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Rivista tecnico-scientifica ambientale dell'Arma dei Carabinieri                                                            ISSN 2532-7828

FLORA 
USI CURATIVI DI ALBERI E ARBUSTI NELLA PROVINCIA DI RIETI
15/11/2017

di Silvia Moronti

App. Sc. Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale, Biologa, PhD Università degli Studi della Tuscia di Viterbo


 

RIASSUNTO

Molte specie a portamento arboreo ed arbustivo o suffruticose venivano o vengono ancora usate per le loro proprietà curative. Molte delle scoperte in tali campi sono basate sullo studio di piante utilizzate nella fitoterapia da particolari gruppi etnici. Alcuni principi attivi di grande importanza farmacologica prima sconosciuti alla medicina ufficiale (per esempio i derivati dell’acido salicilico, la codeina, la vinblastina, ecc.), sono stati ottenuti proprio grazie a indagini etnobotaniche che hanno evidenziato peculiari usi terapeutici di piante spontanee.  La ricerca etnobotanica costituisce inoltre un tassello per la tutela della biodiversità vegetale nonché per la conservazione della diversità bio-culturale.

ABSTRACT

Healing use of trees and shrubs in the province of rRieti

Many arboreal, shrubby or suffrutic species have been used over time for their healing properties. Many of the discoveries in this field are based on the study of plants used in phytotherapy by some ethnic groups. Some active ingredients of great pharmacological importance once unknown to the official medicine (i.e. salicylic acid derivatives, codeine, vinblastine, etc.) were obtained precisely through ethnobotanical investigations which have highlighted peculiar therapeutic uses of spontaneous plants. Ethnobotanical research is also important for the protection of plant biodiversity as well as for the preservation of cultural diversity.


Al fine di documentare scientificamente il patrimonio di conoscenze e di esperienze secolari derivante dalle tradizioni del reatino legate alle piante di interesse medicinale, sono state inizialmente svolte interviste sul campo ad anziani, contadini e pastori della Sabina, dell'aspra zona

del Cicolano, del Terminillo e dei suoi contrafforti quali Leonessa, Poggio Bustone ecc., al fine di raccogliere informazioni di fitomedicina.

Alla raccolta delle informazioni sul campo è stata associata una indagine svolta presso gli archivi e le biblioteche presenti a Rieti, soprattutto la Biblioteca Paroniana e l'Archivio di Stato di Rieti dove, in particolare, è stato visionato anche un fondo di documenti inediti.

Dallo studio di documenti archivistici, testi, riviste e articoli a cura di studiosi locali che nel descrivere tradizioni popolari, forniscono informazioni riguardo gli usi terapeutici di varie piante si è indagato quindi su questo mondo poco conosciuto di usi e tradizioni con radici antiche, oggi per lo più dimenticate. Talvolta si è riscontrata una convergenza tra quanto raccolto nelle interviste e quanto desunto dai documenti e dai testi antichi.

Successivamente è stata svolta una analisi della letteratura esistente sull’argomento, per analizzare quante e quali specie arbustive, arboree e suffruticose, presenti nella Provincia di Rieti, vengano considerate piante di interesse medicinale per svariati usi a livello nazionale. In seguito, sono stati estrapolati gli impieghi popolari reatini medicamentosi sconosciuti alla letteratura.

 

L’INDAGINE SUL CAMPO

Come precedentemente detto, nell'indagine condotta mediante interviste agli anziani agricoltori e pastori del territorio reatino, sono state considerate informazioni sulle piante, esclusivamente alberi ed arbusti di interesse medicinale nel loro contesto tradizionale.

Per ogni pianta, sono stati indicati la famiglia, i nomi locali, i principi attivi e gli usi tradizionali medicinali[1].

 

ARALIACEAE

Hedera helix L. (edera).

Nomi locali: edera.

Principi attivi: glucosidi vari, saponine, sostanze tanniche, resinose e pectiche, acido clorogenico.

Usi tradizionali medicinali: come callifugo naturale, le foglie venivano fatte macerare in aceto e quindi lasciate per un giorno a contatto con i calli che dovevano essere successivamente rimossi meccanicamente (Greccio). Nella cura dell'acne si usavano foglie di edera (zona di Concerviano). Infusi di foglie erano bevuti a digiuno a scopo antinevralgico (Magliano Sabino).

 

BUXACEAE

Buxus sempervirens L. (bosso).

Nomi locali: mortella (Rieti) bussu (S.Elia).

Principi attivi: alcaloidi: bussina, parabussina, bussinidina, parabussinidina, bussanina; tannini, principio amaro, resine, olio.

Usi tradizionali medicinali: decotto di foglie contro le febbri (Contigliano).

 
hedera
Illustrazione 1: Hedera helix L. (edera)

  

CAPRIFOLIACEAE

Sambucus nigra L. (sambuco comune).

Nome locale: sammuco (Greccio, Leonessa).

Principi attivi: olio etereo, composti polifenolici, glucosidi rutina e quercitrina, sostanze tanniche e resinose, mucillagini, alcaloide sambucina e glucoside sambunigrina, quest'ultimo eteroside cianogenetico, vitamina C, pectina, acidi organici, zuccheri, eterosidi della cianidina (frutti), tracce di alcaloidi, colina, acido ursolico, betulina (scorza).

Usi tradizionali medicinali: a Poggio Fidoni, riccetti di corteccia venivano messi su ascessi o foruncoli. Anche a Capradosso, sotto la corteccia si raschiava il fusto e si ottenevano “riccioli” da applicare sulle guance in caso di ascessi dentari per farne regredire gonfiore e infiammazione. A Magliano Sabino le foglie giovani venivano messe a bollire in acqua e quindi avvolte in compresse di garza con le quali si facevano impacchi per scottature e infiammazioni cutanee.

Nelle contusioni era utilizzato l'impiastro di fiori e “sugna” ovvero grasso di maiale (Greccio). A Greccio l'infuso di fiori veniva utilizzato per fare i pediluvi. Un decotto caldo di foglie e la scorza pestata venivano utilizzati nei dolori artritici (Petrella Salto).

A Leonessa i decotti di fiori rappresentavano un rimedio per la tosse.

CORNACEAE

Cornus mas L. (corniolo).

Nome locale: crognale (Contigliano, Leonessa), crognale (Rieti, S.Elia).

Principi attivi: cornina, tannini, pectina, malato di calcio (scorza).

Usi tradizionali medicinali: le foglie, lavate e schiacciate erano poste su ferite a scopo disinfettante e cicatrizzante (Contigliano).

