EDITOR a cura di Giula Corrado
L’ARANCIO E LA SUA FAMIGLIA SOLARE
20/03/2021


FOTO AL’arancio Citrus sinensis (il suo nome latino) è una pianta sempreverde, con una folta chioma ad ombrello, foglie lucide di colore verde scuro e dalla forma allungata; è amante del clima mite e dei raggi del sole. I suoi fiori profumatissimi assumono la forma di una stella grazie alla corolla di cinque petali bianchi che incorniciano lunghi stami e un pistillo centrale. Questo conosciutissimo frutto appartiene alla grande famiglia delle Rutaceae, che comprende altri agrumi come il limone, il mandarino, il cedro e il pompelmo.

#LOSAPEVATECHE:

Un’arancia dice all’altra:

- “Puoi andare a fare la spesa?”

E l’altra arancia risponde:

- “No, mi dispiace, non posso, manda-rino!”

UNA SPREMUTA DI VITAMINE

Per affrontare un altro inverno non ci resta che fare il pieno di vitamina C.

FOTO BE se una mela al giorno toglie il medico di torno, un’arancia al giorno ti rimette al mondo! L’arancia è un agrume ricchissimo di Vitamina C ed è considerato tra i più potenti antiossidanti. Ha inoltre la capacità di aumentare l’assorbimento del ferro nel nostro organismo. Pertanto bere una spremuta d’arancia dopo uno sforzo fisico è un ottimo rimedio per remineralizzare l’organismo.

E allora via con la giusta carica!

#LOSAPEVATECHE: gli agrumi sono i frutti più coltivati al mondo. Il primo produttore risulta essere il Brasile, a seguire gli Stati Uniti e poi la Cina. Anche l’Italia è un ottimo produttore, soprattutto di agrumi tipici tra cui il bergamotto di Calabria, i limoni di Sorrento, le arance rosse di Sicilia e il chinotto di Savona.

MANDARINO + ARANCIO = MANDARANCIO:

FOTO CL’origine del mandarancio è un po’ incerta. La più accreditata è quella che lo considera un ibrido perfetto ottenuto dall’innesto tra l’albero del mandarino e quello dell’arancio. È esattamente una via di mezzo anche per la grandezza del frutto. Però il sapore è molto simile all’arancia, mentre il colore arancione acceso ricorda il mandarino.

Un altro ibrido che ha conquistato le nostre tavole è la clementina e si narra che questo frutto sia stato creato dal missionario in Algeria Clément Rodier da cui deriva il nome.

#LOSAPEVATECHE: semi sì o semi no? Se la tua risposta è no e oltretutto non vuoi fare il birichino e giocare alla “cerbottana” significa che hai scelto la clementina. Tutti gli altri agrumi: arance, mandarini e mandaranci, hanno i semi.

UN FRUTTO ESOTICO E PREZIOSO:

FOTO DSapete da dove viene l’arancia? Se pensate che sia un frutto tipico della nostra penisola o del nostro continente vi sbagliate… e di molti chilometri!

L’albero d’arancio è originario del Sud-est asiatico. La coltivazione iniziò, soprattutto in Cina, a partire dal 2000 a. C..

Solamente molto più tardi, intorno al VII – VIII secolo d.C., le popolazioni arabe introdussero il frutto nel bacino del Mediterraneo.

#LOSAPEVATECHE: Gli agrumi sono simbolo di fecondità e di amore e ancora oggi i fiori d’arancio vengono utilizzati negli addobbi floreali dei matrimoni. Nella mitologia greca invece le arance sono descritte come le mele d’oro del giardino delle Esperidi.

UN NATALE GREEN… ANZI ORANGE

Se vogliamo rendere ecologico e profumato il nostro Natale dobbiamo procurarci delle arance. Saranno loro le nostre alleate per un divertente riciclo creativo.

FRUTTA COME

UNA VOLTA…

NELLA CALZA

DELLA BEFANA

FOTO EE se oggi mangiare arance e mandarini è cosa normale, in passato non era esattamente così… proviamo a chiederlo ai nostri nonni. Ci diranno che l’arancia era considerata una rara prelibatezza tanto da essere messa nella calza della Befana con gli altri dolci che Madre Natura offriva: noci, fichi secchi e nocciole. Una tradizione sana e gustosa: un dessert pieno di Vita-mina.

UN’ARANCIA… UNA CANDELA

Occorrente:

• Un’arancia

• Alcune candele usate, anche colorate

• Olio essenziale a scelta

• Uno stoppino per candele (nuovo)

Procedimento:

Tagliamo l’arancia poco sopra la metà e togliamo la polpa (che mangeremo).

Sciogliamo a bagnomaria la cera delle nostre candele fino al completo scioglimento.

Con molta attenzione versiamo la cera sciolta all’interno dell’arancia scavata tenendo fermo lo stoppino al centro fissandolo ad uno stecchino che poi elimineremo. Lasciamo solidificare la cera.

E ora possiamo accendere la nostra candela!