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Rivista tecnico-scientifica ambientale dell'Arma dei Carabinieri                                                            ISSN 2532-7828

FLORA 
FAR FIORIRE IL DESERTO
08/10/2015
di Salvatore Santangelo


 
 
 
 

“Pianterò nel deserto il cedro, l’acacia, il mirto e l’albero da olio” (Isaia 41,19): nella tradizione ebraica piantare un albero è simbolo di pace, di fratellanza e di amore verso la terra: rappresenta la continuità della vita. Queste sono le radici culturali da cui è germogliato il Keren Kayemeth LeIsrael (KKL) la più antica organizzazione ecologica al mondo. Fondata nel 1901, da oltre un secolo la sua mission è lo sviluppo, la bonifica e il rimboschimento della Terra di Israele.
Il suo know-how e la valorizzazione delle risorse esistenti hanno contribuito a trasformare ampie zone desertiche in terra verde.
Questa organizzazione è leader nello sviluppo di tecnologie e competenze in molteplici settori: dall’agricoltura alla selvicoltura, dalla ricerca scientifica, alla lotta alla desertificazione, sino al trattamento e allo sfruttamento delle risorse idriche. I contributi di ricercatori e scienziati israeliani non vengono utilizzati solo in Israele, ma sono considerati un vantaggio prezioso a favore di tutta l’umanità, come testimoniano le numerose collaborazioni con i Centri di ricerca e sviluppo di numerose Università sparse un po’ ovunque nel mondo. Ricerca e sviluppo significa coltivare la ricerca di nuove opportunità e perseguire lo sviluppo delle risorse a sostegno della società. Infatti, a ricerca svolge un ruolo essenziale per l’ambiente, per Israele e per il mondo e il KKL Italia Onlus ha sposato come proprio progetto nazionale lo sviluppo di tre di questi nuovi centri a Ramat HaNegev, a Aravà e a Besor.
Nuove tecnologie, posti di lavoro in settori d'avanguardia, nuove prospettive di vita e nuove risorse: queste strutture mirano a risolvere aspetti cruciali della lotta alla desertificazione, questioni agricole comuni agli contadini, sviluppano avanzate tecnologie di produzione della vegetazione in regioni critiche e permettono la nascita di nuovi prodotti. Salvaguardare il pianeta, attraverso l’amore per la natura e l’ambiente, è il messaggio di pace del KKL.
Il verde israeliano è la prova concreta di come questa organizzazione investa le proprie risorse in un ampio programma ecologico e ambientale: porta avanti un progetto forestale senza precedenti, un miracolo che vede piantati oltre 250 milioni di alberi dove foreste e boschi combattono la desertificazione, migliorano l’equilibrio del carbonio nell’ambiente, mitigano il cambiamento climatico, accrescono la biodiversità. Gli alberi prevengono l’erosione del suolo, formano una barriera contro i gas nocivi, riducono la velocità del vento, aiutano a combattere l’effetto serra.
Il deserto è un ecosistema unico, normalmente non caratterizzato da foreste: “Savannization” significa piantare singoli alberi o piccoli gruppi in aree in cui le condizioni climatiche non consentono normalmente a queste specie di crescere senza un intervento umano. La loro sopravvivenza è basata su tecniche di raccolta avanzate in grado di catturare il deflusso delle acque piovane nei crinali e nei Liman: dighe arboree che creano bacini rinforzati in grado di canalizzare le risorse idriche. È così che il KKL dona la vita a vaste distese aride, trasformando il deserto in terreno fertile anche per le coltivazioni che daranno poi sostentamento alle popolazioni locali. Nuove comunità, parchi, sentieri, strade sicure, punti verdi e di incontro per famiglie, polmoni verdi aperti ad attività adatte a tutta la popolazione, dai bambini agli adulti sino ai diversamente abili ai quali sono dedicati siti completamente accessibili.
Il KKL opera nel risanamento dei fiumi inquinati e i dei suoi spazi adiacenti, dalla rimozione degli agenti inquinanti al restauro paesaggistico, dalla conservazione del suolo sino alla progettazione e allo sviluppo di parchi, sentieri e altre infrastrutture per le attività ricreative future. Bacini e dighe forniscono acqua per le coltivazioni, gli allevamenti ittici e arricchiscono le falde sotterranee. Nelle aree paludose le opere di drenaggio e di bonifica attuate permettono di recuperare migliaia di ettari da destinare all’agricoltura: prendersi cure delle acque dona vita e vantaggio alla terra.
Il KKL è anche una fonte di scambi internazionali operativo nella risoluzione di vari problemi ambientali in tutto mondo. È sbarcato in Etiopia, in aiuto alle popolazioni indigene che attraverso nuove piantagioni di pomodoro, sementi e metodi condotti dagli esperti, permetterà ai piccoli agricoltori di ottenere e vendere raccolti significativi. La ricerca portata avanti sulla disinfestazione biologica ha debellato la grave piaga delle vespe in Australia, che aveva causato la distruzione delle piantagioni di eucalipto. In Ruanda, gli esperti israeliani istruiscono la popolazione locale offrendo loro una formazione agricola e ambientale.
Nell’ambito del progetto Olive Tree Route promosso dall’Unesco e dal Consiglio Europeo, nella Foresta delle Nazioni a Gerusalemme, vengono piantati alberi dai Capi di Stato di tutto il mondo. Il KKL pianta e dona alberi in ricordo di eventi passati, in onore o memoria di coloro che si sono distinti per meriti o per celebrare ricorrenze, sia tristi che liete, come segno tangibile di amore verso la natura.
Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 il KKL avrà la sua più grande occasione per mostrare al mondo le molteplici eccellenze israeliane, infatti è partner del Padiglione dello Stato di Israele presso Expo Milano 2015 (oltre ad aver contribuito a curare una parte dei contenuti è presente con delle sue istallazioni).
Fields of Tomorrow è il tema che declina la partecipazione di Israele e allo stesso tempo un concetto molto più ampio. “I campi di domani” rappresentano il viaggio simbolico nell’ingegneria agricola verso una straordinaria visione del futuro: 2.369 metri quadri creati per enfatizzare e promuovere la forza tecnologica israeliana, il giardino inclinato sarà il fiore all’occhiello del Padiglione: la parete dall’impatto visivo di forte spettacolarità evoca lo spirito avveniristico, in linea con la forte spinta innovativa che caratterizza Israele.
La parete coltivata con una varietà di cereali e altri prodotti alimentari “made in Israel”, offriranno l’alternanza di un mosaico di odori, colori e texture simulando un campo i cui fiori e colori cambieranno con il passare delle stagioni. Grazie al sistema di irrigazione a goccia, verrà consentita un’ottimale coltivazione avvalorando l’avanguardia delle tecniche agricole e la gestione efficiente delle risorse idriche di cui Israele dispone. La fusione del giardino inclinato con lo schermo a led sarà il connubio perfetto tra natura e tecnologia.
La struttura del Padiglione Israele offrirà ai visitatori un’esperienza avvolgente, dall’hi-tech ai filmati che narrano i piani di rimboschimento portati avanti dal KKL e la lunga storia dell’agricoltura israeliana sino al viaggio culinario che permetterà un’immersione in una cucina, che riflette le molte “immigrazioni” ebraiche che compongono oggi Israele.