PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
E SE SI SPIAGGIANO I CETACEI?
01/07/2018


SELVATICI - proposta 2, cetaceo
Tempeste solari, traffico marittimo in aumento, mutamenti nelle temperature delle acque, epidemie: anche in Italia sono sempre più frequenti i casi di mammiferi o animali marini che si disorientano e finiscono spiaggiati, sofferenti o feriti lungo i litorali. Che fare? Primo: bandire il fai da te di goffi tentativi per rimettere l’animale in acqua con manovre che mettono in pericolo sia lui che gli aspiranti soccorritori. La cosa giusta da fare subito è allertare la capitaneria di porto di zona o il numero blu per l’emergenza in mare, il 1530. In attesa dei soccorsi, per favorire la respirazione del cetaceo si può scavare la sabbia sotto di lui. Va poi tenuto bagnato, anche con un panno ma avendo cura di non ostruire lo sfiatatoio, che gli serve per respirare come le nostre narici nasali.

Per il resto la regola base, ribadita in un vademecum dagli esperti del Santuario Pelagos – l’oasi dei cetacei che si estende su acque italiane, dalla bassa Toscana alla Liguria alla Sardegna, francesi e del Principato di Monaco – è non toccare l’animale: quella che a noi può parere una coccola, a lui può risultare un'aggressione. In quello stato di sofferenza potrebbe, per difendersi, sferrare codate o pinnate, oppure mordere. O morire di paura, letteralmente. E poi ci sono i rischi di contagio da virus, come il Vibro o il Brucella maris.