 

CUPRESSACEAE

Juniperus communis L. subsp. communis (ginepro comune).

Nome locale: gineporo (Greccio), ienebule (S.Elia).

Principi attivi: olio essenziale ricco alfa-pinene, cadinene, canfene, terpineolo, juniperina, resina, acidi organici, zucchero invertito.

 Usi tradizionali medicinali: Vicino Cittaducale, le bacche di ginepro venivano usate per decotti bevuti mattina e sera a scopo emmenagogo. A Contigliano e Greccio il decotto di coccole veniva usato per sciogliere i calcoli renali.

juniperus
Illustrazione 2: Juniperus communis L. subsp. communis (ginepro comune)

 

 

ERICACEAE

Arbutus unedo L. (corbezzolo).

Nomi locali: cerecia marina (Poggio Fidoni).

Principi attivi: Tannino, resine, arbutina, metilarbutina, arbutoside, flavonoidi, idrochinone.

Usi tradizionali medicinali: Decotto di foglie come diuretico (Greccio).

 

Arctostaphylos uva-ursi (L) Spreng.

Nome locale: uva- arzina (Capradosso).

Principi attivi: glucosidi, acido ursolico, tannini.

Usi tradizionali medicinali: Nella zona del Cicolano si usava la spremuta delle bacche come disinfettante delle vie urinarie.

 

HIPPOCASTANACEAE

Aesculus hippocastanum L. (ippocastano).

Nomi locali: castagno falso (Greccio), castagno pazzo (Rieti).

Principi attivi: vari saponosidi triterpenici, escina, derivati flavonici (castagne), tannini, derivati cumarinici.

Usi tradizionali medicinali: le castagne erano lasciate macerare nella grappa per alcuni giorni per essere impiegate nei massaggi per i dolori alla schiena (Greccio). Anche a Borgo Velino l'impiastro era usato per i reumatismi.

 

JUGLANDACEAE

Iuglans regia L. (noce comune).

Nome locale: le nuci (S.Elia, Rieti).

Principi attivi: tannino, olio volatile, acidi ellagico e gallico, colorante, inositolo, derivati flavonici, sostanza amara juglone (foglie), olio grasso, vitamina C (mallo).

Usi tradizionali medicinali: a Magliano Sabino le foglie fresche pestate venivano applicate su ferite e coperte con una garza a scopo cicatrizzante. A Greccio impiastri di foglie pestate e olio d'oliva erano usati contro l'acne. Il mallo veniva tritato e posto sulla cute affetta da alopecia e calvizie (Greccio).

 

noce
Illustrazione 3: Juglans regia L.
(noce comune)

 

LABIATAE

Lavandula sp. pl. (lavande).

Nomi locali: spighetta (Magliano Sabino), spiga (Rieti).

Principi attivi: olio etereo con carburi terpenici, alcooli terpenici liberi, geraniolo, borneolo, esteri del linalolo, cineolo e canfora (fiori).

Usi tradizionali medicinali: l'infuso di fiori serviva come antitussivo e stomachico (Magliano Sabino). Il decotto di fiori serviva per rinfrescare l'alito (S.Elia).

 

Rosmarinus officinalis L. (rosmarino).

Nomi locali: strommarina (S.Elia) smarino (Greccio) stramarina (Poggio Bustone).

Principi attivi: olio essenziale ricco di terpeni, tannini, derivati triterpenici, resine, pigmenti flavonici.

Usi tradizionali medicinali: Infusi di rametti per bibita digestiva (Antrodoco). Macerato di foglie e fiori e olio d’oliva applicati sulle zone dolenti in caso di reumatismi (Greccio). Decotto applicato sulla cute contro la calvizie (Contigliano). Vapori delle foglie poste sulle stufe respirati per asma e malattie da raffreddamento (Albaneto).

 

Salvia officinalis L. (salvia).

Nomi locali: sarvia (Rieti, S. Elia, Magliano Sabino).

Principi attivi: olio essenziale contenete 30% di tujone, 15% di cineolo, canfora, tannini, amari (picrosalvina) acido ursolico, flavonoidi, resine, saponina acida, mucillagini, asparagina, borneolo, salviolo, pinene, salvene (foglie e sommità fiorite).

Usi tradizionali medicinali: infusi e decotti erano consumati a scopo digestivo (Magliano Sabino) e in caso di gastrite ed acidità di stomaco (Greccio, Contigliano). Tisane di limone e salvia venivano usate per disturbi intestinali (Cittaducale) e per il mal di gola.

Altri usi: Foglie fresche venivano strofinate sui denti per sbiancarli.

 

Thymus serpyllum s.l. (serpillo)[2].

Nomi locali: serpullu (S.Elia) serpuju (Leonessa), serpillo (Poggio Moiano).

Principi attivi: olio essenziale (timolo, cimolo ecc) tannini, sostanza amara, saponina.

Usi tradizionali medicinali: l’infuso di giovani rametti e foglie era bevuto per favorire la digestione e eliminare gonfiori addominali (Collevecchio). A Contigliano usato come digestivo.

LAURACEAE

Laurus nobilis L. (alloro).

Nomi locali: làuru (Rieti).

Principi attivi: olio volatile contenente cineolo, eugenolo, principio amaro, mucillagini, tannini, resine (foglie), olio grasso (25%) fino al 3% di olio volatile composto da cineolo, geraniolo, linalolo, laurina e laurostearina, zuccheri, gomme, tannini (drupe).

Usi tradizionali medicinali: i frutti venivano ingeriti come rimedio contro le punture di scorpioni (Greccio). L'infuso con foglie di alloro veniva utilizzato per dolori addominali e aerofagia (S.Elia, Cittaducale). Infusi di foglie in caso di gastrite (Capradosso).

Macerato di drupe e olio di oliva applicato su parti doloranti per reumatismi (Poggio Mirteto). Lo stesso macerato veniva frizionato su contusioni o slogature. Decotto di foglie di alloro e salvia applicato sul capo contro la calvizie (Leonessa).

alloro
Illustrazione 4: Laurus nobilis L. (alloro)

 

LILIACEAE

Asparagus acutifolius L. (asparago pungente).

Nomi locali: Sparaci (turioni) sparacina (pianta) (S.Elia).

Principi attivi: Aminoacidi asparagina e arginina, sarsapogenina, acidi glicolico e glicerico, flavonoidi, sali di potassio, nichel.

