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L'ABBRACCIO DEL CENTRO SPORTIVO CARABINIERI A LUIGI BUSA', L'ORO ANNUNCIATO DI TOKYO
Comando Generale Arma Carabinieri - Centro Sportivo, 10/08/2021 19:01
Come già avvenuto in occasione del rientro da Tokyo della prima medaglia d'oro azzurra Vito Dell'Aquila, anche oggi per il ritorno in patria del neo campione olimpico di karate Luigi Busà, il Centro Sportivo Carabinieri ha voluto accogliere il proprio campione con una rappresentativa del reparto composta in primis dal suo comandante, il Colonnello Gianni Cuneo, dal responsabile della Sezione Arti Marziali del Centro Sportivo Carabinieri Mar. Magg. Luigi Guido e da un gruppo ristretto di karateka dell'Arma, suoi compagni di squadra, ed il tecnico di riferimento in forza alla Sezione Yuri Schiavone, a cui lo stesso Busà si era rivolto gridandone il nome in segno di riconoscenza durante l'esultanza a bordo tatami subito dopo il verdetto che lo consacrava come primo campione olimpico della storia della categoria -75 kg. All'aeroporto di Fiumicino oltre agli amici dell'Arma, anche un folto numero di giornalisti, tanti tifosi, ma anche gente comune che ha voluto applaudirlo per quello che di straordinario dalla tv gli avevano visto fare.  In effetti quella di Luigi era un'occasione unica, la prima storica apparizione del karate nel programma olimpico e al momento anche l'ultima visto che già tra tre anni a Parigi 2024, questa disciplina, che conta centinaia di milioni di praticanti in tutto il mondo, sarà di nuovo a guardare da casa l'evento sportivo più prestigioso di sempre. Per Luigi si trattava di un'occasione one shot one kill e lui non se l'è fatta sfuggire. Per quanto fatto vedere nelle ultime due stagioni, il karateka azzurro dei Carabinieri era sicuramente l'uomo da battere. Il campione siciliano di Avola, ha saputo essere più forte di tutti e sconfiggere non solo gli avversari che ha incontrato in gara, ma anche reggere l'enorme pressione che lo ha attanagliato fino all'ultimo secondo della finale. In questi casi il rischio di compromettere in un attimo il lavoro di anni è sempre estremamente elevato. Ma Luigi quella medaglia la voleva e l'ha inseguita fino alla fine, senza mai smettere di crederci. Nella finale, Rafael Aghayev, il suo rivale di sempre, un marziano capace di vincere  6 titoli mondiali e 12 europei, non è mai sembrato in grado di arginare la forza dell'azzurro, determinato a scrivere la storia con la sua firma d'oro. In Giappone Busà si è consacrato campione perenne di questa categoria, almeno fino a quando, forse, in un giorno comunque lontano, il karate potrà riaffacciarsi nell'universo a cinque cerchi. Per il momento bentornato in patria Luigi, lo sport azzurro e la tua seconda famiglia, il Centro Sportivo Carabinieri, ti riabbraccia, orgogliosi di te, per sempre.