Menu
Mostra menu
SCIENZE
FREQUENZE DANNOSE
30/09/2019
di Giuseppe Marsico [Ingegnere ISPRA]

Sono tuttora oscuri gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico causato dalle onde radio sulla salute umana e sull’ambiente

FOTO ALa popolazione è oggi esposta a svariate sorgenti di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, che creano il cosiddetto inquinamento elettromagnetico ambientale. Tali sorgenti sono rappresentate essenzialmente dagli elettrodotti, dagli impianti radiotelevisivi e dalle stazioni radio base per la telefonia cellulare. L’installazione di queste sorgenti sul territorio ha causato, nel corso degli ultimi decenni, un aumento della percezione del rischio da parte della popolazione riguardo all’esposizione ai campi elettromagnetici.

LE CATEGORIE

I campi elettromagnetici possono essere suddivisi in due categorie: la prima riguarda i campi elettrici e i campi magnetici a frequenze estremamente basse, come quelli emessi dalle linee di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (elettrodotti); la seconda categoria, invece, comprende i campi elettromagnetici a radiofrequenza, tipicamente utilizzati per il trasporto delle informazioni nel settore delle telecomunicazioni. In particolare, i campi elettrici e magnetici a bassa frequenza generati dagli elettrodotti presentano un’intensità che oscilla nel tempo con una frequenza di 50 Hz (50 Hertz, ovvero 50 oscillazioni al secondo). I campi elettromagnetici a radiofrequenze, invece, sono caratterizzati da frequenze molto più elevate, come nel caso della telefonia cellulare, per la quale esse variano dall’ordine dei MHz (Mega Hertz, milioni di oscillazioni al secondo) fino ai GHz (Giga Hertz, miliardi di oscillazioni al secondo). Per quanto riguarda, invece, l’intensità delle radiazioni, nel Sistema Internazionale di Misura, i campi elettrici in bassa frequenza (50 Hz) vengono misurati in kV/m (kiloVolt/metro, cioè migliaia di Volt al metro), mentre per i campi magnetici l’induzione magnetica viene espressa in μT (microTesla, ovvero milionesimi di Tesla). I campi elettromagnetici a radiofrequenza, invece, possono essere misurati come campi elettrici in V/m (Volt al metro) oppure come campi magnetici in A/m (Ampere al metro).

FOTO BLINEE GUIDA

Nel 1998 la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP) aveva emanato Linee Guida per valutare gli effetti sulla salute dovuti all’esposizione a queste tipologie di sorgenti. Le Linee Guida dell’ICNIRP, tra ’altro, stabiliscono i valori limite di esposizione per la popolazione e per i lavoratori con riferimento agli effetti sanitari accertati. Da tali effetti, però, rimangono esclusi quelli a lungo termine, peraltro i più gravi (ad esempio le leucemie infantili, i tumori cerebrali, ecc.), in quanto la comunità scientifica non ha ancora prove definitive riguardo alla loro effettiva esistenza. A livello normativo, l’Unione Europea ha adottato la Raccomandazione del Consiglio Europeo 519/1999/CE del 12 luglio 1999 che recepisce le indicazioni sui valori di esposizione dell’ICNIRP. Queste indicazioni dovrebbero essere applicate nel modo più omogeneo possibile, ferma restando la facoltà da parte dei singoli Stati di adottare normative più restrittive. In Italia la normativa nazionale ha il suo cardine nella “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” del 22 febbraio 2001, n. 36 e nei relativi decreti attuativi che recepiscono le raccomandazioni dell’Unione Europea, ma con alcune differenze per quanto riguarda i valori limite. In particolare, la protezione della popolazione dagli effetti sanitari dovuti alle sorgenti di campi elettromagnetici si articola su di una struttura di valori limite che prevede più livelli:

FOTO CLa protezione dagli effetti sanitari accertati è assicurata tramite il rispetto dei “limiti di esposizione”. La protezione dagli effetti a lungo termine, in mancanza di risultati scientificamente certi, si realizza con la definizione di “valori di attenzione”. Infine, per una progressiva minimizzazione dell’esposizione, sempre nell’ottica di una protezione da effetti a lungo termine, sono stati introdotti gli “obiettivi di qualità” rappresentati, fra l’altro, anche da valori limite di campo elettromagnetico.

Per i campi elettrici e i campi magnetici (induzione magnetica) generati dagli elettrodotti, la normativa stabilisce i seguenti valori limite:

per i limiti di esposizione:

  • 100 μT per l’induzione magnetica
  • 5 kV/m per il campo elettrico

per i valori di attenzione:

  • 10 μT per l’induzione magnetica

    per gli obiettivi di qualità:

  • 3 μT per l’induzione magnetica

FOTO D
A titolo di misura cautelare per la protezione da possibili effetti a lungo temine, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità si devono ottenere in corrispondenza di aree di gioco per l’infanzia, di ambienti abitativi e scolastici, e di luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore. Gli obiettivi di qualità si riferiscono, però, ai casi di progettazione di nuovi elettrodotti in corrispondenza di tali aree e alla progettazione di nuovi insediamenti e di nuove aree in vicinanza di elettrodotti preesistenti.

Relativamente alla normativa riguardante le radiofrequenze, invece, i limiti di esposizione presentano valori fortemente variabili in base alla frequenza dei campi stessi, mentre per quanto attiene sia ai valori di attenzione sia agli obiettivi di qualità sono stati stabiliti limiti pari a 6 V/m per il campo elettrico e 0,016 A/m per il campo magnetico.

FOTO PAG. 55 CAMPAGNA USO CELLULARI











La legge quadro, inoltre, stabilisce le competenze attribuite allo Stato, alle Regioni, alle Province e ai Comuni. Per quanto attiene al controllo e alla vigilanza sanitaria e ambientale, le competenze fanno capo alle Province e ai Comuni che si avvalgono delle Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA). In tale ambito, il Sistema delle Agenzie riveste un ruolo fondamentale tramite lo svolgimento di attività di controllo che riguardano sia le sorgenti già presenti sul territorio, sia la valutazione preventiva all’installazione di nuovi impianti. I risultati dei rilievi dei livelli di campo elettromagnetico sono inviati alle istituzioni competenti per gli eventuali provvedimenti. Si fa presente che, ai fini della riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, la lontananza dalle sorgenti gioca un ruolo essenziale. È quindi consigliabile tenersi a debita distanza e, per quanto riguarda l’utilizzo dei telefoni cellulari, si dovrebbe sempre fare ricorso agli auricolari ed evitare di tenere il dispositivo ad intimo contatto con il corpo.

Clicca QUI per i contenuti extra