LPN-Mafia: 32 fermi a Palermo, i boss puntavano al business delle case all'asta
LAPRESSE, 20/04/2026 09:38
Palermo, 20 apr. (LaPresse) - La mani dei boss di Brancaccio sul business delle case vendute alle aste giudiziarie, grazie anche all'aiuto di un consulente insospettabile, una sorta di broker di cosa nostra al servizio del mandamento che fu dei fratelli Graviano ma anche delle altre cosche cittadine. Questa è la principale novità emersa nell'indagine della Dda di Palermo che ha portato questa notte al fermo di 32 persone per associazione mafiosa, estorsione e traffico di dorga. Al vertice del mandamento di Brancaccio Corso dei Mille c'era Nino Sacco, scarcerato nel maggio del 2024 dopo 15 anni e 4 mesi di carcere; la famiglia di Brancaccio era invece retta da Matteo Scrima, tornato in libertà dopo 8 anni, nel giugno 2018. Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri e della squadra mobile di Palermo, coordinate il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Francesca Mazzocco, Francesca Dessì e Giacomo Brandini, hanno svelato anche la figura di Giuseppe Vulcano, il broker finanziario delle cosche palermitane, attivissimo nel consigliare investimenti, e strategie per reinvestire i soldi di racket e droga. Vulcano è accusato di associazione mafiosa.