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ROMA: ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA ALLE TRUFFE ANZIANI, 5 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE
ADNKRONOS, 03/07/2026 12:23
Roma, 3 lug. (Adnkronos) - I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Trastevere hanno dato esecuzione a Napoli, Afragola, Chiavari e Sant'Angelo dei Normanni, a un'ordinanza di applicazione della custodia cautelare emessa dal Tribunale Ordinario di Roma nei confronti di cinque uomini (due in carcere, uno agli arresti domiciliari e due all'obbligo di dimora a Napoli) originari della provincia di Napoli, tra i 26 e 50 anni, indagati per associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni di anziani, commessi tra ottobre 2023 e marzo 2024, a Roma e Livorno. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo a e avviate dai militari di Trastevere dopo la denuncia di una delle vittime, sono state sviluppate attraverso l'acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico, delle immagini dei sistemi di videosorveglianza (in prossimità delle abitazioni delle vittime che degli istituti di credito dove venivano effettuati i prelievi), e mirate attività d'intercettazione, che hanno consentito di provare l'esistenza di un'associazione per delinquere, con riferimento a dodici persone, finalizzata alla commissione di estorsioni e truffe in danno di anziani. Ricostruiti nel dettaglio tredici episodi, definito il ruolo dei singoli sodali (promotori, telefonisti, contabili, emissari). Il 28 aprile scorso era già stato eseguito dagli stessi carabinieri analogo provvedimento cautelare in carcere nei confronti di altre cinque persone. In particolare, attraverso un collaudato modus operandi, gli indagati contattavano le vittime sulle utenze fisse, partendo da un vero e proprio centralino individuato nel seminterrato dell'abitazione di uno degli indagati nella città di Casoria. Utilizzando vari espedienti, tra cui quelli del 'finto nipote in difficoltà economiche per pagamenti insoluti o a seguito di incidente stradale' e del 'finto rappresentante delle forze dell'ordine', i truffatori carpivano la fiducia e disponibilità delle vittime, tutte persone ultrasessantacinquenni, spesso con patologie e in condizioni fisiche che ne limitavano la capacità di reagire e respingere le richieste dei truffatori, e si introducevano in casa, facendosi consegnare contanti e gioielli. Il bottino, poi consegnato ai promotori dell'associazione al ritorno nella provincia di Napoli, veniva suddiviso tra i componenti del gruppo, come compenso per l'attività prestata.