Truffa del "Finto Maresciallo": grazie alle informazione dell'Arma, la vittima non cade nel tranello
Comando Provinciale di Nuoro - Fonni (NU), 04/05/2026 09:34
Il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella sensibilizzazione della cittadinanza contro le truffe continua a dare i suoi frutti. Grazie alla prontezza di spirito e alla conoscenza dei metodi di raggiro più diffusi, la titolare di una struttura ricettiva è riuscita a sventare un sofisticato tentativo di truffa, orchestrato da malviventi che non hanno esitato a spendere il nome dell’Istituzione. La vicenda ha avuto inizio con una telefonata da parte di una sedicente "Maresciallo Laura Ambrosini" dei Carabinieri di Milano. Il soggetto, con tono professionale e credibile, richiedeva la disponibilità per un soggiorno di sette notti per quattro militari impegnati in attività di servizio in un comune della Barbagia. Dopo aver concordato un preventivo di 1.400 euro, la titolare forniva le coordinate bancarie per il pagamento. Il giorno successivo, la messa in scena si è fatta più complessa. La vittima ha ricevuto una chiamata da un’utenza fissa apparentemente riconducibile a un reale Comando Stazione di Milano – effetto ottenuto tramite la tecnica del "Caller ID Spoofing", che permette di camuffare il numero chiamante. Un secondo complice, presentatosi come "Maresciallo Gabriele Simeone", riferiva di un errore nel bonifico: la collega avrebbe accreditato per sbaglio 2.800 euro (il doppio della cifra pattuita), chiedendo con urgenza l'immediata restituzione della differenza. Nonostante la pressione psicologica e l'apparente autorevolezza dell'interlocutore, la titolare della struttura, memore dei numerosi appelli alla prudenza diffusi dall’Arma nelle parrocchie, nei centri anziani e attraverso la stampa, ha intuito l'anomalia. Senza effettuare alcun movimento bancario, la donna si è rivolta ai Carabinieri per sporgere denuncia, mettendo fine al tentativo di truffa. L’Arma dei Carabinieri ribadisce l'importanza di non assecondare mai richieste di denaro o transazioni d’urgenza telefoniche, anche quando il numero chiamante sembra essere istituzionale e ricorda che nessun appartenente alle Forze dell'Ordine richiede pagamenti o rimborsi tramite bonifici, ricariche di carte prepagate o passaggi di contanti. In caso di dubbio, l'invito è sempre quello di interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112. Sono in atto accertamenti volti ad individuare i responsabili.