Usi tradizionali medicinali: Il decotto di germogli veniva usato come diuretico o disintossicante (Collevecchio).

 

Asparagus officinalis L. (asparago comune).

Nomi locali: sparaci (turioni) sparacina (pianta) (S.Elia).

Principi attivi: asparagina e arginina, sarsapogenina, colina, saponina, tannino, flavonoidi, sali di potassio, nichel.

Usi tradizionali medicinali: Decotto di rami per la cura delle emorroidi (Greccio); si massaggiava la pelle con turioni e aglio triturati contro le punture di insetti (Contigliano).

 

Ruscus aculeatus L. (ruscolo pungitopo).

Nomi locali: pungitopo.

Principi attivi: saponine steroidee, glucosidi (ruscosidi), agliconi (ruscogenine), flavonoidi (rutina), cumarine, sparteina, tiramina, tannini, olio essenziale e resine.

Usi tradizionali medicinali: decotto di rami giovani a scopo digestivo (Terria).

 

Robinia
Illustrazione 5: Robinia pseudacacia L. (robinia)

 

 

LEGUMINOSAE

Robinia pseudacacia L. (robinia).

Nomi locali: acascia (S.Elia).

Principi attivi: tossialbumina robina, asparagina, essenze profumate (fiori).

Usi tradizionali medicinali: il decotto di fiori era usato per dolori addominali (Poggio Moiano).

 

MORACEAE

Ficus carica L. (fico).

Nomi locali: ficora (S.Elia) fallacianu (Rieti) profici (fichi precoci), ficora appallonate (fichi non maturi).

Principi attivi: resine, sostanze pectiche, saccarosio.

Usi tradizionali medicinali: Decotto di frutti si applicava su parti affette da reumatismi (Magliano Sabina).

Il latice si applicava su porri e verruche per la successiva rimozione meccanica (S.Elia).

Si beveva il decotto di fichi e uva a scopo antitussivo (Capradosso). Decotti di frutti secchi in caso di infiammazioni del cavo orale (Poggio Mirteto). A Torri in Sabina i frutti mangiati a scopo lassativo.

 

OLEACEAE

Fraxinus ornus L. (orniello).

Nome locale: ornellu (Rieti).

Principi attivi: d-mannitolo, glucosio, fruttosio ed altri zuccheri, resina, destrine, acido citrico, derivati cumarinici.

Usi tradizionali medicinali: la parte interna della scorza era applicata a scopo cicatrizzante sulle ferite (S.Elia, Contigliano, Leonessa) anche sotto forma di fasciatura, similmente alla scorza di olmo.

olaceae

Illustrazione 6: Fraxinus ornus L. (orniello)

 

Olea europaea L. subsp. europaea (olivo).

Nomi locali: liva (Magliano Sabino), le ghie (Leonessa).

Principi attivi: gliceridi degli acidi grassi, vitamine A D E, tracce di oleuropeina, glucoside, verbascoside, derivati triterpenici, colina, pigmenti flavonici.

Usi tradizionali medicinali: per calmare irritazioni da punture di insetti (S.Elia). Spalmato sui capelli prima del lavaggio li rendeva lucenti e robusti (Contigliano). A S.Elia, scaldato veniva introdotto a gocce nelle orecchie per sciogliere i tappi di cerume. Nella campagna reatina e nel cicolano si era soliti fare l'olio ferrato immergendo un ferro arroventato in dell'olio che scaldato in questo modo, veniva usato per massaggi sul torace nelle bronchiti.

PUNICACEAE

Punica granatum L. (melograno).

Nomi locali: granata (S.Elia).

Principi attivi: pelletierine, tannino, resveratrolo, ossalato di calcio, coloranti nella scorza del frutto.

Usi tradizionali medicinali: Spremuta come astringente (Magliano Sabina).

 

ROSACEAE

Cydonia oblonga Mill. (cotogno).

Nomi locali: milu cutugnu (S.Elia).

Principi attivi: abbondante pectina nel frutto, mucillagini in particolare pentosani, arabinosio, xilosio (semi), glucoside cianidrico in piccola quantità (foglie).

Usi tradizionali medicinali: la marmellata si usava per regolare l'intestino.

 

Crataegus monogyna Jacq. (biancospino comune).

Nomi locali: cacchelle (Leonessa), S. Elia.

Principi attivi: sostanze flavoniche, olio essenziale con aldeide anisica, derivati triterpenici (fiori), trimetilammina, acidi organici, zuccheri, lattone dell’acido crategico, tannini, cere, glucoside cianogenetico, oxyacantina, principio amaro crategina (scorza), vitexina.

Usi tradizionali medicinali: l'infuso dei fiori era coadiuvante in diete dimagranti (Magliano Sabino), come sedativo (Collevecchio), nella cura delle vertigini (Torri in Sabina).

 

Malus domestica (Borkh.) (melo comune).

Nomi comuni: milu (pianta), meluzza (piccolo frutto), (Rieti).

Principi attivi: pectine, acido malico, zuccheri, acido citrico, quercetina, tannino, zuccheri.

Usi tradizionali medicinali: mele tagliate a spicchi e seccate venivano usate per decotti bevuti per problemi intestinali (Rieti); frutti fatti bollire nel vino bevuto contro i raffreddori (Magliano Sabino). Fettine applicate su infiammazioni cutanee a scopo antinfiammatorio (Magliano Sabino). Contro le malattie respiratorie si bevevano decotti di mela, fichi secchi, malva e orzo (Leonessa).

 

Prunus spinosa L. (pruno selvatico).

Nomi locali: pronche (S.Elia) prunche (Petrella Salto).

Principi attivi: glicosidi flavonici, poco glicoside dell'acido cianidrico, composti della curarina, acido malico, saccarosio, pectina, gomma, vitamina C, tannini.

Usi tradizionali medicinali: I decotti di frutti bevuti per curare le malattie da raffreddamento. A volte veniva aggiunto il miele (Leonessa).

 

Prunus avium L. (ciliegio).

Nomi locali: cerasa (Rieti), cerecia (S.Elia).

Principi attivi: acido malico, acidi organici, sostanza amara (frutti) eteroside amigdalina (nocciolo).

Usi tradizionali medicinali: Mangiati contro la gotta, come lassativi, (Magliano Sabino), come diuretici (Contigliano).

 

Pyrus communis L. (pero comune).

Nomi locali: piru (S.Elia).

Principi attivi: acido ursolico (foglie), pectine (semi).

