EDITOR a cura di Giula Corrado
Alberi di Natale su e giù per lo stivale
01/11/2016

“Nel Nord sull’altura nuda un abete sorge solo, ha sonno, e di ghiacci e di neve lo cinge un bianco lenzuolo.” (E. Heine)

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Un altro dicembre è arrivato e nell’aria c’è caldo profumo di Natale: l’atmosfera diventa magica e gli addobbi luminosi prendono vita lungo tutto lo stivale d’Italia. Ce ne sono di belli, anzi di bellissimi, di strabilianti, di giganteschi, di preziosi e di ecologici. A GUBBIO

L’ALBERO DI NATALE PIU’ GRANDE DEL MONDO: Si trova a Gubbio l’albero più grande del mondo, entrato nel 1991 nel guinness dei primati con ben 730 punti luminosi complessivi e 8,5 km di cavi che delineano, illuminano e riempiono la sua sagoma. Si tratta di un vero e proprio monumento che colora le pendici del Monte Ingino. L’impresa artistica, realizzata per mano degli “Alberaioli”, è simbolo di fratellanza e di forte dedizione al Santo Patrono, S. Ubaldo. L’albero prende forma ogni 7 dicembre e chissà se anche quest’anno l’accensione avverrà grazie al touch di Papa Francesco dal suo tablet?!

A FERRARA UN TRIBUTO AL VETRO DI MURANO A Ferrara invece durante il periodo natalizio viene allestito nella piazza centrale un albero realizzato dal maestro vetraio Simone Cenedese, un inno all’arte italiana: composto da circa 1.000 tubi colorati di vetro soffiato, un’opera unica nel suo genere e molto delicata. Rimanere a bocca aperta è l’espressione più comune quando lo si ammira e una volta illuminato è proprio mozzafiato.

SIRACUSA E IL SUO ALBERO Idea originale dal risultato impeccabile: un albero realizzato in legno grezzo e materiali naturali e riciclabili, uno splendido connubio tra design e sostenibilità ambientale firmato da due artisti di Enna. Quello che si può ammirare a Genova, in Piazza De Ferrari è un abete autoctono e a km zero, proprio perché proviene dal Parco dell’Aveto, zona tra Liguria ed Emilia Romagna, che gode di un patrimonio naturalistico di grande rilievo e noto per la sua politica di gestione forestale sostenibile.

GARDA, NATALE TRA GLI uLIVI Fronde di ulivi addobbate è la novità di questo Natale. Non troveremo i tradizionali e classici abeti innevati, ma ulivi autoctoni decorati e illuminati capaci di regalare parimenti autentiche emozioni, come vuole la tradizione.

LA STELLA DI MIRANDA: UN’IMMENSA COMETA Primato umbro natalizio è quello di Terni con la sua enorme stella cometa, chiamata “La Stella di Miranda”. È sull’omonimo monte del borgo medioevale di Miranda che ALBERI DI NATALE SU E GIU’ PER LO STIVALE “Nel Nord sull’altura nuda un abete sorge solo, ha sonno, e di ghiacci e di neve lo cinge un bianco lenzuolo.” (E. Heine) si erge la stella più grande del suo genere: 5 ettari di superficie, una coda lunga 300 metri e più di 100 lampade tenute insieme da circa 9 km di cavi che l’8 dicembre si illumina diffondendo il suo splendore. Un avvolgente simbolo pieno di buon auspicio e serenità.

ALBERO VERO O FINTO? Sciogliere questo dubbio amletico non è poi così facile, perché se da un lato si preferisce un albero di Natale sintetico, scelta volta ad evitare tagli di alberi ed incursioni nell’ambiente boschivo, dall’altro optare per un abete vero, proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, acquistarlo presso un vivaio certificato con risvolti positivi anche sull’economia rurale, risulta anch’essa una scelta degna di green-economy.

ABETE VERO? SÌ, PURCHÈ CERTIFICATO: Cosa s’intende per albero certificato? Deve garantire la massima trasparenza in termini di tracciabilità. Il tutto è riportato su di un cartellino posto sul cimale dell’albero. PROVENIENZA: da coltivazioni specializzate, da piantagioni. NAZIONALITÀ: in grado di garantire, per le piante utilizzate per il rimboschimento, la non mescolanza genetica tra alberi autoctoni e quelli che vengono dall’estero. ETÀ: più è piccolo e giovane e maggiori sono le sue capacità di adattamento e di resistenza anche dopo il Natale. La scelta più ecologica è rappresentata dalla certificazione dei nostri abeti, infatti sono da preferire alberi italiani anche in virtù dei chilometri che faranno per raggiungere le nostre case e la conseguente riduzione di emissioni nocive.

UN VERDE DONO A PAPA FRANCESCO: Come vuole la tradizione anche per questo Natale verrà donato alla Santa Sede il grande Albero di Natale rigorosamente certificato, portavoce del corretto utilizzo del patrimonio boschivo. Un simbolo di dedizione e di buona speranza che per questo 2016 vede protagonista la Valsugana, più precisamente l’abete proviene dalla Val Campelle nel comune di Scurelle, zona situata ai piedi della catena montuosa del Lagorai.

PRENDERSI CURA DELL’ALBERO DI NATALE • Pensate bene al posto più giusto della casa in cui posizionarlo e fate attenzione a tre fattori: luce, temperatura, spazio. • Non meravigliatevi se alla base dell’abete troverete degli aghi a terra, l’albero è vivo! • Mettetelo in sicurezza se in casa ci sono bambini piccoli o animali domestici. • Non appesantitelo troppo con addobbi: si potrebbero spezzare i rami. • Non utilizzate neve spray, è un albero e respira! • Controllate che la terra nel vaso sia umida.

L’ALBERO DOPO IL NATALE, CHE FARE? Fino all’Epifania va tutto bene, ma dopo? Una volta chiuso il sipario del Natale, che ne sarà del nostro abete? Piantiamolo! In giardino ad esempio, prestando attenzione all’esposizione e all’apparato radicale, daremo una nuova e duratura vita al nostro albero. Se invece dobbiamo disfarcene o semplicemente non abbiamo il posto fisico per piantarlo è buona abitudine portarlo in un punto di raccolta ecologico in modo che venga preso, smaltito e riutilizzato: dobbiamo sempre tenere a mente il rispetto per l’ambiente


#Natura - anno XVII - N. 95   Novembre-Dicembre 2016