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Ambiente: Operazione "Ferro e Fuoco" smantellata banda dedita alla combustione illecita di veicoli , 2 arresti e 6 denunce
Comando Carabinieri per la Tutela Forestale Brindisi - Francavilla Fontana (BR), 27/10/2026 08:26
Raccoglievano veicoli fuori uso da centri di rottamazione e recupero, quindi li trasportavano in campagne abbandonate nell’ agro di Francavilla Fontana, dandoli successivamente alle fiamme, in modo da “eliminare” le parti in plastica e gomma (pneumatici, fasce antiurto, guarnizioni, tappezzerie) ed estrarre i metalli di carrozzeria e apparato motore, da rivendere anche fuori regione.
      Al termine di lunghe e complesse indagini, iniziate circa 3 anni fa, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale (NIPAAF) dei Carabinieri Forestali di Brindisi ha portato a termine l’ operazione denominata “Ferro e Fuoco”, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo messapico.
       I Militari da tempo avevano individuato le tracce di grandi roghi, con strascico di diffusi miasmi nell’ aria, sparsi nelle campagne francavillesi, all’ interno di fondi rustici non più curati dai proprietari, per lo più residenti in località anche molto distanti.
       Le indagini hanno portato, nel loro progressivo svolgimento, a ricostruire lo sviluppo delle attività illecite fino a scoprire un’ organizzazione presumibilmente dedita al commercio di materiali ferrosi, estratti come detto, e rivenduti trasportandoli con propri automezzi ad acquirenti vari, entro un raggio d’ azione anche piuttosto ampio.
        Tutti gli autocarri (sette) a disposizione del gruppo criminale sono stati sottoposti a sequestro preventivo, in esecuzione del provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica.
         Con il supporto dei colleghi del NIPAAF di Lecce, i Carabinieri Forestali brindisini, oltre al sequestro, hanno anche eseguito le ordinanze, emesse dallo stesso GIP, di custodia cautelare (arresti domiciliari) a carico di due persone. Altre sei persone, fra cui il rappresentante legale di una ditta di autodemolizioni, sono sottoposte ad indagini, ma in stato di libertà; tutti i citati soggetti, di età compresa fra 27 e 69 anni, sono residenti nella “Città degli Imperiali”, tranne uno a Grottaglie.
       I reati loro ascritti, a vario titolo, in concorso ovvero in cooperazione colposa, sono quelli di gestione non autorizzata e continuata di rifiuti, anche pericolosi, ai sensi dell’ art. 256, commi 1 e 2, del Decreto legislativo n. 152 del 2006 (cosiddetto “Testo Unico Ambientale”), e la relativa combustione illecita.  
       Si evidenzia che la combustione illecita di rifiuti è stata introdotta nell’ anno 2014 come delitto a fattispecie autonoma, all’ art. 256-bis del “Testo Unico Ambientale”,  laddove il legislatore ha inteso fornire uno strumento punitivo più adeguato per contrastare il deprecabile fenomeno della cosiddetta “Terra dei Fuochi” e  fatti simili. La pena prevista è la reclusione da 2 a 5 anni (da 3 a 6 se vi sono rifiuti pericolosi), fermi restando gli obblighi di bonifica delle aree inquinate.
      Si evidenzia che, essendo il procedimento penale ancora nella fase delle indagini preliminari, le persone segnalate sono da ritenersi sottoposte alle indagini stesse e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.