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  • N. 3 - Luglio-Settembre
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Editoriale

Copertina del numero


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Lo studio della criminologia ha da sempre suscitato un misto di entusiasmo, scetticismo e diffidenza. D’altra parte, un approccio globale ed efficace alla lotta alla criminalità non può prescindere dalla particolare prospettiva con cui le scienze criminologiche si interrogano e riflettono sui fenomeni devianti e delinquenziali. Questa affascinante problematica viene sintetizzata, nell’articolo di apertura, da uno dei più insigni studiosi della materia.

Segue una serie di tematiche connesse con l’approccio criminologico, in particolare uno studio sulla mediazione penale ed un breve saggio sul controllo sociale della devianza. Il primo aspetto costituisce una rilevante novità nel panorama penalistico italiano e si inserisce a pieno titolo nel campo delle diversificate - e speciali - modalità di trattamento della criminalità minorile.

L’istituto, introdotto con la riforma del processo minorile, non ha sempre avuto un’applicazione facile e costante e meriterebbe una riconsiderazione globale che ne consenta un effettivo utilizzo come strumento di prevenzione penale e sociale.

L’altro tema sottolinea, invece, la stretta interdipendenza tra dinamiche devianti e natura ed efficacia degli strumenti e delle metodologie del controllo sociale. Anche qui un approccio che non vuole essere eminentemente giuridico, ma guarda alla complessità dei moderni fenomeni sociali.

Con il successivo articolo cambiamo completamente campo di interessi e proponiamo un classico tema di diritto disciplinare militare: il concorso tra illeciti disciplinari e penali. Non possiamo sottacere come questa “giovane” branca della scienza giuridica si dimostri ancora una volta materia viva e di estremo interesse pratico e professionale. Forse meriterebbe una maggiore considerazione anche in altri contesti non direttamente legati al mondo militare.

A seguire, un articolo ci illustra i lineamenti organizzativi e funzionali dell’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze. La sinergia operativa fra le Forze armate è ormai una esigenza irrinunciabile per gli scenari geostrategici contemporanei. In questo contesto l’ISSMI rappresenta l’imprescindibile sinergia culturale e formativa che necessariamente costituisce il momento fondante del processo di integrazione interforze.

Chiudiamo questo numero con un breve saggio di storia militare che ben volentieri pubblichiamo, riprendendo temi mai dimenticati e - comunque - sempre attuali, in una prospettiva di aggiornamento professionale che vuole anche esaltare e mantenere costantemente viva la nostra cultura della militarità.

Gen. B. Mario Mori