Usi tradizionali medicinali: pere acerbe venivano tagliate a fette e applicate a scopo cicatrizzante sulle ferite (Magliano Sabino).

 

crataegus
Illustrazione 7: Crataegus monogyna Jacq. subsp, monogyna (biancospino comune)

 

 

Rosa sp. pl (rose coltivate)

Nomi locali: rosa (ovunque)

Usi tradizionali medicinali: Petali battuti e applicati sulle ferite per una notte come cicatrizzanti (Leonessa).

 

Rosa canina L. (rosa canina L.)

Nome locale: a Leonessa piròli, a Borgo Velino rattaculi.

Principi attivi: vitamina C, acidi organici, tannino, pigmenti flavonici e carotenoidi.

Usi tradizionali medicinali: il decotto di cinorridi secchi alleviava i dolori gastrici (Greccio). Lo stesso preparato attenuava coliche renali (Greccio).

 

Rubus ulmifolius Schott (rovo)

Nomi locali: spini (Magliano Sabino, Petrella Salto, S.Elia, Capradosso, Greccio, Poggio Bustone).

Principi attivi: tannino, acidi organici, acidi citrico, malico, tartarico, ossalico, sostanze gommose e coloranti, pectina, essenza, grassi, destrosio e levulosio (frutti).

Usi tradizionali medicinali: Le foglie si applicavano sulle ferite a scopo disinfettante e per accelerare la cicatrizzazione (Capradosso, Leonessa, Petrella Salto). Le foglie pestate venivano applicate su ascessi (Poggio Bustone, Contigliano, Petrella Salto) e contro l'acne (Concerviano, Capradosso, Contigliano, Poggio Bustone, Petrella Salto). I frutti venivano e vengono usati per gustose marmellate contro il mal di gola.

 

Sorbus aucuparia L. (sorbo degli uccellatori).

Nomi locali: sorbe (frutti, S.Elia).

Principi attivi: acido parasorbico, acido sorbico, tannini, sorbite, pectine, zuccheri, carotenoidi,

vitamina C, amigdalina (semi).

 

sorbo
Illustrazione 8:Sorbus aucuparia L. (sorbo degli uccellatori)

 

 

Usi tradizionali medicinali: Frutti maturi venivano mangiati a scopo lassativo mentre i frutti cotti come astringenti (Contigliano). Infatti grandi quantità di frutti freschi possono provocare infiammazioni alle mucose dell'apparato digerente a causa del contenuto di acidi parasorbici. Solo dopo la distruzione di questa sostanza, tramite la cottura, si evidenzia l'azione astringente delle pectine e dei tannini

RUTACEAE

Citrus limon (L.) Burm (limone)-coltivata.

Nomi locali: limone (ovunque).

Principi Attivi: idrocarburi, monoterpeni, olio essenziale con d-limonene, bisabolene, cadinene, aldeidi, alcoli terpenici, acidi acetico, caprico, laurico, alcol perillico, cumarine, citroflavonoidi, vitamine A, B, C.

Usi tradizionali medicinali: il decotto di esocarpo (detto canarino) veniva bevuto a scopo digestivo (Rieti).

 

Citrus sinensis (L.) Osbeck (arancio)-coltivata.

Nomi locali: portogallo (S.Elia).

Principi attivi: limonene e linalolo, oli essenziali contenuti nella scorza, esperidina, composto di natura flavonoica, auraptene, etere geranilico dell’ossicumarina (derivato della cumarina), zuccheri e acidi organici.

Usi tradizionali medicinali: decotto di esocarpo e frutto contro le malattie da raffreddamento (Poggio Mirteto).

 

TILIACEAE

Tilia sp.pl.

Nomi locali: tiju (Poggio Fidoni).

Principi attivi: glucosidi, tannini, polifenoli, mucillagini, cumarine.

Usi tradizionali medicinali: con i fiori venivano fatte tisane usate contro tossi e bronchiti.

 

ULMACEAE

Ulmus minor Mill. (olmo comune).

Nomi locali: urmu (S.Elia, Rieti).

Principi attivi: molti tannini e mucillagini, composti amari (scorza dei rami giovani a primavera).

Usi tradizionali medicinali: il decotto della scorza era usato su infiammazioni cutanee a scopo disinfettante ed emostatico (Leonessa).

A S. Elia, era consuetudine applicare sulle ferite la parte interna della scorza. A Petrella Salto, la scorza si arrotolava sopra la ferita a mò di fasciatura. Anche a Borgovelino la scorza dell'olmo era utilizzato per la cura delle ferite e a Greccio le foglie erano usate a scopo emostatico.

 

VITACEAE

Vitis vinifera L. (vite).

Nomi locali: vite vita, graspi raspi (S.Elia), grappoletti ciaccarelle (S.Elia), chicchi vaga, uva ua (Rieti).

Principi attivi: saccarosio, tannini, quercetina e quercitrina, caroteni, acido malico e succinico, tartrati, glutammina, colina, acqua, zucchero (destrosio e fruttosio), antociani, inosite, lecitina, leucina, tirosina, xantofilla, carotene, vitamine.

Usi tradizionali medicinali: si beveva una spremuta di chicchi a digiuno per risolvere i problemi intestinali (S.Elia). A Poggio Fidoni, si essiccavano i grappoli d'uva nel forno.

Uno sciroppo utile per la tosse e per il raffreddore veniva ottenuto mescolando gli acini essiccati in acqua calda.

 

ANALISI DEI TESTI E DEI DOCUMENTI ARCHIVISTICI

 

Lavori specifici ed approfonditi inerenti l'utilizzo curativo delle piante a portamento arboreo ed arbustivo nella tradizione popolare della Provincia di Rieti sono a tutt'oggi assenti. Nell'elaborazione di questo scritto pertanto, al fine di recuperare, sia pure parzialmente, la conoscenza del patrimonio etnobotanico reatino con riferimento agli aspetti medicamentosi delle piante, è stato necessario unitamente all'indagine sul campo consistente in via principale in interviste dirette ad anziani, contadini e pastori del circondario reatino, attingere alla letteratura di argomento storico, di pubblicazioni locali presenti nelle varie biblioteche ed archivi della provincia e a documenti archivistici. Le informazioni raccolte con le interviste hanno avuto talvolta un riscontro documentale attraverso l'analisi di testi antichi, documenti, riviste e volumi.

