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Custodia cautelare per una banda di rapinatori
Comando Provinciale di Bologna - San Lazzaro di Savena (BO), 05/11/2026 13:21
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre cittadini italiani, residenti a Bologna, di 56, 60 e 62 anni. I tre soggetti sono indagati, a vario titolo e in concorso tra loro, per una pluralità di fattispecie di reato, tra cui: tentato furto aggravato, fabbricazione, detenzione e porto illegale di esplosivi e armi, resistenza a Pubblico Ufficiale, attentato alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento aggravato, ricettazione, riciclaggio e inosservanza dell'obbligo di fermarsi all'invito degli agenti, con la contestazione di diverse aggravanti. I tre soggetti sono indagati quali organizzatori e materiali esecutori dei reati ascritti, avvenuti tra il 2025 e il 2026 in provincia di Bologna, facenti parte di un gruppo di sette soggetti, di cui tre già arrestati a marzo (catturati sempre dai carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena in esecuzione di O.C.C. per la medesima tipologia di reati: due 53enni e il figlio di uno di loro, 24enne), il settimo deferito in stato di libertà. L’operazione odierna, giunge al termine un’indagine complessa, durata sedici mesi, svolta con metodi tecnologici avanzati uniti a strumenti investigativi tradizionali. Il 3 luglio 2025 a San Lazzaro di Savena, in un salone espositivo di un’autocarrozzeria più soggetti travisati rubarono due berline di grossa cilindrata, marca AUDI, modelli RS4 e RS6 e uno scooter mai ritrovato. Dopo pochi giorni, la notte del 14 luglio 2025, la banda, con passamontagna e tute da lavoro, utilizzando l’AUDI RS4, tentava un furto in un megastore nell’area industriale di Bologna, scardinando le saracinesche, messi in fuga dall’allarme. Quella stessa notte, sempre usando la RS4, tentavano un altro furto, facendo saltare con l’esplosivo una colonnina per il pagamento “self service” di un distributore di carburante a Imola. Da subito, le indagini dei Carabinieri si sono dirette verso alcuni soggetti con trascorsi nell’ambiente dei colpi sui bancomat, originariamente provenienti dal rione Pilastro di Bologna. Questo, ha consentito agli investigatori di trovare in zona Lame, nascosta in un cortile la prima AUDI RS4. Su tali elementi, l’Autorità giudiziaria valutò le gravi convergenze investigative emettendo i provvedimenti restrittivi nei confronti dei primi tre soggetti emersi, catturati a marzo 2026. Dopo quegli arresti è proseguita la seconda parte dell’indagine tesa alla ricerca della seconda AUDI, la RS6, e degli altri tre componenti della banda, più esperti e meno esposti. La chiave di volta il 16 febbraio 2026, quando con la RS6 assaltarono di notte il caveau del centro commerciale "Centronova" a Castenaso (BO), con utilizzo di esplosivo e utensili da demolizione idraulici, peraltro stendendo sulle vie circostanti decine di metri di catene chiodate, attentando così alla sicurezza dei trasporti. Il colpo fallì per l’intervento di due pattuglie dei Carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena, ma i tre riuscirono a fuggire sfruttando la potenza di quel veicolo. I sospettati, tra marzo e aprile 2026, trasferirono i loro movimenti sulla riviera romagnola dove nascosero anche l’AUDI, vicino a Rimini. L’ininterrotta attività investigativa permise di intuire nel maggio 2026 il ritorno del veicolo a Bologna, e l’organizzazione di un nuovo assalto a un centro commerciale del quartiere Roveri. Durante il trasferimento del mezzo i militari lo intercettarono sull’Autostrada A-14, non riuscendo a bloccarlo per l’elevatissima velocità. Venne però circoscritta l’area del possibile nascondiglio dell'auto, parcheggiata in un insospettabile garage della periferia nord di Bologna. L’individuazione del veicolo impedì il colpo pianificato. Ricostruito e refertato l’intero quadro accusatorio, l’Autorità giudiziaria ne concordava la sussistenza delle esigenze cautelari, emettendo i tre provvedimenti odierni. Nel complesso l’attività ha permesso di arrestare i sei componenti della banda, recuperare e restituire due veicoli da competizione del valore di circa 150.000 euro complessivi, sequestrare oltre 1 kg di esplosivo in polvere, 20 lt di gas, 5 IED (“marmotte”), 1 quintale di attrezzatura da demolizione e 75 metri di catene chiodate in ferro.