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Maj. Antonio Oliveira(portuguese delegation)

Eccellenza, autorità militari e civili, colleghi e amici delle forze FIEP e delle altre componenti di polizia qui presenti oggi. Un cordiale saluto anche da parte del Comandante della Guardia Repubblicana Nazionale Portoghese. Partecipare a questa conferenza è per me e per la Guardia Repubblicana Nazionale un grande onore e motivo di orgoglio. Innanzi tutto vorrei presentare brevemente la Guardia Repubblicana Nazionale. La Guardia Repubblicana Nazionale (GRN) fu istituita nel 1801 come Guardia Reale di Polizia. Oggi è un’Arma con circa ventiseimila militari - uomini e donne - responsabili, in quanto polizia, del 90 per cento del territorio nazionale e del 50 per cento della popolazione in un’ area disseminata di mille accantonamenti. Di conseguenza, essa costituisce l’unica forza che occupa fisicamente l’intero paese (in effetti si sovrappone alla Polizia Civile) dove è impegnata anche a garantire il controllo dei confini, sia di terra che di mare, con un sistema di controllo delle coste e delle postazioni di frontiera. Non ripeterò mai abbastanza che la Guardia Repubblicana Nazionale è una “forza di sicurezza costituita da militari organizzati in un Corpo speciale di truppe”, (1 articolo della legge sull’organico).

In tempo di pace la Guardia Repubblicana Nazionale dipende dall’amministrazione del Ministro degli Interni e dal Ministro della Difesa. In caso di guerra o in situazioni di crisi, può essere messa alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore delle Forze armate. In questa maniera la GRN, pur essendo un Corpo Miliare di Sicurezza, è simultaneamente parte delle Forze Militari grazie alla sua natura militare e delle Forze di Sicurezza per via della sua funzione primaria. In questo contesto, vale la pena sottolineare che gli appartenenti alla Guardia Repubblicana Nazionale sono militari, soggetti allo Statuto dei Militari stabilito dalla legge n. 11/98 dell’11 giugno esattamente come il personale delle Forze armate. Di conseguenza sono soggetti alla condizione di militare con le relative restrizioni dei diritti, libertà e garanzie costituzionali. Questo è un fattore di ulteriore credibilità, atto a garantire l’integrità e l’operatività dei sistemi di sicurezza interna, anche, o forse essenzialmente, in situazioni di grande instabilità politica e sociale. A causa della sua natura, la Guardia è integrata nell’Associazione FIEP che comprende le gendarmerie europee delle quali darò una breve descrizione. Come tutti sanno, le Forze di polizia di natura militare sono nate dalla rivoluzione francese e costituiscono un’entità ibrida, un misto di Forze armate e di polizia civile.

La loro principale caratteristica sta nel fatto che le missioni delle gendarmerie sono simili in tutti i paesi dove esistono due tipi di polizia e riguardano cinque aspetti principali: - mantenimento dell’ordine pubblico; - controllo del traffico e fiscalizzazione; - aiuto e salvataggio delle popolazioni; - sicurezza (incluse le operazioni di sicurezza delle alte cariche e la sorveglianza dei punti sensibili); - militare (onori militari e tutto ciò che deriva dalla protezione delle aree in retroguardia e quelle ivi collegate, a complemento delle Forze armate). Oltre ai suddetti aspetti, si devono considerare anche i seguenti compiti: la lotta contro l’evasione fiscale, la salvaguardia della natura, le investigazioni criminali, la sorveglianza ed il controllo fino a dodici miglia di mare territoriale, il sostegno alle popolazioni non protette ed il supporto della politica estera dello stato. 54 Per le suddette ragioni, secondo la mia opinione, le guardie sono le forze di sicurezza maggiormente in grado di svolgere le missioni relative allo sviluppo congiunturale e ai cambiamenti strategici, sia all’interno sia nelle missioni di pace.

