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  • Anno 2000
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  • N. 4 - Ottobre-Dicembre
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Editoriale

Copertina del numero

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Lo studio e la conoscenza del diritto internazionale umanitario costituiscono bagaglio insostituibile nella cultura professionale dell'Ufficiale dei carabinieri. La Rassegna, da sempre attenta a questa disciplina giuridica che tende ad "umanizzare", per quanto possibile, quell'evento tragico che è la guerra, propone proprio in apertura un ponderoso articolo che si prefigge di presentare l'evoluzione di tale branca del diritto nelle mutate situazioni che quotidianamente vivono le forze di pace.

Si prosegue con la tematica delle missioni all'estero, esaminandone la problematica penale e processuale connessa che postula una indifferibile esigenza di un testo normativo ad hoc.

Dall'estero a casa nostra, per esaminare la fattispecie dell'omicidio di camorra, tramite un articolo di taglio strettamente scientifico che si avvale della statistica per tentare di operare un confronto sulle varie tipologie di questo delitto e sulla sua dislocazione sull'intero territorio nazionale.

Si passa, poi, ad esaminare il rapporto tra gli Stati Uniti e il radicalismo islamico, fonte di preoccupazione per i governi USA (e non solo) soprattutto perché questo fenomeno è visto, in larga misura, come reazione ai problemi che affliggono determinate aree geopolitiche nelle quali l'attivismo islamico - sia quello moderato sia quello estremista - si propone come alternativa al fallimento dei modelli istituzionali di matrice socialista o neo-capitalista.

L'evoluzione del quadro giuridico europeo offre l'opportunità di fare il punto sulla cooperazione di polizia, prevista dall'articolo K.1/9 del titolo VI del Trattato di Maastricht, ma relegata di fatto a un ruolo di minore importanza, di Cenerentola (per dirla con le parole di J. Monar). In realtà, in materia di giustizia e di affari interni, si è assistito spesso ad una sorta di ostracismo nei confronti dell'Istituzione maggiormente rappresentativa, il cosiddetto Terzo Pilastro. Finalmente, il Trattato di Amsterdam rilancia l'impegno comunitario in questo campo, ridefinendo il quadro soprattutto per gli aspetti collegati con la materia penale e con l'integrazione comunitaria prevista dagli Accordi di Schengen. Uno studio corposo e puntuale esamina lo status quo della situazione, formulando anche previsioni sulla imminente evoluzione: si tratta di una tematica che entra necessariamente nella formazione dell'ufficiale, ma d'interesse per tutti gli operatori di polizia i quali sono chiamati sempre più e quotidianamente a confrontarsi con la realtà europea.

Infine, per non trascurare le nostre radici ma, anzi, per riaffermare la nostra vocazione alla militarità, proponiamo un saggio su due elementi cruciali per la vitalità delle organizzazioni militari: la motivazione e il metodo.

Mi si consenta, ora, nell'atto di lasciare il Comando della Scuola Ufficiali e la direzione della Rassegna, di ringraziare i nostri fedeli lettori per l'attenzione, i fattivi suggerimenti, la partecipazione con articoli e studi alla vita della rivista la quale, destinata istituzionalmente all'aggiornamento dei Quadri dell'Arma, ha trovato benevola accoglienza anche nell'ambiente esterno.

Gen. B. Mario Mori