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STORIA E CULTURA
FIAMMA E I VULCANI
17/12/2018
di Nicolò Giordano
 


A Roma una mostra di arte contemporanea ispirata alla forza rigeneratrice della Natura

FOTO APERTURAFiamma Zagara, artista di origini partenopee ma “naturalizzata” romana da diversi anni, ha una chioma rossa e fluente, una sorta di segno distintivo che sembra accomunarla, anche fisicamente, ad una parte significativa della sua produzione. Il suo percorso creativo, che spazia dal disegno alla scultura, è caratterizzato da opere di forte impatto visivo grazie alla trasformazione e ricombinazione di elementi e materiali eterogenei, pervasi da una forza in parte riflessiva ed in parte straniante.
Giganteschi troni attraversati da tubi, corrugati, tele, fili di juta ed accesi da smalti colorati; grandi opere, per lo più realizzate con materiale di scarto cui viene data una nuova vita e ricollocazione. A sottolineare il tempo difficile e incerto in cui viviamo, ove la tecnologia e il progresso ci illudono e rassicurano con la chimera del consumo, ma sottendono, invece, il caos primigenio. Una parte significativa delle opere di Fiamma Zagara è fortemente legata alle tensioni e al continuo divenire dei processi naturali e, per questo motivo, il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri ospiterà una selezione dei lavori dell’artista con la mostra “Fiamma e i Vulcani”, a partire dal 2 ottobre, presso la Sala Serviana in Via Antonio Salandra, 44 in Roma. Titolo non casuale, che gioca su diversi accostamenti e rimandi: il simbolo dell’Arma, il nome dell’artista e il suo mondo espressivo ispirato ai vulcani.

FOTO B - RIDOTTA

L’artista Fiamma Zagara utilizza per la realizzazione delle proprie opere materiali riciclati di diversa natura, dando vita ad opere dalle forme più ardite.



La mostra vuole rappresentare anche un momento simbolico di rigenerazione legato al Vesuvio, che non erutta dal 1944, ma le cui pendici sono state devastate la scorsa estate da un grave incendio, che ha in parte distrutto la vegetazione e la pineta della Riserva Naturale Statale dell’Alto Tirone, gestita dai Carabinieri Forestali. Il Parco Nazionale del Vesuvio è un luogo straordinario, fonte di ispirazione per artisti, storici e scrittori. Dal 1631 ad oggi il Vesuvio ha eruttato ben 49 volte, portando distruzione e stravolgimenti significativi ai luoghi. Un gigante che può scrollare il dorso e cancellare in pochi istanti tutto ciò che lo circonda (come ben testimoniano i resti dei siti di Pompei ed Ercolano, visitati ogni anno da migliaia di turisti). È la materiale personificazione della forza della Natura, talmente incontrollabile e devastante da non lasciare scampo. Su quelle stesse pendici, dopo il passaggio del fuoco, in questo caso purtroppo causato dalla mano dell’uomo, la vita sta riprendendo. Il bosco sta di nuovo prendendo vita tra i tronchi anneriti e nuove specie si stanno diffondendo, anche grazie alle opere di sistemazione idraulico forestale messe in atto per evitare fenomeni di dilavamento dovuti alle piogge. Si registrano i segnali di rinascita, poiché la rigenerazione è sempre insita nei processi naturali. Suggestionati dalle parole magmatica, bullicame, fratture, sulfureo, incandescenze, che fanno parte dell’immaginario dell’artista, abbiamo rivolto a Fiamma Zagara alcune domande.

Qual è, dal punto di vista artistico, il suo rapporto con la natura? 
Il mio rapporto con la natura è fortissimo ed è alla base della maggior parte delle manifestazioni artistiche, anche le più tecnologiche.FOTO C
Le emozioni, le sensazioni, i ricordi che il mare, il sole e le stelle o la terra e i crateri hanno impresso in me affiorano evidenti soprattutto nelle mie prime opere, ricche di tanti colori, anche fosforescenti, di luminosa foglia d’oro e d’argento e di materiali naturali come foglie, rami, conchiglie, pietre, lava, legni … I vulcani con le loro eruzioni, le fratture, le esplosioni, pur se in forme sempre più sintetiche e complesse, sono alla base della mia ispirazione anche quando, in un secondo momento, passo ad esprimere, oltre alla mia esperienza, la rapida trasformazione e la crisi della società contemporanea.
Ai cinque elementi del mito celeste cinese (aria, terra, acqua, fuoco, etere), si aggiungono vetro, plastica, metallo ed ogni materia dismessa, riciclabile.

In che cosa si sostanziano le sue sperimentazioni di materiali?
La sperimentazione è un momento sorprendente, per me indispensabile, perché conduce ad una continua ricerca, un percorso e un approfondimento, non solo artistico, ma psicologico, di pensiero.
Inserendo materiali di riciclo, ma spesso diversi e con l’uso del polietilene che, riscaldato, assume svariate forme e diviene un meraviglioso collante, mi piace sperimentare nuovi assemblaggi, creare nuovi effetti e realizzare opere apparentemente disarmoniche, ma sempre con una forte personalità e ricche di vita e movimento.

In che modo riesce ad interpretare, nel suo percorso creativo, i concetti di trasformazione e trasfigurazione?
Con un processo alchemico e con l’uso di colori primordiali o, in tempi più recenti, con l’oro e l’argento, realizzo una vera e propria metamorfosi di scarti di vari materiali facendo assumere loro forme nuove, talora improbabili, per suggerire, con la trasformazione della materia, che tutto cambia nella natura, in noi e nella società, in modi anche imprevedibili. Con l’alternanza dei pieni e dei vuoti, con la juta lacerata e la plastica contorta desidero trasmettere vitalità, catturare la curiosità di chi guarda e suscitare emozioni e riflessioni che possano aiutare a definire la propria interiorità.

Cosa significa per lei il vulcano?
Il vulcano è per me un archetipo che, nel momento dell’eruzione, vive una trasformazione violenta e ci mette in contatto con la materia delle origini. Il cratere è legato alla genesi della Terra, non è solo simbolo di distruzione, ma anche di rinascita: dalla lava si genera terreno nuovo, fertilissimo. Il vulcano simboleggia la crisi dell’individuo e della società che, seppur dolorosa, porta necessariamente a un rinnovamento.

Quale messaggio affida alla mostra “Fiamma e i Vulcani”?
Un messaggio di speranza, speranza nell’uomo e nelle istituzioni.
La fiamma è passione, rigenerazione, sinonimo di vita e conoscenza, elemento primario della ricerca scientifica e spirituale, ma ha anche una sua forza distruttiva, che va governata. I vulcani ci ricordano l’enorme potere della natura nel passato e nel presente, l’incessante trasformazione dell’universo. L’augurio è che, magari anche a seguito delle riflessioni suscitate dall’arte, possa nascere una maggiore sensibilità e consapevolezza del nostro patrimonio naturalistico e paesaggistico e della necessità di tutelarlo, con il contributo attivo di tutti.