Come possiamo capire, le missioni di pace comportano un sempre crescente grado di complessità e possono genericamente essere definite come segue; - operazioni che si sviluppano nell’ambito dell’ONU; - conformità al mandato approvato dal Consiglio di Sicurezza; - contano sul consenso delle parti interessate. Sono istituite per aiutare a controllare e risolvere i conflitti e sono collettivamente finanziate dagli stati membri che provvedono a fornire l’equipaggiamento e le risorse necessarie su base volontaria. Malgrado la ridotta dimensione geografica, il Portogallo ha assunto le proprie responsabilità su questa questione. Dopo una prima partecipazione, come osservatori, di ufficiali e sergenti alla missione ONU in Angola (UNAVEM e MONUA), la Guardia Repubblicana Nazionale ebbe la responsabilità di inviare un’unità di polizia speciale integrata nelle UNTAETs CIVPOL a Timor Est; come osservatori di polizia a Timor e nello Zaire e, più recentemente, un sottoraggruppamento, integrato nel Reggimento MSU in Iraq, nella zona di responsabilità (AOR) della Joint Task Force italiana (ITJTF), con un assetto diverso rispetto alle missioni precedenti.

Dato che questa era solamente la seconda volta che la GRN inviava una forza autonoma fuori dal territorio nazionale, fu posta la massima attenzione alla sua preparazione. Tutto fu pianificato con estremo rigore; dalla preparazione delle truppe, con base nelle unità della riserva, alla selezione dei materiali e degli armamenti, fino all’invio e al sostentamento della forza. Vale la pena chiarire che tutti eravamo perfettamente consapevoli della complessità dell’esperienza sul territorio iracheno e, dopo aver esaminato le informazioni ricevute, avevamo una buona conoscenza della situazione che avremmo dovuto affrontare. Tutti i dati e le informazioni disponibili che ci permisero di svolgere una pianificazione dinamica per affrontare e rispondere ai problemi che avremmo incontrato nel teatro delle operazioni (TO) furono presi in attenta considerazione per la preparazione e l’invio della Forza.

Sappiamo che: - l’Iraq continua a vivere momenti di grande incertezza, specialmente nel centro e nel nord del paese, e molti attacchi terroristici sono stati eseguiti con ordigni esplosivi improvvisati (IED), armi piccole e attacchi suicidi. Ciò ha fatto sì che le Nazioni Unite e le organizzazioni non governative abbandonassero il territorio; - nell’area di responsabilità della Joint Task Force italiana, la situazione iniziata il 12 novembre è estremamente incerta, al contrario di quella esistente fino a quel momento; - esistono forti sospetti che vi siano celle terroristiche attive nella provincia dello Dhi Khar e che queste siano sostenute da elementi della popolazione locale; - le tribù, i partiti politici ed i capi religiosi costituiscono un ulteriore fattore di rischio considerata la possibilità del loro coinvolgimento in conflitti, sia tra loro sia contro le Forze alleate, anche se si pensa che la maggior parte di essi sia favorevole alle Forze alleate; - il crimine non rappresenta una minaccia diretta per le forze alleate, ma deve essere combattuto efficacemente per creare un’atmosfera di tranquillità tra la popolazione; - le condizioni economiche e sociali sono molto precarie e la disoccupazione è molto elevata: ciò costituisce un fattore destabilizzante, anche se le Forze alleate non hanno la capacità di risolvere la situazione; - la polizia locale è molto screditata e, con l’avvicinarsi del trasferimento del potere alle autorità locali, è necessario puntare ad una preparazione in conformità agli standard accettati e riconosciuti a livello internazionale; - l’ambiente influenza fortemente lo svolgimento della missione.

Considerato che i fattori che influiscono sulla missione sono stati esaminati durante la fase di preparazione, possiamo ritenere che dopo i primi quattro mesi sul territorio iracheno l’attività della forza della Guardia Repubblicana Nazionale, integrata nella MSU, nell’operazione “Antica Babilonia”, abbia fatto emergere in maniera inequivocabile il plusvalore rappresentato dal fatto di essere una forza di sicurezza di natura militare e l’incremento che ciò conferisce all’attività di polizia svolta. In effetti, la MSU, considerata nel suo insieme e grazie alla sua prontezza, alla disponibilità degli elementi militari (conseguenza dei principi di acquartieramento e della condizione militare come pure della vicinanza alla popolazione irachena) ha sempre saputo rispondere ai vari incidenti in maniera corretta e in tempo reale, guadagnandosi il rispetto delle varie entità presenti nel teatro delle operazioni, della polizia locale e della popolazione. L’esperienza in Iraq ha richiesto molto impegno, ma ha dato anche molte soddisfazioni mettendo alla prova le nostre capacità, agilità e flessibilità, in vista dei cambiamenti dello scenario in cui viviamo.

