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TERRITORIO
UN GIOIELLO DA TUTELARE
18/08/2021
di Ciro Lungo Foto di Raffaele Fusilli

L’Ente Riserva Naturale Statale Isola di Vivara e il Comando Regione Carabinieri Forestale Campania hanno siglato una convenzione per il potenziamento delle attività di sorveglianza

FOTO A - Foto di Raffaele FusilliVivara è la più piccola delle isole flegree e costituisce, insieme a Procida, il lembo periferico occidentale dei Campi Flegrei. L’isolotto si estende per circa 36 ettari, è alto in sommità 110 metri, ed è collegato a Procida, di cui fa parte amministrativamente, da un ponte. Le due isole sono la testimonianza di una serie di eruzioni avvenute tra gli 80.000 e i 5.000 anni fa, in ambiente marino poco profondo, e di almeno tre fasi di sollevamento. Significative sono la sua forma a mezzaluna, la parte del cratere che è rimasta integra e la presenza di una scala scolpita nella roccia, con base a circa 9,5 metri sotto il livello del mare, di età egeo-micenea (4.000 anni fa). L’isolotto di Vivara riveste una notevole importanza dal punto di vista ambientale e rappresenta uno degli ultimi esempi di conservazione del patrimonio naturalistico una volta comune all’intero Golfo di Napoli. Infatti, a seguito dell’abbandono delle attività agricole, condotte fino agli anni Sessanta del secolo scorso, è iniziato un processo di ricolonizzazione della macchia mediterranea di particolare interesse ecologico. L’esteso uliveto che la caratterizzava è stato sostituito da corbezzolo, mirto, erica arborea, fillirea, lentisco, varie specie di cisto, ginestra e ferula. Nei punti meno assolati sono presenti boschetti di leccio associati a roverella.

FOTO B - Foto di Raffaele FusilliUNA ROTTA MIGRATORIA

Come tutte le piccole isole del Mediterraneo, rappresenta un fondamentale punto di sosta e rifocillamento per gli uccelli migratori e per l’avifauna residente. Oltre al falco pellegrino e allo sparviere, da alcuni anni ospita l’unica colonia riproduttiva di gabbiano corso in Campania. Tra le 11 specie di mammiferi osservate, 6 sono di chirotteri. Uno studio sulle farfalle diurne ha censito 29 specie, tra le quali Charaxes jasius, la bellissima Ninfa del corbezzolo. Nel periodo 1978/1990 è stata attiva una delle più importanti stazioni mediterranee di studio della migrazione degli uccelli, coordinata dall’Università Federico II. Ha ospitato anche ricercatori britannici, greci, finlandesi, spagnoli, argentini e ungheresi. Possiede importanti testimonianze dell’antica presenza del mondo egeo, quale importante nodo di scambi nel medio-basso Tirreno, grazie anche all’originario collegamento all’isola di Procida attraverso una lingua di terra che permetteva un approdo sicuro ai navigli.

GLI EDIFICI

Sono presenti anche edifici di una certa valenza storica, che necessitano però di importanti interventi di manutenzione: un fortino di epoca napoleonica, una villa padronale con eleganti manufatti con maioliche azzurre secentesche, e la casa del colono. Nei primi anni Settanta ha rischiato di essere trasformata in un villaggio vacanze, con tanto di teatro all’aperto ed eliporto, ma anche grazie all’intervento di associazioni ambientaliste, la Regione Campania la dichiarò Oasi di Protezione della Fauna nel 1974. Nel 2002 è stata riconosciuta la rilevanza nazionale dei valori naturalistico-ambientali dell’isola e garantita la salvaguardia delle testimonianze antropologiche, archeologiche e storico-architettoniche mediante l’istituzione della Riserva Naturale dello Stato “Isola di Vivara” e di un Comitato di Gestione permanente nominato con Decreto del Ministro dell’Ambiente. Tra le finalità, anche la realizzazione di programmi di educazione ambientale, di studio e ricerca scientifica.

FOTO D - Foto di Raffaele FusilliZONA SPECIALE DI CONSERVAZIONE

Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 21 maggio 2019 l’isola di Vivara è stata designata Zona Speciale di Conservazione (ZSC) nell’ambito della Rete europea Natura 2000, di cui alla Direttiva habitat 92/43/CEE, mentre era stata già designata Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva uccelli 2009/147/CE. La sorveglianza sull’Isola è affidata all’Arma dei Carabinieri, in attuazione della “Legge quadro sulle aree protette” n. 394 del 6 dicembre 1991. A tale proposito il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha autorizzato la stipula di una convenzione tra il Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Campania” e il Commissario straordinario della Riserva dr. Gennaro Esposito lo scorso 23 gennaio. L’atto prevede che la sorveglianza venga coordinata dal Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli ed esercitata per il tramite delle Stazioni Carabinieri Forestale dipendenti. Il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli mette a disposizione la motovedetta di stanza ad Ischia e il monitoraggio degli accessi all’isola mediante sistema di videosorveglianza con terminale remoto presso la Sala Operativa 112 della Compagnia Carabinieri di Ischia.

L’Arma forestale, inoltre, intensificherà i servizi di sorveglianza durante il periodo di grave pericolosità per incendi boschivi, supporterà la Riserva nelle attività di educazione ambientale e formazione specifica per i volontari antincendio e le guide. Appena cinque giorni prima della firma della Convenzione, Procida è stata nominata Capitale della cultura italiana per l’anno 2022. Può apparire una circostanza fortunata, un segno del destino, ma era già da numerosi mesi che si lavorava al testo della Convenzione, nel convincimento che sul futuro di Vivara si giocava una sfida importante. Ed infatti collima con le finalità di educazione ambientale, studio e ricerca della Riserva il modello proposto da Procida “La cultura non Isola”, ovvero quello di una discontinuità nel territorio che possa segnare un nuovo modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. “Viva Procida che ci accompagnerà nell’anno della ripartenza e della rinascita” ha detto il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini all’atto della proclamazione