Ad esempio l'uso tradizionale dell'olmo comune (Ulmus minor Mill.) nella provincia per infiammazioni cutanee o a scopo disinfettante ed emostatico si ritrova anche nel testo “Dei discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli sanese medico cesareo et del serenissimo principe Ferdinando arciduca d'Austria etc nelli sei libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale”, versione italiana del più famoso libro della medicina del noto botanico greco Dioscoride (40-70 d.C), realizzata da Pietro Andrea Matthioli in due volumi. Una copia originale è conservata presso la Biblioteca Comunale Paroniana di Rieti.

Tale opera, commentata e con aggiunte di Pietro Andrea Matthioli, rappresentò nel '600 uno dei maggiori riferimenti botanici. Scrive il Matthioli: “fece dell'olmo memoria Galeno all'VIII della facultà dei semplici cosi dicendo. Ho qualche volta sanato le ferite fresche con le sole frondi dell'olmo confidandomi nelle virtù che esse posseggono. La scorza è più amara e più costrittiva. Legata fresca a modo di fascia sopra alle ferite le può agevolmente saldare”.

Anche il sambuco comune (Sambucus nigra L.) veniva utilizzato nel territorio reatino a scopi medicinali: riccioli di corteccia venivano applicati su ascessi o foruncoli, le foglie giovani invece venivano usate per scottature e infiammazioni cutanee (GUARRERA, P.M.-1994).

Nel medioevo infusi di sambuco, usato a quei tempi a Rieti soprattutto per la cura dei disturbi intestinali, si pensava fosse un ottimo rimedio per la paralisi degli arti (DI MARIO, R.- 1997). Sembra che il “Castello di Sambuco”, fiorente nel XII secolo nel Cicolano, abbia acquisito tale nome proprio per l'enorme diffusione in quei luoghi di questa pianta (DI MARIO, R.- 1989).

nota


 

 

 

 

Illustrazione 9: Nota del 1849 dei medicinali obbligatori, molti di origine vegetale, per i Comuni e le Case di soccorso (Archivio Cantalupo in Sabina).

I fiori di sambuco sono citati anche nell'elenco dei farmaci a cui ogni Comune o Casa di Soccorso doveva provvedere, presente in un documento di fine ottocento rinvenuto presso gli archivi di Cantalupo in Sabina.

L’uva, (Vitis vinifera L.) detta ùa a Rieti, veniva utilizzata per problemi intestinali, per il raffreddore con azione anticatarrale e ricostituente contro la tubercolosi polmonare, con funzione lassativa, nei disordini digestivi, nelle coliche epatiche e renali.

Molte sono le virtù terapeutiche dell'uva illustrate anche in un articolo di “Sabina Agricola”, una rivista locale dei primi del '900[3]. In essa si cita la sua azione anticatarrale e ricostituente usata in quegli anni anche contro la tubercolosi polmonare. Si menziona l'azione lassativa, dei disordini digestivi, nelle coliche epatiche e renali con la sua azione diuretica. Interessante è la cura raccomandata.

Si consigliava l'uso dell'uva bianca matura da mangiare senza buccia, a stomaco pieno e con un po' di pane, da 500 grammi a due chili durante il giorno, per tre-sei settimane.

Nella zona del Cicolano si usavano in passato le spremute di bacche di uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.) come disinfettanti delle vie urinarie. Anche nell'elenco dei medicinali più in uso nelle farmacie della Provincia di Aquila del 1917[4] viene citato tra l'altro il “decotto di uva ursina”.

 

documento

 

 

 

 

Illustrazione 10: Documento del 1920 attestante la produzione di vino nella zona di Antrodoco (Ri) - AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Categoria VII, busta 114

 

 

E' stato interessante scoprire che nella zona di Rieti, tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, era molto diffusa la coltivazione della vite e la produzione di vino come si evince da alcuni documenti reperiti presso l'Archivio di Stato di Rieti[5] e che nel 1898 venivano distribuite gratuitamente le talee di viti americane resistenti alla fillossera dalla “Scuola pratica di Agricoltura di Roma”[6]. Le vinacce in fermentazione venivano usate per bagni contro i reumatismi mentre l'uso del vino veniva consigliato, probabilmente in maniera pretestuosa, anche come rinvigorente ed energizzante durante i periodi di convalescenza.

Anche il cognac veniva utilizzato per curare i malesseri (S.Elia) e la sua produzione nel circondario di Rieti è attestata da un documento del 1898 con il quale la Sottoprefettura di Cittaducale indiceva un bando per concorso a premi riservato alla distillerie cooperative che producevano acquavite ad uso cognac.[7]

Il ginepro comune (Juniperus communis L.) veniva utilizzato nel reatino a scopo emmenagogo e per i calcoli renali. Le coccole venivano talvolta raccolte per le farmacie. In un documento del 1917[8] già citato, rinvenuto presso l'Archivio di Stato di Rieti in cui vengono riportati i medicinali più in uso nella Provincia dell'Aquila[9] ed il loro tariffario, viene addirittura menzionato “l'infuso di ginepro”.

distribuzione

 

 

 

Illustrazione 11: Distribuzione gratuita di talee di viti americane resistenti alla fillossera. A Rieti e nel circondario venivano distribuite dalla “Scuola Pratica di Agricoltura di Roma”- Agosto 1898 (AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.7, busta114, fasc. 4012)

 

 

Nel medioevo erano molti i falsi guaritori che mescolavano medicina, stregoneria, superstizione e sopravvivenze pagane e che attribuivano guarigioni miracolose a bacche di ginepro (Juniperus sp.) (DI CARLO, E.A.- 1988).

Nel tariffario sopraccitato è indicato anche il “decotto di melogranato”. A Magliano Sabino la spremuta di melograno (Punica granatum L.) veniva usata come astringente.

Che nell'ottocento molte piante venissero utilizzate a scopo medicinale lo dimostra anche “Monumenti Sabini” (GUATTANI, G.A.-1832) in cui vengono citate le proprietà medicamentose e gli usi ad esempio del ginepro sabina (Juniperus sabina L.) considerato “uno degli emmenagoghi più potenti se preso interiormente, un ottimo detergente se usato esteriormente”.

Per i dolori addominali veniva usato a S.Elia e a Cittaducale, l'infuso di foglie di alloro.

Nel medioevo tali infusi venivano usati per lenire invece rispettivamente l’asma, le nevralgie la lombaggine e dolori articolari (DI MARIO, R.- 1997).

Mentre per i disturbi d’asma si usavano i fichi secchi macerati (Ficus carica L.) con acquavite, il latice veniva usato a Maglianello nella cura delle verruche e lo stesso, mescolato con il miele, si usava contro le punture di api e di vespe (DI MARIO, R.- 1989). Per le irritazioni da punture di insetti veniva utilizzato l'olio (Olea europaea L. subsp. europaea).