Dal suo arrivo in Iraq, il sottoraggruppamento Alfa della Guardia Repubblicana Nazionale ha potuto contare come vettore fondamentale sulla collaborazione dei Carabinieri e della polizia militare della Romania, parte integrante della MSU. Oltre all’integrazione nel Battaglione della Compagnia Operativa, abbiamo posizionato elementi militari nelle file del supporto logistico e nelle cellule dello stato maggiore e ciò ha facilitato l’integrazione della Forza Portoghese all’interno dell’Unità. In breve, possiamo dire che l’attività svolta è stata molto intensa, diversificata e arricchente, considerati le condizioni e il rischio verificatisi nell’area di responsabilità. Dobbiamo sottolineare quanto segue riguardo all’attività della Forza Portoghese: - le operazioni di pattugliamento a piedi o a cavallo, specialmente a An Nassiriyah, ma anche fuori dalla città, su itinerari segnati precedentemente; - le azioni di monitoraggio e di guida svolte dalla polizia locale per mezzo di un pattugliamento congiunto, sia diurno sia notturno; - la creazione di check points nelle operazioni precedentemente pianificate o inaspettate: - i convogli destinati ai diversi organismi dello stato maggiore; - la sicurezza fisica dei servizi della base Libeccio e la collaborazione per la sicurezza della base medesima; - le operazioni per il mantenimento dell’ordine pubblico e il monitoraggio delle manifestazioni: - congiuntamente ad altri elementi della MSU, alla polizia locale sono state insegnate le nozioni di base sui seguenti argomenti: diritto internazionale di base, diritto alla vita, divieto di tortura, violenza domestica, libertà di movimento, etica e valori di polizia, armi da fuoco, procedure di pattugliamento e di arresto.

Dopo due settimane di corso, la MSU ha svolto attività di monitoraggio, ‘mentoring’ e addestramento sul campo; supporto sanitario della popolazione; svolgimento di varie operazioni congiunte, sia con l’unità di manovra sia con il GIS; supporto e sicurezza del Battaglione Coreano nell’apportare miglioramenti alle condizioni di sicurezza della polizia locale. L’operazione “Antica Babilonia” è servita a consolidare la tesi, che già avevamo formulato, dell’importanza delle Forze di polizia di natura militare negli scenari di stabilizzazione e gestione delle crisi. Effettivamente, le unità integrate di polizia, una specie di MSU, dispongono di condizioni privilegiate per promuovere la transizione e stabilire il collegamento tra i compiti attribuiti alle Forze armate e i compiti propri della gestione civile delle crisi. Il rapporto privilegiato mantenuto con le Forze armate, abbinato ad una preparazione specifica, non solo a livello della sicurezza e dell’ordine pubblico, ma anche a livello delle tecniche di avvicinamento alla popolazione e alla società civile in generale, è condizione essenziale in missioni come questa e dovrebbe essere esplorato al massimo e integrato nella dottrina esistente.

Ristabilire la legalità e l’ordine pubblico e creare un ambiente sicuro è condizione indispensabile per il consolidamento della pace e richiede, oltre alla collaborazione permanente con le autorità giuridiche e di polizia locali, interventi più massicci di quelli svolti da Forze del tipo della gendarmeria. Ciò perché la nostra missione all’estero si svolge, specialmente nel caso dell’Iraq, in condizioni politiche e sociali altamente instabili con un alto grado di minaccia e rischio, favorevole allo sviluppo di attività criminali e terroristiche che devono essere prevenute e combattute, se necessario, con grande decisione e determinazione e con gli strumenti posseduti da unità del tipo MSU. Conclusioni La missione della Forza Portoghese può essere considerata estremamente positiva, sia dal punto di vista personale sia da quello professionale. Quando la Guardia Repubblicana Nazionale fu incaricata di questa missione, era perfettamente consapevole delle difficoltà che l’attendevano, ragione per cui puntò tutto sulla preparazione della Forza da inviare.

