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Truffe: finti Carabinieri chiedono riscatto per "Finto Sequestro", due denunce
Comando Provinciale di Palermo - Mezzojuso (PA), 20/07/2026 11:29
Non si ferma l'azione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo nel contrasto ai reati predatori e, in particolare, alle odiose truffe perpetrate ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione. I militari della locale Stazione di Mezzojuso hanno denunciato in stato di libertà due uomini, di 53 e 25 anni, entrambi residenti a Catania e già noti alle forze dell'ordine, accusati di un tentativo di truffa aggravata in concorso. Il via all'operazione è scaturita dalla straordinaria prontezza e dal coraggio di una giovane di 28 anni che, si trovava nell'abitazione dei propri nonni. La ragazza ha udito l'anziana nonna aprire la porta d'ingresso a uno sconosciuto il quale, con tono autorevole, asseriva di essere un "carabiniere in servizio a Mezzojuso". La giovane insospettita dall'anomala dinamica, si è interposta immediatamente davanti all'uomo che, nel frattempo, si era già introdotto nello stabile e stava salendo le scale per accedere alle camere da letto. Il malvivente, nel tentativo di vincere la resistenza delle vittime e facendo leva sulla loro emotività, ha paventato una drammatica situazione emergenziale, riferendo che la figlia dell'anziana donna era stata sequestrata in Germania e che per la sua immediata liberazione, occorreva corrispondere un riscatto in contanti e gioielli. La nipote, mantenendo la calma, ha contattato telefonicamente i veri Carabinieri per le verifiche del caso. Il truffatore accortosi della chiamata, ha interrotto l'azione ed è fuggito a bordo di un'autovettura parcheggiata poco distante, alla cui guida si trovava il complice. L' immediato dispiegamento delle pattuglie sul territorio da parte dei Carabinieri della Stazione di Mezzojuso ha permesso in brevissimo tempo, di intercettare e bloccare il veicolo con a bordo i due fuggitivi. Dalle successive attività investigative è emerso che i due indagati, avrebbero tentato un analogo approccio telefonico ai danni di un'altra anziana del luogo ed anche in questa circostanza, il disegno criminoso è stato sventato grazie al tempestivo intervento della figlia della vittima, che è riuscita a intuire il pericolo interrompendo la comunicazione sospetta. Questo episodio evidenzia ancora una volta, quanto la collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine e la conoscenza delle tecniche di raggiro siano fondamentali per neutralizzare i truffatori. In linea con le campagne informative nazionali, i Carabinieri ricordano alcune semplici ma vitali regole di prevenzione: - Le Forze dell'Ordine non chiedono mai denaro: Nessun Carabiniere, Poliziotto o Magistrato (così come nessun avvocato o funzionario pubblico) vi contatterà mai per telefono o di persona chiedendo somme di denaro, cauzioni o gioielli per risolvere problemi giudiziari o incidenti stradali che coinvolgono i vostri familiari; Diffidate dalle apparenze: I truffatori si presentano spesso con modi cordiali, un aspetto tranquillizzante, un linguaggio colto ed elegante proprio per conquistare la vostra simpatia ed emotività; Prendete tempo al telefono: Se ricevete chiamate allarmanti su parenti in difficoltà, non fornite mai dettagli personali o informazioni sui beni custoditi in casa. Prendete tempo e interrompete la conversazione; Chiamate sempre il 112: In caso di minimo dubbio, o se notate persone e auto sospette nel vostro quartiere, non esitate a contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112. I Carabinieri veri risponderanno subito per verificare la situazione e proteggere la vostra sicurezza. È doveroso rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.