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STORIA E CULTURA
LA MAGNIFICENZA DEGLI HORTI FARNESIANI
01/07/2018
di Annalisa Maiorano

Uno dei più suggestivi percorsi paesaggistici e architettonici della Capitale, tra arte, storia e natura, riapre al pubblico dopo trent’anni


FOTO APERTURA _2018_UCCELLIERE FARNESE_1_phB.Angeli - DIDA LUNGA
A Roma una mostra celebra gli Horti Farnesiani, storici giardini nel cuore del Palatino. In primo piano la facciata delle Uccelliere Farnese dopo il recente restauro. (2013-2018)
Percorrendo la “Via Sacra”, l’asse stradale più importante e più antico della valle del Foro a Roma, così chiamato dopo che Romolo e Tito Tazio vi firmarono la pace della guerra causata dal “Ratto delle Sabine”, si arriva al Palatino, cuore verde del Parco archeologico del Colosseo, da secoli avvolto in una storia che si perde nelle nebbie del mito. Un luogo carico di ciò che fu la grandezza di Roma, dove si respira ancora la potenza di un “Impero eterno”. Proprio su questa terrazza scenografica alla metà del Cinquecento la famiglia Farnese decise di realizzare uno splendido giardino a simboleggiare il prestigio e la consolidata posizione politica e istituzionale della nobile famiglia. L’intero colle diventò così uno spazio ricco di sentieri ombrosi e piante particolari. Ad arricchire il giardino due grandi voliere per uccelli esotici.

FOTO C © ph Claudio SabatinoAgli inizi del Novecento gli archeologi che operarono sul Palatino sacrificarono gli Horti a vantaggio dei resti del Palazzo Imperiale, ancora custoditi nel sottosuolo. Oggi però il parco ha riaperto al grande al pubblico dopo oltre 30 anni, grazie ad un restauro (il cui valore ammonta a 1.554.000 euro) iniziato nel 2013 dalla soprintendenza speciale e portato avanti dal Parco Archeologico del Colosseo. Il Palatino svela così le sue bellezze con una mostra intitolata “Il Palatino e il suo giardino segreto. Nel fascino degli Horti Farnesiani” aperta fino al 28 ottobre. Grazie a questo percorso unico, i visitatori non fanno solo un tour mordi e fuggi della città eterna, ma hanno a disposizione un luogo dove poter meditare e godere della bellezza di Roma.

FOTO B_© ph stefano castellaniIL PERCORSO

L’itinerario della rassegna si snoda all’interno della vasta area archeologica là dove un tempo sorgevano gli antichi giardini. Dalla via Nova, al limite del Foro Romano, fino alle Uccelliere sul colle Palatino, una pannellistica illustrata e un'installazione multimediale immersiva realizzata nel Ninfeo della Pioggia (anch'esso chiuso dagli anni '80), accompagnano il turista nel racconto delle trasformazioni degli Horti. Il percorso di visita è concepito come una narrazione che prende avvio con le geometrie del verde volute dai Farnese, ripercorre la stagione del Grand Tour, quando i giardini nel pieno della decadenza acquisirono quel volto romantico che tanto affascinò poeti e artisti, primo fra tutti Goethe, e termina agli inizi del Novecento, quando iniziarono le indagini archeologiche.

Allori, cipressi, tassi, alberi di agrumi, rampicanti e rose damascene sono stati ripiantati suggerendo il fascino dell’antico giardino. Curata da Giuseppe Morganti, la mostra include due prestiti d’eccezione provenienti dalla collezione Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che sono stati riposizionati per la prima volta sul sito originario, ovvero le Uccelliere. Si tratta delle statue del “Barbaro inginocchiato”, in marmo nero antico e pavonazzetto all’epoca utilizzato come portavaso e di quella di “Iside fortuna”, in marmo bigio morato, che decorava una delle nicchie della scala ai lati del Teatro del Fontanone. Sempre nelle Uccelliere sono esposti anche due giganteschi busti di Daci prigionieri che, nel Seicento, decoravano il criptoportico d’accesso al Ninfeo della Pioggia.

FOTO D©Electa - DIDA LUNGA
Foto Electa - Ricostruzione con tecnologia digitale degli Horti Farnesiani al tempo del loro massimo splendore
Il Ninfeo della Pioggia, al tempo, era un’area ricreativa ideata dai Farnese ed ora è luogo di esposizione di innovative installazioni multimediali. Il progetto prevede, infatti, l’enfatizzazione del luogo mediante l’uso di accattivanti tecnologie digitali immersive, molto amate dal pubblico. Attraverso un video mapping realizzato sulla base delle fonti esaminate, viene rievocato l’aspetto originale del complesso dei giardini mediante suggestive prospettive dall’alto che ne mostrano i pergolati, i filari arborei ed i giochi d’acqua. Anche il teatro del Fontanone ha recuperato l’aspetto originario grazie al recente restauro. L’acqua ora si riversa dai tartari presenti nella parte del catino a costoloni, tracimando e ruscellando in cascatelle per raccogliersi nella profonda vasca polilobata all’altezza del pavimento del terrazzo.

Dalla balaustra, un tempo ornata anch’essa dalle statue della collezione, si gode una prospettiva mirabile dell’asse di risalita sul pendio del suo intero sviluppo della Basilica di Massenzio e di gran parte del Campidoglio, dell’Esquilino e dell’Oppio.

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Archivio fotografico PAC


"Questo è un luogo straordinario - racconta Alfonsina Russo, direttore del Parco Archeologico - dall’eccezionale valore. Il nostro obiettivo è la riapertura di tutti gli Horti Farnesiani. Il restauro - continua il direttore - ha riportato questi luoghi alla natura originaria ormai perduta da tempo. Il giardino farnesiano malgrado le tante trasformazioni, ha mantenuto il rapporto tra archeologia e natura che lo ha sempre caratterizzato. L’ufficio giardino del Parco Archeologico del Colosseo - afferma il direttore - si occupa della cura, della manutenzione e della progettazione della vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea, nonché della cura giardiniera delle aree di pregio nei siti e lungo i percorsi aperti al pubblico. L’attività di manutenzione del verde si intreccia frequentemente con l’attività di manutenzione edile, almeno per quanto riguarda la simbiosi rudere/vegetazione - dice Alfonsina Russo - in questi casi è prevista la presenza dell’archeologo e del restauratore. È quest’ultima forse la peculiarità, se non la difficoltà, che caratterizza la manutenzione di quest’area”.