PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
LA VITA FELICE DEL PAPPAGALLO ARA
01/02/2019


DOMESTICI - Pappagallo Ara 1Mai da solo e sempre con la documentazione Cites: così si può immaginare di accogliere in casa con discreta sicurezza il pappagallo Ara, il cui variopinto piumaggio e la capacità di apprendere l’uso della parola spesso tentano aspiranti proprietari.

Vediamoli dunque più nel dettaglio, i due punti irrinunciabili per una felice adozione di esemplari di questa specie protetta dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES). Non è un dettaglio, questa misura di tutela, poiché implica effetti diretti su cessione e detenzione: starà all’allevatore fornire il documento Cites al momento dell’acquisto dell’esemplare la cui detenzione, peraltro, è consentita soltanto per i pappagalli Ara dotati di anello inamovibile, prova che il simpatico pennuto sia nato in cattività.

Adempiute le norme, viene il benessere della colorata creatura. Intelligentissimo l’Ara, ma anche emotivamente fragile e assolutamente da non lasciare solo: soffre talmente l’isolamento da essere capace di morirne o infliggersi mutilazioni. Tipica della specie è proprio la sindrome da autodeplumazione. Adottarne almeno due è sempre la scelta migliore per loro che, però, hanno bisogno, per stare bene, della presenza dell’essere umano. Inadatto a chi trascorra molte ore fuori casa, oltre che a parlare, l’Ara può imparare a compiere acrobazie pennute (ma è di indole pigra) o passare ore ed ore in attività di problem solving alla conquista di semi, noci o frutta di cui va ghiotto. Occhio che è uno spilungone: la sua altezza può arrivare ai 90 centimetri.