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Occupazione abusiva di area demaniale per uno stabilimento balneare
Comando Provinciale di Reggio Calabria - Melito di Porto Salvo (RC), 10/07/2026 09:49
I Carabinieri della Compagnia di Melito di Porto Salvo, del personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria e dell’Azienda Sanitaria Provinciale, hanno eseguito un mirato servizio di controllo presso uno stabilimento balneare della zona, finalizzato al contrasto del lavoro sommerso e irregolare nonché alla verifica del rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. All’esito degli accertamenti, un imprenditore è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per i reati di furto di energia elettrica e invasione di terreni. Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate diverse irregolarità. In particolare, è stato accertato l’impiego di due lavoratori non regolarmente assunti, con conseguente contestazione di una sanzione amministrativa pari a 13.600 euro per l’omessa comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro al Centro per l’Impiego. Sono state inoltre rilevate gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e l’inosservanza di ulteriori prescrizioni previste dalla normativa di settore, circostanze che hanno determinato la sospensione dell’attività imprenditoriale. Gli accertamenti hanno consentito anche di individuare un allaccio abusivo alla rete elettrica mediante bypass e manomissione dei cavi di distribuzione, con un danno economico stimato in oltre 56 mila euro ai danni della società erogatrice del servizio. Contestualmente, i militari hanno accertato l’occupazione abusiva di un’area demaniale marittima mediante l’installazione di 26 basamenti per ombrelloni, 7 ombrelloni e 2 sdraio, sottoposti a sequestro preventivo. Nel corso del controllo sono stati inoltre rinvenuti e sottoposti a sequestro amministrativo circa 140 chilogrammi di prodotti ittici privi della prevista documentazione attestante la tracciabilità. Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio di presunzione di innocenza, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.