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Truffa del "Finto Carabiniere": un arresto in Toscana
Comando Provinciale di Livorno - Livorno, 04/04/2026 08:27
I Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Livorno, nell’ambito dei servizi finalizzati a contrastare l’odioso fenomeno delle truffe, soprattutto quelle ai danni delle persone anziane e delle fasce più deboli in genere, hanno arrestato in flagranza di reato un 40enne campano, individuato dagli operanti quale presunto autore di un tentativo di truffa perpetrata con la “tecnica del finto carabiniere” ai danni di un’anziana donna livornese.
Le indagini sono state avviate grazie ad una telefonata fatta dal marito della vittima e veicolata tramite il 112 NUE (Numero Unico di Emergenza) alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Livorno; l’uomo insospettito dalla richiesta rivolta alla consorte di portare tutti i gioielli e denaro che custodiva in casa nella centrale piazza Dante di Livorno, nei pressi della stazione ferroviaria, che avrebbe dovuto consegnare ad un sedicente “Carabiniere in abiti civili” già lì ad attenderla. Dalle accurate indagini della Compagnia di Livorno sono emersi dettagli chiari relativi alla ormai nota dinamica truffaldina fra i quali risalta che la condotta di reato è stata orchestrata avvalendosi anche della complicità di altri soggetti, ma soprattutto attuando ai danni della vittima una sofisticata forma di pressione psicologica ed al contempo allontanandola dal proprio affetto, dal marito. Infatti la donna è stata contattata sulla linea fissa di casa da un sedicente Maresciallo dell’Arma che l’avrebbe informata e convinta che i suoi documenti erano stati rinvenuti proprio sul luogo di una rapina appena commessa da persone straniere. 
In particolare, con estrema determinazione i malviventi, esperti in questo genere di raggiri, hanno intimato alla donna e al marito di fornire loro una sorta di “immediata collaborazione” al fine di evitare gravi ripercussioni penali, arrivando a minacciarli dell’eventualità di poter essere oggetto di una perquisizione domiciliare in cui avrebbero fatto, a loro dire, una "brutta figura" con i vicini di casa. 
Si tratta dell’ennesima condotta nell’ambito delle purtroppo frequenti truffe cd. del finto avvocato/carabiniere in cui le vittime vengono raggirate e indotte a pagare attraverso la consegna di monili preziosi e soldi contanti. 
Nel caso specifico, mentre il marito della donna è stato artatamente allontanato da casa con il pretesto di doversi presentare in caserma per degli accertamenti urgenti, la vittima, invece, è stata indotta a raccogliere preziosi e monili in oro nonché denaro contante presenti in casa — per un valore stimato di circa 15.000 euro — da consegnare immediatamente ad un presunto collega del finto Maresciallo chiamante al telefono, il quale era ad attenderla nelle adiacenze della stazione ferroviaria di Livorno per perfezionare la truffa facendosi consegnare i suddetti valori.
Diversamente però da quanto pianificato dai malviventi, gli immediati accertamenti investigativi avviati tempestivamente dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Livorno, ed eseguiti anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zone di interesse della città, hanno permesso agli operanti di individuare nonché proprio anticipare l’anziana donna, mentre a bordo della propria auto si stava dirigendo verso la stazione ferroviaria, individuando anche un uomo sospetto, intento a seguire l’autovettura della vittima, il quale dopo averla “agganciata” le ha fatto segno di parcheggiare l’auto accanto a sé. 
Ed è stato in tale frangente che è intervenuta una “gazzella” in servizio esterno di pronto intervento dell’Arma sino a quel momento mantenuta a debita distanza, i cui carabinieri, un istante prima che il “finto maresciallo” potesse impossessarsi illecitamente dei beni della vittima, lo hanno bloccato. Lo stesso alla vista dei militari ha provato ad allontanarsi dall’anziana che stava per consegnare i beni richiesti. Nonostante i tentativi di apparire estraneo agli eventi, è stato fermato e portato in caserma.
Sulla base dei primissimi riscontri i carabinieri hanno altresì accertato che il “sedicente collega” aveva un complice, in fase di identificazione, che è rimasto in contatto telefonico con la vittima dandole continue indicazioni su come raggiungere il luogo stabilito e, parallelamente, aggiornava l’incaricato alla riscossione sulla posizione dell’anziana. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri ha permesso che il reato fosse portato a termine. 
Dallo sviluppo delle indagini, mettendo a sistema gli elementi forniti dalla vittima con autonome investigazioni, opportunamente integrate con accertamenti e riscontri incrociati anche di tipo tecnico, i Carabinieri di Livorno hanno potuto ricostruire l’intera dinamica come un caso di truffa aggravata ai danni di una persona anziana. Peraltro dalle prime indagini sul suo conto è emerso che l’arrestato pochi giorni prima, esattamente il 19 marzo scorso, era già stato denunciato per un reato analogo commesso in provincia di Reggio Calabria. Al termine della esatta ricostruzione dell’intera dinamica di reato i carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile di Livorno hanno tratto in arresto l’autore del reato, sorpreso nella flagranza del tentativo di truffa aggravata. Termine le formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Livorno, lo hanno ristretto presso la casa circondariale labronica “Le Sughere”. A seguito di Udienza di fronte al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Livorno, l’arresto è stato convalidato ed al “finto carabiniere” indagato è stata applicata la misura cautelare restrittiva in carcere a Livorno. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, queste sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un eventuale definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile. 
Nell’occasione, l’Arma ribadisce che i Carabinieri, così come le altre forze di polizia, non contattano privati cittadini per chiedere direttamente o indirettamente denaro o preziosi.
A tal riguardo, l’Arma invita a prestare sempre la massima attenzione, invito rivolto non solo alla fascia di popolazione più anziana ma anche a coloro che frequentano, assistono e stanno vicino alle persone anziane, affinché non perdano occasione di sensibilizzare i propri cari, guidandoli ed informandoli sulla condotta da tenere nel caso in cui dovessero ricevere richieste di denaro o di preziosi da parte di falsi carabinieri o appartenenti alle forze dell’ordine. 
Un consiglio che viene dato nel corso degli incontri informativi svolti dall’Arma in provincia è quello di chiamare il 112 NUE o rivolgersi alla Stazione Carabinieri più vicina, non lasciandosi influenzare dal senso di “assoluta urgenza” su cui i truffatori fanno leva. Più dettagliati consigli sono reperibili sul sito www.carabinieri.it, nella sezione “IN VOSTRO AIUTO > CONSIGLI > Pillole di prevenzione”.