Falanghina, e poi ovviamente dai quasi onnipresenti internazionali, come il Cabernet Sauvignon e il Merlot. La rinascita della Tintilia avviene a partire dagli anni Novanta, grazie soprattutto alla lungimiranza di alcuni produttori. Un lavoro che porterà, nel 2011, al riconoscimento della DOP Tintilia del Molise, comprendente le tipologie di vino rosso e rosato, con una zona di produzione assai ampia, che si espande su numerosi comuni delle province di Campobasso e Isernia. Il Tintilia del Molise DOP Rosso è un vino di grande personalità, genericamente dal colore rosso rubino vivido, non di rado con riflessi violacei, che esprime all’olfatto aromi intensi di ciliegie e susine mature, insieme a intriganti note di pepe nero e liquirizia; al palato rivela la sua struttura importante, caldo e con tannini evidenti, dal sorso lungo e persistente. Con un corpo del genere non può che accompagnarsi con uno dei tanti piatti di terra della tradizione molisana, come ad esempio i mitici cavatelli al sugo di carne (di suino, ovino o mista).

FOTO BAltro pilastro della tavola molisana è sicuramente l’olio extravergine di oliva Molise DOP. Un’eccellenza la cui bontà è nota fin dai tempi dell’antica Roma, decantata da autori come Cicerone, Orazio e Plinio il Vecchio. Le varietà di oliva che possono concorrere alla sua fattura sono diverse: in primis Aurina, Gentile di Larino, Oliva Nera di Colletorto e Leccino (minimo 80%), poi anche Paesana Bianca, Sperone di Gallo, Olivastro e Rosciola (massimo 20%). L’areale di produzione corrisponde alla quasi totalità del territorio regionale. I dettami del disciplinare, al fine di ottenere un prodotto di alta qualità, sono rigidi. Il risultato è un olio elegante, dal fruttato medio-leggero e con delicate sensazioni di amaro e piccante. Si sposa alla perfezione con zuppe di legumi, cereali e verdure, ma non disdegna affatto preparazioni a base di pesce o di carne dal sapore tenue. A crudo, su una fetta di pane appena tostata, costituisce la merenda ideale.

Vino e olio, due totem della cultura alimentare del Mediterraneo che qui, nel piccolo e fecondo Molise, sono rappresentati ottimamente. Da ringraziare c’è ancora una volta quella biodiversità che tanta fortuna dona all’Italia tutta.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini italiani (FEDERDOC) e oriGIn Italia – Aicig – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.