LPN-Bergamo: apre bombole gas e accoltella carabiniere, 46enne arrestata per strage/PREVISTO
LAPRESSE, 24/09/2026 15:56
di Francesco Floris Milano, 24 set. (LaPresse) - Tragedia sfiorata per 12 famiglie in provincia di Bergamo, dove una donna, in preda a una crisi psicotica, ha aperto tre bombole del gas all'interno di un appartamento, parzialmente allagato e cosparso di cavi elettrici a terra, mettendo a repentaglio la sicurezza dell'intero edificio. È avvenuto il 18 settembre quando la 46enne è stata arrestata in flagranza a Verdello, nella provincia, dai carabinieri della stazione di Caravaggio e della Compagnia di Treviglio con le accuse di strage (il codice non distingue fra tentata e consumata) e violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. L'allarme è scattato venerdì scorso alle 13:15, quando la centrale operativa, ha inviato una pattuglia in via Adua per la segnalazione di quella che pareva una lite tra condomini. Sul posto i militari hanno sentito forti rumori di vetri infranti provenienti dal terzo piano dell'edificio. Una volta entrati hanno trovato l'appartamento invaso dall'odore di gas, con la porta spalancata e all'interno la donna - nigeriana, senza documenti ed entrata irregolarmente in Italia - da sola e in preda a un forte stato di agitazione. Urlava frasi sconnesse e senza senso. Durante le prime fasi la 46enne si è scagliata contro i carabinieri con un coltello da cucina con una lama da 24 centimetri. Ha sferrato un fendente verso il capo pattuglia, colpendolo in pieno petto. Il militare è rimasto illeso grazie al giubbotto antiproiettile che ha evitato più gravi conseguenze, assorbendo l'urto. Immediato l'intervento del 118, che ha sedato la donna apparsa fin da subito agli operatori affetta da gravi condizioni e sotto l'effetto di sostanze, anche se non risulta mai essere stata in cura presso centri per la salute mentale o CPS. Trasportata all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per una valutazione psichiatrica e tossicologica, gli esami hanno confermato un'intossicazione acuta dovuta all'uso di cannabinoidi ma hanno escluso, per ora, patologie psichiatriche in atto. Una volta neutralizzata gli uomini dell'Arma hanno chiuso la fuga di gas dentro casa, arieggiato i locali per evitare il peggio e chiesto l'intervento dei vigili del fuoco di Treviglio per la messa in sicurezza dell'area. Sul posto anche il sindaco di Verdello, Fabio Mossali, che ha emesso un'ordinanza d'urgenza per l'inibizione dei locali fino al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e degli impianti. L'arresto in flagranza è già stato convalidato dal gip nei giorni scorsi che ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere depositata dalla Procura di Bergamo diretta dal Procuratore, Maurizio Romanelli, ma la 46enne per il momento resta sotto custodia in una camera blindata del Papa Giovanni XXIII, sottoposta a controlli psichiatrici e sorvegliata da personale della polizia penitenziaria. Il coltello da cucina utilizzato per aggredire i carabinieri è stato sequestrato così come sono stati sentiti alcuni testimoni oculari che hanno riferito dello stato di alterazione della 46enne e delle minacce di morte, gridate all'indirizzo di tutti i condomini brandendo un coltello, prima dell'intervento delle forze dell'ordine.