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STORIA E CULTURA
Il libro su una abete che verrà
01/11/2016
di Luisa Lauricella

Ad Oslo verranno conservati alcuni manoscritti, composti oggi per essere riprodotti e letti nel 2114, quando saranno cresciuti gli abeti piantati per produrre la carta su cui stamparli

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Ogni nostro comportamento ha delle conseguenze sull’ambiente. Alcune hanno già creato danni che sopportiamo ogni giorno, come le polveri sottili o il surriscaldamento terrestre, altre mostreranno il loro effetto in futuro. È difficile ipotizzare quale sarà il mondo fra cent’anni, chi lo abiterà, quali ambienti e paesaggi qualcuno potrà scorgere dalla finestra, o se ci sarà ancora qualcuno o una qualche finestra! Se la nostra civiltà non sarà in grado di porre rimedio al surriscaldamento terrestre, alla desertificazione, alla perdita progressiva di biodiversità animale e vegetale, sarà difficile lasciare in eredità la natura che oggi possiamo ammirare.
È complicato pensare a come si presenterà il mondo fra cent’anni ed è ancora più difficile ipotizzare quali gusti avranno i nostri successori, come vorranno svagarsi. Leggere sarà ancora il mezzo per evadere dalla realtà, sognare, immedesimarsi in un altro posto, tempo e luogo? Il futuro del Pianeta e il piacere della lettura si incontrano in un progetto tanto ambizioso quanto appassionato: scrivere oggi un libro che dovrà attendere un secolo nel buio di una scatola nell’attesa che cresca l’albero che fornirà la carta su cui stamparlo.

LA NOSTRA QUOTIDIANITÀ INCIDE SULL’AMBIENTE

Piena sostenibilità e rispetto dei tempi della natura. La natura non conosce fretta, ha tempi decisamente lunghi e ben più ragionati di tanti nostri gesti tanto rapidi quanto distruttivi. Un’apparentemente innocua gomma da masticare impiegherà forse anche meno di un secondo per toccare terra dopo esser stata buttata ma 5 anni per degradarsi, una busta di plastica o le stoviglie in plastica utilizzate distrattamente in una festa, fino a 1.000 anni. Un tempo lunghissimo per riparare ai danni causati da gesti così lesivi quanto semplici da compiere. La maggioranza delle azioni che compiamo quotidianamente provoca danni all’ambiente in misure diverse e tutte contribuiscono a determinare il deterioramento della natura che ancora ci circonda. Anche la lettura, piacere fine e profondo, può incidere sugli equilibri ambientali. Uno studio del WWF accerta che per produrre un chilo di carta comune come quella utilizzata dalle stampanti, sono necessari circa 0,7 kg di cellulosa.
Per produrre un chilogrammo di cellulosa servono 0,0036 metri cubi di legno. Quindi per produrre una risma da 500 fogli di carta formato A4, dal peso di circa 80 grammi, servono 0,00628 metri cubi di legno. Da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, che secondo questi calcoli si traduce in 159 risme di carta, ossia 79.500 fogli. Per stampare un libro andrà utilizzato quindi poco meno di un albero.
L’amore per la lettura e per l’ambiente ha portato Katie Paterson ad inaugurare ad Oslo il progetto “Future library”, che nasce oggi per proiettarsi nel futuro. Nel 2014, infatti, Katie ha chiesto a famosi scrittori, pensatori e filosofi di creare opere che saranno lette nel 2114, quando gli abeti che sono stati piantati per stamparle saranno cresciuti. Sono tremila gli alberi piantati alla periferia di Oslo per questo progetto, saranno destinati a stampare cento libri, scritti oggi per un futuro lettore sconosciuto. I primi due scrittori che hanno accettato la sfida di affrontare il futuro, sono stati Margaret Atwood e David Mitchell. I loro scritti sono collocati nella biblioteca pubblica “Deichmanske”, posta in una zona di Oslo interessata da un piano di riqualificazione urbana, in attesa che trascorrano i cento anni per poter essere letti.
Fino ad allora nessuno può leggere né visionare i libri, Katie Paterson garantisce che restino al sicuro, in una sorta di bolla temporale che viaggerà negli anni e troverà la sua ultima destinazione nel 2114. I manoscritti sono conservati ognuno in una scatola sigillata, le regole impongono la massima riservatezza da parte dell’autore che non potrà svelarne il contenuto. Vige il divieto di lasciare un album solo fotografico, la lunghezza del testo invece non è imposta. Il testo deve essere consegnato sia in copia cartacea che in digitale. Ovviamente vista la segretezza e i tempi decisamente superiori alla vita dei presenti, di sicuro gli scrittori non potranno mai godere di un eventuale successo della loro opera e dipende, pertanto, dalla correttezza personale lasciare un testo qualitativamente pregevole. Le regole della Paterson non vietano però di svelare i titoli e conosciamo quello della poetessa scrittrice e ambientalista Margaret Atwood, “Scribber moon” e quello di David Mitchell “From me Flows What you Call Time”.

IMMAGINIAMO IL FUTURO COSTRUENDOLO NEL PRESENTE 2

Un secolo di attesa non è poco, immaginare un libro che sfidi i gusti e le mode dei tempi è una speranza nel futuro, una freccia luminosa che solca un futuro buio di incertezze. “Future library” è un progetto ambizioso, che troverà il suo fine ben oltre la vita dei suoi creatori. Katie Paterson non è nuova a sfide e progetti fuori dal comune e decisamente emozionali. In passato ha collaborato con geologi, futurologi, fisici e studiosi delle stelle, in particolare delle supernove. Ha convinto Osram, il noto produttore di lampadine, a produrne una che emettesse la luce della luna piena. Nell’opera “Vatnajökull (the sound of)”, è stata creata una linea telefonica attraverso cui era possibile registrare i “rumori del disgelo” attraverso un microfono, posto sotto le acque gelate di un vulcano islandese, e farli ascoltare a chi chiamasse. Progetti a volte temerari e, nel caso della libreria del futuro, che sfidano i tempi, ma legati alla natura e all’amore per essa. La Paterson per dare concretezza al suo progetto futuristico, si è impegnata nella scelta degli scrittori creando un gruppo di valutazione, il “Future Library Trust”, di cui fanno parte, oltre a lei stessa, un gruppo di personalità della cultura norvegese.
I membri restano in carica 4 anni e sono rieleggibili solo per un numero limitato di volte mentre gli scrittori possono restare a tempo indeterminato. Il romanziere Mitchell in occasione della cerimonia per la consegna del manoscritto ha dichiarato che la libreria del futuro è un barlume di speranza in un contesto generale senza troppi segnali positivi.
La Libreria rappresenta una speranza di resistenza del genere umano nel tempo.