 

concorso

 

 

 


 

Illustrazione 12: Concorso a premi fra le distillerie cooperative per la produzione di acquavite uso cognac-Municipio di Accumoli al Sottoprefetto di Cittaducale, 7 Giugno 1889 (AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.VII busta 114 fasc. 41)
 

Questo veniva citato anche nelle liste dei medicinali obbligatori per le farmacie dei comuni del 1800 probabilmente per le sue proprietà refrigeranti, emollienti e digestive conosciute già nell'antica Roma (DI CARLO, E.A.- 1988). Nelle zone collinose della Bassa Sabina la coltura predominante nei primi anni del novecento era quella dell’olivo.

“L’oro liquido” della Sabina conquistò i mercati romani per essere utilizzato a scopo terapeutico per le mialgie, gli avvelenamenti, le malattie del fegato e della pelle, come eccipiente e solvente di medicinali e naturalmente come indispensabile condimento alimentare (A.A.V.V.- Rieti- Percorsi tra Storia, ambiente e cultura – Fondazione Varrone-2007). Ad incrementare e diffondere l’olivocoltura e a modernizzare gli oleifici esistenti provvide la “Cattedra Ambulante di Agricoltura di Poggio Mirteto”, la prima ad essere costituita in Umbria e nel Lazio. Articolata in due sezioni con sede a Roccasinibalda per l’Alta Sabina e a Rieti per i territori della Piana e in una vasta rete di succursali, l’associazione si prefiggeva anche di migliorare la produzione delle viti, di raddoppiare quella dei cereali e di curare più diligentemente la bachicoltura (POLIA, M. 2002).

Infatti, verso la metà del XIX sec., l'economia reatina ruotava anche intorno a nuove coltivazioni come quella del gelso (Morus alba L.) a cui era legato l'allevamento del filugello[10] o baco da seta.

Nell'annuale del “Comizio Agrario di Rieti” per l’anno 1879, reperito presso la Biblioteca Paroniana di Rieti, viene tuttavia evidenziato che, nonostante la coltivazione del gelso ed il mercato dei bozzoli fossero inizialmente fiorenti, non vi fu mai un completo sviluppo di tali attività.

Ciò senz'altro in conseguenza alla diffusione della pebrina, una malattia del baco da seta, ma anche a causa della riferita scarsa capacità imprenditoriale dei reatini.

Il gelso veniva talvolta usato per le sue proprietà lassative (Poggio Fidoni, Rieti).

Tra le piante a portamento arbustivo coltivate in passato nel reatino per scopo culinario ma anche medicamentoso, vi era la salvia domestica (Salvia officinalis L.).

Il nome salvia è testimone delle virtù che i romani le riconoscevano: salvia infatti deriva dal latino salus (salvezza, ma anche salute). Tra i principali effetti riconosciuti vi era quello antisettico, quello digestivo e calmante. Documentata è inoltre la coltivazione della salvia negli orti medievali del reatino quale essenza curativa delle diarree dei bambini e della circolazione sanguigna (DI MARIO, R.-1989).

Una pianta a portamento arboreo originaria del Perù ma molto usata in Italia nel trattamento febbrile antimalarico soprattutto dei soldati durante la Prima guerra Mondiale, era la pianta della china (Cinchona officinalis L.) dalla cui corteccia veniva estratto l'alcaloide chinino. Dal chinino di Stato, la cui distribuzione gratuita veniva regolata da una legge votata in Parlamento nel 1900, si passò ad un preparato inventato dal Prof. Guido Baccelli conosciuto come “mistura Baccelli”.

Anche nel circondario di Rieti era noto questo farmaco ricavato dalla corteccia della china, come si evince da un documento del 1920 rinvenuto nell'Archivio di Stato di Rieti che riporta la richiesta di “mistura di Baccelli” del Comitato Provinciale di assistenza per i congedati malarici di Borgocollefegato oggi Borgorose alla sottoprefettura di Cittaducale[11].

richiesta

 

 

 

 

Illustrazione 13: Richiesta del Comitato Provinciale di assistenza per i congedati malarici alla Sottoprefettura di Cittaducale di “Mistura di Baccelli” per il Comune di Borgocollefegato- 1920 (AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.15)

 

 

Inoltre, nel tariffario citato precedentemente dei medicinali piu' venduti nella provincia di Aquila nel 1919 vengono elencati: “bisolfato di chinina, china corteccia, decotto di china, estratto di china idroalcolico, salicilato di chinina, sciroppo di china, solfato di chinina[12].

 tariffario

 

 

 

Illustrazione 14: Tariffario dei medicinali piu' usati nelle farmacie dell'Aquila del 1917- AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15,  fasc.18, busta146
 

COMPARAZIONE TRA USI MEDICAMENTOSI RIPORTATI DALLA LETTERATURA UFFICIALE E GLI USI POPOLARI

Per poter svolgere un confronto tra gli usi medicamentosi popolari di alberi, arbusti e piante suffruticose nella provincia di Rieti e lo stato attuale delle conoscenze delle proprietà curative di piante officinali medicinali, è stata svolta una accurata ricerca bibliografica. Relativamente ad alcune piante, sono stati riscontrati degli usi popolari diversi da quelli indicati in letteratura. E' stata svolta successivamente una indagine su diversi siti internet di erboristeria, di fitoterapia, di cure alternative per evidenziare le conoscenze, relative agli usi popolari reatini di piante, sconosciuti alla letteratura ufficiale.

Tabella 1: Elenco delle specie arboree ed arbustive della provincia di Rieti riconosciute “curative” e i loro usi secondo la letteratura, la tradizione orale reatina e i documenti e testi di archivio

 

Alberi e arbusti della provincia di Rieti

Usi secondo

la letteratura

Usi reatini secondo la tradizione orale

Usi secondo documenti e testi di archivio

1

 

Aesculus hippocastanum L.

Astringente, tosse, affezioni tendinee, varici, venotonico, antinfiammatorio, reumatismi, emorroidi, flebite, cellulite

Reumatismi, dolori articolari

 

2

 

Arbutus unedo L.

Astringente, diuretico, prostatiti e cistiti, depigmentante

Diuretico

 

3

 

Artostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.

Diuretico, disinfettante delle vie urinarie, prostatite, cistite, gotta

Disinfettante vie urinarie

Disinfettante vie urinarie

4

 

Asparagus acutifolius L.