Dall’attenta selezione del personale alla definizione dell’equipaggiamento e dell’armamento, tutto fu concepito, analizzato e pianificato in funzione del grado di rischio, della minaccia e delle caratteristiche geografiche, umane, politiche e sociali della zona delle operazioni. Malgrado ciò, abbiamo sentito la mancanza di alcuni materiali, essenzialmente a causa della necessità di dover optare per il materiale che consideravamo essenziale, in vista dei limiti di spazio e delle capacità d’invio dei mezzi disponibili. Grazie ad una preparazione accurata e alla sua determinazione e disciplina, la Guardia Repubblicana Nazionale ha saputo integrare lo spirito della MSU svolgendo i compiti della missione con grande capacità e professionalità. Abbiamo avuto la capacità di rispondere in maniera positiva alle necessità che si presentavano in ogni circostanza, sia in missioni di pattugliamento sia nei convogli, come pure nell’applicare le misure di sicurezza e protezione nell’operazione Libeccio o in missioni di grande pericolo come la detenzione di persone sospettate di collegamenti con il precedente regime e sostenitori della rete terroristica; oppure quando si addestrava la polizia locale e nelle operazioni di salvaguardia del patrimonio archeologico e culturale svolte dall’unità di manovra, o in operazioni per il mantenimento dell’ordine pubblico, o ancora, nell’organizzazione del supporto medico e sanitario. Quanto detto giustifica il fatto che queste missioni, o le missioni future nell’ambito della Polizia Europea, debbano essere costituite e integrate in una capacità di risposta efficace in situazioni simili a quelle che possono verificarsi nei conflitti armati e nella conseguente stabilizzazione.

Le Forze di sicurezza di natura militare possiedono tutte le caratteristiche di forze capaci di agire da collegamento tra la popolazione e le Forze armate in situazioni di conflitto, di intervenire nel mantenimento dell’ordine pubblico, compito che non appartiene alle forze armate nè alla polizia civile, per ragioni più che ovvie le prime, e le seconde perché in situazioni di conflitto non possiedono le condizioni minime di sicurezza per poter agire. Inoltre hanno la capacità di agire in tutte quelle missioni con compiti propri della fase post conflittuale, quando pace e fiducia non sono ancora state riconquistate. La MSU presente nel teatro delle operazioni, grazie alla sua specifica preparazione, non solo per quanto riguarda l’ordine pubblico e l’investigazione criminale, ma anche relativamente alle tecniche di avvicinamento alla popolazione e alla società in generale, dispone di condizioni privilegiate per promuovere la transizione dell’autorità e stabilire un collegamento tra le competenze delle Forze armate e i compiti specifici della gestione civile delle crisi. Possiamo affermare che la nostra esperienza in Iraq, integrata nella MSU con i nostri compagni Carabinieri e con la Polizia Militare Rumena, malgrado il livello di rischio insito nella missione, è stata più che positiva considerato che gli obiettivi fissati dalla Guardia Repubblicana Nazionale sono stati pienamente raggiunti. Rispetto alle missioni alle quali l’Unione Europea potrebbe essere chiamata ad intervenire con l’unità di Polizia Integrata, comprendiamo che, così come avvenuto a Lucerna, dobbiamo effettuare più esercitazioni per consentire una valutazione ed un miglioramento delle procedure, oltre a consentire la conoscenza personale di eventuali partecipanti.

Per concludere, vorrei parlare di alcune questioni da rivedere per facilitare l’integrazione delle forze in unità del tipo MSU: - necessità di disporre di informazione tattica, essenziale per il supporto delle operazioni per quanto riguarda minacce, conflitti e realtà sociali; - definizione precisa della lingua ufficiale e del comando della missione; - componente logistica che, per la sua importanza dovrebbe avere una maggiore partecipazione collettiva da parte dei paesi che formano l’unità; - ufficiali di postazione dei paesi che formano la MSU in cellule di stato maggiore con funzioni di comando; - maggiore decentramento dell’informazione; - maggiore impegno nell’addestramento della polizia locale, dato che un corso di due settimane è palesemente insufficiente. La Guardia Repubblicana Nazionale potrebbe, eventualmente, analizzare il proprio contributo con esperti dell’Investigazione Criminale e della salvaguardia dell’ambiente. Inoltre vorremmo vedere aumentate le capacità d’intervento della Sezione Operazioni Speciali (intervenuta insieme al GIS) e della squadra addetta a disattivare gli ordigni esplosivi. In breve, è nostra intenzione enfatizzare l’indispensabilità e il coordinamento, generatori di sinergie e di capacità più specifiche, delle Forze coinvolte, in modo che la Missione possa essere un vero successo, considerando che l’obiettivo è la creazione di un ambiente di sicurezza e di tranquillità atto a consentire, nel più breve tempo possibile, il ritorno dell’ONU e delle organizzazioni non governative per poter procedere più rapidamente verso la ricchezza e la stabilizzazione dell’Iraq restituendo il paese agli iracheni.


(*) - Maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana Portoghese.