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30° anniversario della morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa
Palermo e Torino ,  03/09/2012
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Il Generale Gallitelli e Rita Dalla Chiesa "Scoprirli [i capi mafiosi] non è difficile […]. È molto più efficace seguire i mafiosi così, cioè non attraverso la scheda solita del Ministero dell'Interno, ma da vicino, attraverso i figli, attraverso i coniugi dei figli, attraverso le provenienze, le zone dalle quali provengono, perché anche le zone d'influenza hanno la loro importanza". Furono le parole che Carlo Alberto Dalla Chiesa pronunciò nel corso di una relazione alla commissione antimafia nel '62.

Vent'anni dopo, nominato Prefetto di Palermo, Dalla Chiesa scelse di affrontare "Cosa nostra" di petto, a volto scoperto, consapevole che "non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola" (cit. C. Pavese). In quei cento giorni da Prefetto, infatti, egli riuscì a scuotere gli animi spaventati della gente comune, incontrando gli studenti nei licei, gli operai nei cantieri e passeggiando per strada, tranquillamente, senza scorta. Fece rinascere la speranza in Sicilia.

Il 3 settembre 1982, però, la mafia sferrò un duro colpo allo Stato. L'automobile su cui viaggiavano Dalla Chiesa e la moglie, Emanuela Setti Carraro, venne affiancata da due motociclette e un'auto, i cui occupanti aprirono il fuoco uccidendoli entrambi a colpi di kalashnikov. L'agente Domenico Russo, che li seguiva di scorta a bordo di un'alfetta, attinto anch'egli da una raffica di colpi, morì dopo 13 giorni di agonia.Il Ministro Annamaria Cancellieri

Questa mattina, nel giorno del 30esimo anniversario dell'eccidio mafioso, il Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha preso parte alle commemorazioni in ricordo della strage. Presenti sul luogo dell'eccidio, in via Isidoro Carini, nel centro di Palermo, anche la figlia Rita Dalla Chiesa, il Procuratore Francesco Messineo, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, il Capo della Polizia Antonio Manganelli, il Presidente del Tribunale Leonardo Guarnotta, il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, nonché il Prefetto di Palermo Umberto Postiglione e il Sindaco Leoluca Orlando. Durante la cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio e molte corone di fiori sono state depositate ai piedi della lapide.

Nel corso del suo intervento alla cerimonia, il Generale Gallitelli ha espresso l'ammirazione e la perenne riconoscenza che l'Arma nutre per Carlo Alberto Dalla Chiesa. "Rievocando questa straordinaria figura - ha spiegato il Comandante Generale dell'Arma - interpreto i sentimenti di tutti quanti voi, i sentimenti delle persone oneste, i sentimenti che ci fanno volgere sempre il pensiero al bene comune. L'autentica libertà, la libertà delle coscienze, è uno di quei grandi valori, di quei grandi beni, che non si possono mai dire conquistati definitivamente. [...] Un popolo che non fosse disponinbile a conquistare ogni giorno la sua libertà - ha conlcuso Gallitelli - in verità non sarebbe mai libero. E' questo l'impegno che oggi si vuole sottolineare ricordando questa straordinaria figura di servitore dello Stato". Una figura simbolo dei più profondi valori di onestà e giustizia il cui sacrificio, nei cuori degli italiani, resterà sempre simbolo di legalità e speranza.Il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli

Nel pomeriggio, poi, si è svolta una significativa cerimonia a Torino, città dove Dalla Chiesa visse per molto tempo, all'interno della caserma Cernaia, e dove istituì il Nucleo Speciale Antiterrorismo, reparto nato per la lotta contro il terrorismo e le Brigate Rosse. Alla cerimonia piemontese, tenuta nella sala rossa al palazzo di città, hanno partecipato il Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, il Procuratore della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli, il Comandante Generale dell'Arma Leonardo Gallitelli, il Capo della Polizia Antonio Manganelli, il sindaco di Torino Piero Fassino, nonché il figlio Nando Dalla Chiesa e numerose autorità civili e militari. "Istituzioni e societa' civile - ha affermato il Ministro Cancellieri durante il suo intervento - devono proseguire l'azione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa impegnandosi a salvaguardare la democrazia e la liberta' e affermando con ogni mezzo possibile la cultura della legalita".
Il Ministro ha concluso invitando a tenere alta la vigilanza ''contro ogni forma di ricatto e di intimidazione - definendo Dalla Chiesa - uno straordinario italiano [...] che fece della lotta a ogni forma di terrorismo e di criminalità la sua missione di vita".