Vertici dei clan camorristici operativi anche dal carcere. Eseguite misure cautelari
Comando Provinciale di Napoli - Napoli, 20/10/2026 12:51
I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli - Bagnoli, unitamente a personale del Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Penitenziaria di Napoli, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Gli indagati sono gravemente indiziati di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, traffico di stupefacenti, estorsione, lesioni, violenza privata, violenza per costringere a commettere un reato aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.
Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia dì Napoli - Bagnoli con la preziosa collaborazione del Nucleo Investigativo Centrale dì Polizia Penitenziaria e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, si sono sviluppate tra i mesi di luglio 2025 e aprile 2026 ed hanno consentito, anche tramite l'attivazione di intercettazioni telefoniche ed ambientali in carcere, di documentare l'operatività di elementi di vertice di diversi clan camorristici della città e della provincia di Napoli anche durante la loro detenzione in carcere.
Significativa l'attività di un elemento apicale del clan Troncone che, detenuto nel carcere di Milano Opera, avrebbe posto in essere estorsioni e impartito direttive ai sodali in libertà attraverso l'utilizzo di smartphone introdotti illegalmente in cella.
Sempre grazie all'uso di dispositivi cellulari un affiliato allo stesso clan (detenuto nel carcere di Siracusa) avrebbe avviato un'attività di intermediazione nella vendita di cocaina rifornendosi da co-detenuti legati ad organizzazioni camorristiche campane quali Mazzarella, Ferrara-Cacciapuoti, Gionta, Avventurato, De Luca-Bossa-Minichini e D'Amico.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, verso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari dello stesso sono persone sottoposte a indagini e quindi presunti inno enti fino sentenza definitiva .