Coppia in trasferta per la truffa del carabiniere
Comando Provinciale di Padova - Padova, 23/10/2026 11:44
Un pensionato di 82 anni si è presentato presso il Comando di via Rismondo in forte stato di apprensione, riferendo che mezz'ora prima, mentre si trovava nella propria abitazione insieme alla moglie ottantenne, aveva ricevuto una chiamata sulla linea fissa. L'interlocutore, qualificatosi come Carabiniere, lo invitava con urgenza in caserma per effettuare il disconoscimento di una targa automobilistica verosimilmente utilizzata per commettere un delitto. Poco dopo, l’anziano veniva contattato sulla linea mobile dal sedicente militare, che gli ordinava di acquistare una marca da bollo prima di raggiungere la sede dell’Arma, precisando che all’ingresso sarebbe stato accolto da un collega di cognome Rossi e intimandogli di non interrompere la chiamata per alcuna ragione per tutta la durata del tragitto. La vittima, lasciata l’abitazione e recuperata la marca da bollo, mantenendo il costante contatto telefonico con il falso Carabiniere ha raggiunto via Rismondo. Qui ha mostrato il telefono ai veri militari, che hanno subito compreso che si trattava di un raggiro. I Carabinieri hanno immediatamente chiesto all'anziano di fornire i propri riferimenti di residenza per intervenire con urgenza, vista soprattutto la preoccupazione per la moglie rimasta sola a casa. I militari, ricostruita rapidamente la dinamica, si sono diretti tempestivamente verso l’abitazione dell’uomo, vicino a Prato delle Valle. Sul posto hanno sorpreso un 22enne all’esterno dell’immobile mentre scuoteva con violenza il portoncino e le inferriate. Sul lato opposto della strada è stata individuata e fermata la complice, una 19enne, che si guardava intorno con circospezione svolgendo inequivocabilmente la funzione di vedetta. La coppia è stata bloccata e accompagnata in caserma per gli accertamenti di rito. Contestualmente, gli operanti hanno ricostruito l'intero episodio: la moglie dell’82enne, rimasta sola in casa dopo la partenza del marito, era stata contattata dal falso Carabiniere sulla linea fissa. L'uomo le comunicava che era stata presentata una denuncia di furto presso una gioielleria e che, essendo emerso il suo nominativo, era necessario verificare la provenienza dei suoi monili. La donna veniva così convinta a riporre gli oggetti d’oro su un tavolino per farli visionare e fotografare da un incaricato in arrivo. Poco dopo, infatti, si presentava presso l'abitazione il 22enne poi fermato e riconosciuto dalla vittima. All'esplicita richiesta della donna di esibire un tesserino di riconoscimento, il giovane si rifiutava e cercava di forzare la porta d'ingresso per entrare, scuotendo violentemente il portoncino. I due giovani, di 22 (con precedenti specifici) e 19 anni, residenti nella provincia di Caserta, sono stati dichiarati in stato di arresto con l’ipotesi accusatoria di tentata truffa in concorso e, su disposizione della Procura della Repubblica di Padova, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale in attesa dell’udienza di convalida.