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Restituiti 45mila euro ad un'anziana. Misure cautelari per due indagati
Comando Provinciale di Roma - Roma, 18/09/2026 10:15

Nell’ambito delle indagini svolte per contrastare l'odioso fenomeno delle truffe aggravate e delle estorsioni commesse nei confronti di vittime vulnerabili, i Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese, su delega della Procura della Repubblica di Salerno, hanno eseguito un provvedimento di restituzione di 45.000 euro ad un’anziana romana, alla quale erano stati sottratti mediante l’utilizzo di tecniche di smishing (una truffa informatica che avviene via SMS o messaggistica istantanea, in cui i criminali si fingono enti affidabili, come banche o corrieri, per rubare dati personali o denaro) e successiva frode informatica, nel mese di settembre 2025.
Solo qualche giorno prima, nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave, i Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese avevano dato esecuzione a un'ordinanza di applicazione di misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel comune di Napoli nei confronti di due indagati partenopei. Entrambi sono gravemente indiziati, in concorso tra loro e con altri soggetti ignoti, di reati puniti dagli articoli 81, 110, 494, 640 e 493-ter c.p. (truffa aggravata, sostituzione di persona e indebito utilizzo di carte di credito/pagamento). Le indagini, nate dall'analisi dei tabulati telefonici e dall'esame dei sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire il consolidato e spregiudicato metodo del "finto nipote". I malviventi, facendo leva sugli affetti più cari e su una temporanea condizione di isolamento e minorata difesa delle vittime, hanno simulato telefonicamente situazioni di grave e imminente pericolo a carico di figli o nipoti, inducendo gli anziani a cedere denaro e preziosi (per un totale di circa 20.000 euro). Inoltre, i malviventi hanno sottratto a una delle vittime il bancomat, effettuando prelievi fraudolenti in pochi minuti per altri 2.000 euro circa.
Si specifica che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.