Cistiti e infiammazioni delle vie urinarie

Diuretico o disintossicante

 

5

 

Asparagus officinalis L.

Diuretico, digestivo

Digestivo

 

6

 

Buxus sempervirens L.

Purgativo, sudorifero, antifebbrile

Antifebbrile

 

7

 

Citrus limon (L.) Burm

Digestivo, dissetante, antisettico

Digestivo

 

8

 

Citrus sinensis (L.) Osbeck

Antispasmodico, aperitivo, aromatico, digestivo, sedativo

Malattie da raffreddamento

 

9

 

Cornus mas L.

 

Disinfettante, cicatrizzante

 

10

 

Crataegus monogyna Jacq. subsp, monogyna

Calmante, antispasmodico, insonnia, aritmia cardiaca, ipertensione arteriosa, spasmi dell'apparato digerente

Coadiuvante diete dimagranti come sedativo, nella cura delle vertigini

 

 

11

 

Cydonia oblonga Mill.

Regolatore funzioni intestinali

Regolatore intestino

 

12

 

Ficus carica L.

Lassativo

Regolatore intestino

 

13

 

Fraxinus ornus L.

Lassativo, emolliente, bechico

Cicatrizzante

 

14

 

Hedera helix L. subsp.helix

Catarri cronici, vie respiratorie, gotta, reumatismi, nevralgie, cellulite, sedativo, analgesico

Antinevralgico, callifugo, contro acne

 

 

15

 

Junglans regia L.

Astringente, antiscrofoloso, antidiabetico, angine, tracheobronchiti, otiti, eczema, acne, antinfiammatorio pancreas

Cicatrizzante, cura dell'acne

 

16

 

Juniperus communis L. subsp. communis

Diuretico, disinfettante urinario, stomachico, bronchiti, malattie da raffreddamento, vulnerario, lenitivo, antireumatico

 

Emmenagogo, calcoli renali

 

17

Laurus nobilis L.

 

Olio per la preparazione di pomate

Contro le punture di insetti, dolori addominali, gastrite, reumatismi, contusioni, slogature, aerofagia, calvizie..

Asma, nevralgie, lombaggine e dolori articolari

18

 

Lavandula latifolia Medik.

Antisettico, vulnerario, antispasmodico, calmante per la tosse

Antitussivo, stomachico, per rinfrescare l'alito

 

19

 

Malus domestica (Borkh.)

Regolatore intestinale, malattie da raffreddamento

Problemi intestinali, malattie da raffreddamento, infiammazioni cutanee, malattie respiratorie

 

20

 

Nerium oleander L.

starnutatorio

Starnutatorio

 

21

 

Olea europaea L. subsp. europaea

Amaro, febbrifugo, ipotensore, antispasmodico, ipoglicemizzante, nevralgia del trigemino, diuretico, antisettico, vasodilatatore, antiossidante, pressione arteriosa, broncodilatatore, antipiretico, diuretico

 

Irritazioni da punture di insetti, per sciogliere i tappi di cerume, nelle bronchiti.

Mialgie, avvelenamenti, malattie del fegato e della pelle, come eccipiente e solvente di medicinali

22

 

Prunus avium L.

Diuretico, lassativo, gotta

Gotta, lassativo, diuretico

 

23

 

Prunus spinosa L.

influenza

Malattie da raffreddamento

 

24

 

Punica granatum L.

Infezioni gastrointestinali, astringente, circolazione

Astringente

astringente

25

 

Pyrus communis L.

 

Fettine come cicatrizzante

 

26

 

Robinia pseudacacia L.

Purgante, colagogo

 

Dolori addominali

 

27

 

Rosa canina L.

malattie renali, della vescica, del diabete, lassativo, diuretico, malattie della pelle, cefalea

 

Dolori gastrici, coliche renali

 

28

 

Rosa sp. pl.

 

Cicatrizzante

 

29

 

Rosmarinus officinalis L.

disturbi dispeptici, contro i reumatismi muscolari o articolari.

Digestivo, contro i reumatismi., calvizie, asma e malattie da raffreddamento

 

 

30

 

Rubus ulmifolius Schott

Malattie della gola

 

Disinfettante cicatrizzante, ascessi dentari, contro l'acne , contro il mal di gola.

 

 

31

 

Ruscus aculeatus L.

Microcircolazione

Digestivo

 

32

 

Salvia officinalis L. (coltivata)

Aromatico, antidrotico, emmenagogo, antidiabetico, antiossidante

Scopo digestivo, gastrite, acidità di stomaco , disturbi intestinali, mal di gola, sbiancante denti

Essenza curativa delle diarree e della circolazione sanguigna

33

 

Sambucus nigra L.

Diuretico, diaforetico, emetico, purgativo, malattie da raffreddamento

Cura ascessi, contro acne, per scottature e infiammazioni cutanee, dolori artritici, tosse, contusioni, pediluvi.

Disturbi intestinali, paralisi degli arti. Contro acne, scottature e infiammazioni

34

 

Sorbus aucuparia L.

Antidiarroico, astringente, antinfiammatorio

Frutti come lassativo mentre i frutti cotti come astringenti

 

35

 

Thymus serpyllum s.l.

Antisettico, diuretico, contro il meteorismo, per la microcircolazione

Digestivo, gonfiori addominali

 

36

 

Tilia cordata Mill.

Diaforetico, emolliente, antispasmodico, vie biliari, dispepsia

Tosse, bronchiti

 

37

 

Tilia platyphyllos Scop. subsp. platyphyllos

Diaforetico, emolliente, antispasmodico

 

Tosse, bronchiti

 

38

 

Ulmus minor Mill. subsp.minor

 

Disinfettante, emostatico

Infiammazioni cutanee, emostatico, cicatrizzante

39

 

Vitis vinifera L.

Astringente, diuretico, disturbi della menopausa, cellulite

Problemi intestinali, tosse, raffreddore, coliche epatiche e renali

Anticatarrale, lassativo, diuretico, coliche epatiche e renali, contro i reumatismi

 

Si è visto come molti usi presenti nella provincia di Rieti, sebbene non supportati ancora da studi scientifici specifici e non presenti nella letteratura, siano comunque diffusi in molti luoghi del territorio nazionale oppure facciano parte del bagaglio di conoscenze di erboristi o di fitoterapisti, come si evince da ricerche su internet e su vari testi. Tale indagine evidenzia in ogni caso una totale novità rispetto a quanto si trova in letteratura o su siti internet relativamente alle seguenti 17 specie e ai loro usi della tradizione popolare reatina:

 

Tabella 2: Usi popolari sconosciuti alla letteratura e al web di specie presenti nel territorio reatino

 

 

SPECIE

USI SCONOSCIUTI

1

 

Cornus mas L.

