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Controlli in salumifici, irregolarità e sequestri.
LAPRESSE, 12/10/2021 11:26
Nei giorni scorsi, i carabinieri del Comando per la Tutela Agroalimentare hanno ispezionato, nell'ambito dell'operazione 'Barbecue due', diversi salumifici e prosciuttifici, con l'obiettivo di riscontrare la conformità dell'etichettatura della carne suina lavorata, in ottemperanza al Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020. Lo comunica una nota dei carabinieri. Sono state riscontrati diversi casi di irregolarità, per mancanza di indicazione della provenienza della carne suina. In alcuni salumifici delle province di Ferrara sono stati sequestrati 333 kg di "Salsiccia Napoli piccante", pronta alla commercializzazione, e kg 160 di etichette irregolari. A Modena, sono state sequestrate 1.200 confezioni di "Cotechino cotto", per complessivi 600 kg; 132 confezioni di pasta ripiena "Cappello del prete cotto", per complessivi 79 kg; 2.784 confezioni di salumi vari (salami, pancette, fiocchi, culate prosciutto, ciccioli ), per complessivi 3.280 kg. Inoltre, sono state sequestrate 15.000 etichette evocanti il "Prosciutto di Modena DOP" e 93 kg di coppa di testa di Modena e Coppa di testa Bologna. A Piacenza sono stati sequestrati 285 kg di carne suina lavorata (salame spianata, salame ungherese e salame Milano).
Il valore totale della merce sequestrata ammonta a circa 50mila euro. Inoltre, sono state rilevate difformità, per evocazioni alle denominazioni di origine, in alcune aziende di lavorazione e trasformazione di carne suina. Nella provincia di Parma, presso un prosciuttificio, sono stati rinvenuti dei tranci di prosciutto crudo generico sottovuoto, privo del contrassegno distintivo a fuoco, ceduti come "Prosciutto di Parma DOP" e che la ditta acquirente impiegava nella produzione di pasta ripiena ribadendo, falsamente negli ingredienti, l'utilizzo del prodotto a marchio di tutela. Sequestrati 23 tranci di prosciutto crudo, per complessivi 51 kg. Denunciate tre persone, per frode in commercio e contraffazione di denominazione di origine di prodotti agroalimentari. A Pisa, sul sito web aziendale, veniva pubblicizzato del salame "cacciatore" evocando i "Salami italiani alla cacciatora DOP". Il titolare è stato diffidato a effettuare le opportune modifiche sul sito internet della ditta. In totale sono state contestate sanzioni per 17.700 euro.