Disinfettante, cicatrizzante

2

 

Crataegus monogyna Jacq. subsp, monogyna

Coadiuvante diete dimagranti

3

 

Fraxinus ornus L.

Cicatrizzante

4

 

Hedera helix L.

Callifugo, contro l’acne

5

 

Junglans regia L.

Cicatrizzante

6

 

Juniperus communis L. subsp. communis

Emmenagogo

7

 

Laurus nobilis L.

Punture di insetti, dolori addominali, gastrite, aerofagia, reumatismi, contusioni, slogature, calvizie.

8

 

Olea europaea L.

Irritazione da punture di insetti

9

 

Pyrus communis L.

Cicatrizzante

10

 

Rosa sp. pl.

Cicatrizzante

11

 

Rosmarinus officinalis L.

Calvizie, malattie da raffreddamento

12

 

Rubus fruticosus s.l

Acne, cicatrizzante, disinfettante

13

 

Ruscus aculeatus L.

Digestivo

14

 

Salvia officinalis L. (coltivata)

Digestivo, gastrite, disturbi intestinali, disinfettante vie respiratorie, sbiancante denti

15

 

Sambucus nigra L.

Ascessi dentari, acne, scottature e infiammazioni cutanee, dolori artritici, disturbi intestinali

16

 

Ulmus minor Mill subsp.minor

Infiammmazioni cutanee, emostatico, cicatrizzante

17

 

Vitis vinifera L.

Malattie da raffreddamento, reumatismi (vinacce)

 

CONCLUSIONI

Le interviste sul campo, le analisi dei testi, volumi e documenti antichi nonché lo studio della letteratura e della normativa italiana riguardante le piante officinali medicinali hanno mostrato come su circa 39 specie arboree, arbustive e suffruticose circa presenti nella provincia di Rieti e qui utilizzate a scopo curativo, solo 35 vengono citate nella letteratura, anche per usi diversi, e 17 specie risultano non conosciute nella letteratura ufficiale ed invece usate nel reatino come piante medicinali. In particolare non risulta noto l'uso disinfettante di Cornus mas L. cosi come l’impiego cicatrizzante di Juglans regia L., di Fraxinus ornus L., di Pyrus communis L., di Rosa sp. pl., di Robus fruticosus s.l., di Ulmus minor Mill. subsp. minor. Non è noto alla letteratura l’uso coadiuvante nelle diete dimagranti di Crataegus monogyna Jacq. subsp. monogyna, l'uso callifugo di Hedera helix L, l’impiego contro l’acne di Hedera helix L., di Robus fruticosus s.l., di Sambucus nigra L., l’uso emmenagogo di Juniperus communis L., contro le punture di insetti di Laurus nobilis L. e di Olea europaea L., contro infiammazioni cutanee di Ulmus minor Mill., di Sambucus nigra L., contro le malattie da raffreddamento di Vitis vinifera L., di Rosmarinus officinalis L., di Salvia officinalis L., contro i dolori e problemi intestinali di Laurus nobilis L., di Salvia officinalis L., di Sambucus nigra L., come antireumatico di Laurus nobilis L., di Sambucus nigra L., di Vitis vinifera L., contro contusioni e slogature di Laurus nobilis L., contro la calvizie di Laurus nobilis L., di Rosmarinus officinalis L., contro gli ascessi dentari di Sambucus nigra L.

Lavori specifici ed approfonditi inerenti l'utilizzo delle piante a scopo curativo e medicinale nella tradizione popolare della Provincia di Rieti sono a tutt'oggi assenti.

E' dunque questo un lavoro di raccolta di dati e informazioni utili per sottrarre all'oblio della memoria alcuni aspetti della cultura di un popolo e anche quello di suggerire, attraverso il recupero di conoscenze e tradizioni antiche sulle piante una via diversa per studi sulla diversità vegetale di un territorio e sulla sua salvaguardia nonché quello di fornire degli spunti per indagini più approfondite nel campo medico e farmacologico.

 

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Contiene il regolamento di applicazione della legge del 6 Gennaio 1931, n°99

Regio Decreto 26 Maggio 1932, n.772,

Regio Decreto 30 marzo 1933, n. 675 Ha apportato delle modifiche al regolamento di applicazione della legge


DOCUMENTI ARCHIVISTICI:

AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.18

AsRi, sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Categoria VII, busta 114

AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat. VII, busta 114, fasc 40

AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat. VII busta 114, fasc 41

AsRi, Raccolta bandi e editti, busta n.4, bando n. 362

AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.15

AsRi= Archivio di Stato di Rieti

 

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www.salute.gov.it

 

FOTO SPECIE VEGETALI:

Archivio privato App. Sc. Aldo Papi della Scuola forestale Carabinieri di Cittaducale

 



[1] Le notizie di seguito riportate hanno un solo fine illustrativo, non sono state verificate sperimentalmente,  per cui si raccomanda di evitare l’uso delle piante cosi come riportato dalle testimonianze degli intervistati o desunto dalla letteratura locale.

[2]   Il binomio Thymus serpyllum L. in senso stretto si applica ad una specie diffusa nell’Europa Centrale e in Scandinavia e estranea alla flora italiana: le indicazioni vanno riferite a numerose specie presenti nel nostro territorio nel loro complesso che si presentano in forma abbastanza simili (Thymus glabrescens Willd. subsp. decipiens, Thymus longicaulis C. Presl subsp. longicaulis, Thymus praecox Opiz subsp. polytrichus.).

[3]  FRASCHETTI - Il valore curativo dell'uva in Sabina Agricola Anno III n. 2 Febbraio 1930- VIII

[4]AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.18

[5] AsRi, sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Categoria VII, busta 114

[6] AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat. VII, busta 114, fasc 40

[7] AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat. VII, busta 114, fasc 41

[8] AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.18

[9] Cittaducale ed il suo circondario fecero parte della provincia di Aquila degli Abruzzi fino al 1927 quando passarono nella Provincia di Rieti

[10]AsRi, Raccolta bandi e editti, busta n.4, bando n. 362

[11]AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.15

[12]AsRi, Sottoprefettura Cittaducale, Serie I, Cat.15, busta146, fasc.18