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SCIENZE
ASTRO DEL CIEL
19/12/2017
di Massimiliano Razzano

Sulle tracce della stella di Natale fra arte, storia e scienza

FOTO BDurante le feste natalizie la troviamo ovunque. In cima agli alberi di Natale, nei presepi e fra gli addobbi dei negozi. È la cometa, che nei secoli è diventata uno dei simboli per eccellenza del Natale. Ma quando è nato questo simbolo? E fu davvero una cometa a guidare i Magi verso Betlemme? Da anni gli scienziati e gli storici provano a rispondere a queste domande, sforzandosi di capire cosa fu quello straordinario fenomeno astronomico avvenuto più di due millenni fa. Una lunga indagine che spazia fra arte, storia e scienza e da cui non è ancora emersa una risposta definitiva. Ma andare sulle tracce della stella di Natale ci permette anche di conoscere alcuni fra i fenomeni più spettacolari visibili nel cielo.

 

TRA STELLE E COMETE

Spesso parliamo di “stella cometa”, ma è opportuno fare una precisazione. Questa definizione è infatti fuorviante, perché in realtà le comete non sono stelle. Le stelle, come ad esempio il Sole, sono gigantesche masse di gas incandescente, che brillano grazie alle reazioni di fusione nucleare che avvengono al loro interno. Le comete sono “invece” agglomerati di polveri e ghiaccio che si muovono all’interno del Sistema Solare. Quando queste “palle di neve sporca” giungono nelle regioni interne del Sistema Solare, la luce del Sole le scalda facendone evaporare gli strati più esterni, che vanno a formare la caratteristica coda.

Le comete non sono poi da confondere con le meteore, o stelle cadenti, sebbene ci sia una relazione fra di loro. Come notato dall’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli nella seconda metà dell’Ottocento, le meteore sono frammenti lasciati dal passaggio delle comete, che possono entrare nell’atmosfera scaldandosi e generando una scia luminosa.

 

FOTO D - (Credits Philipp Salzgeber , httpsalzgeber.atastro)LA “STELLA” DI NATALE

Eppure, al contrario di quanto possiamo immaginare, la “stella” di Natale probabilmente non fu una cometa. L’unico dei Vangeli a parlarne è quello di Matteo, anche se troviamo un riferimento pure nei testi apocrifi, nel protovangelo di Giacomo. Matteo racconta di come i Magi siano partiti da Oriente per adorare Gesù dopo aver visto la sua stella sorgere a est. Non si parla esplicitamente di comete e quindi gli studiosi hanno pensato ad altri possibili fenomeni astronomici, come l’esplosione di una stella oppure un allineamento planetario.

Grazie alle leggi della fisica, possiamo calcolare con precisione il moto di stelle e pianeti e persino “tornare indietro nel tempo” per capire com’era il cielo visibile in un dato istante da un qualunque punto sulla Terra. Già nel XVII secolo Giovanni Keplero, astronomo famoso per le sue leggi sul moto dei pianeti, si era cimentato nell’impresa, scoprendo una rara congiunzione fra Giove, Saturno e Marte avvenuta nel 7 a.C..

Successivamente altri scienziati si sono cimentati in questo studio. Grant Mathews dell’Università americana di Notre Dame in Indiana, ci si è dedicato negli ultimi anni, trovando un allineamento planetario tra il Sole, la Luna, Giove e Saturno nella costellazione dell’Ariete e Venere nella vicina costellazione dei Pesci. Un evento rarissimo, che avviene solo una volta in 500mila anni. Mathews ipotizza che i Magi, sacerdoti esperti nella lettura del cielo, abbiamo capito la grandezza dell’evento e abbiano deciso di partire.

 

DOV’È LA COMETA?

Ma se gli scienziati pensano a un allineamento planetario, perché sull’albero di Natale troviamo una cometa? La risposta a questa domanda si trova a Padova nella Cappella degli Scrovegni, in un affresco dipinto da Giotto intorno al 1305. Nella sua “Adorazione dei Magi” troviamo una cometa nella scena della Natività. Si pensa che il pittore avesse preso ispirazione dal passaggio della cometa di Halley del 1301 o di una qualche altra cometa apparsa in quegli anni. Probabilmente, anno dopo anno, l’immagine della cometa fu accostata alla Natività e al Natale.

Non è strano che Giotto fosse impressionato dal passaggio di una cometa. Le comete hanno sempre affascinato l’uomo per la loro natura evanescente. Nell’antichità si pensava al cielo come immutabile, e l’apparizione di “stelle nuove” o di comete era interpretata come un fatto straordinario. Oggi sappiamo che quelle un tempo chiamate stelle novae sono violente esplosioni termonucleari (novae) o addirittura supernove, le catastrofiche esplosioni che concludono la vita delle stelle di grande massa.

Le comete erano fenomeni misteriosi, perché il loro aspetto era diverso da quello di una stella e si muovevano in cielo fino a sparire. Aristotele suggerì che fossero fenomeni atmosferici, un’ipotesi che oggi sappiamo non esser corretta.

Nella storia furono associate a grandi eventi e a sciagure. Ad esempio nel famoso arazzo di Bayeux, in Normandia, una cometa è associata alla battaglia di Hastings del 1066, che segnò la conquista dell’Inghilterra da parte dei Normanni. E nel XVI secolo una cometa apparve al re azteco Montezuma II poco prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli. Persino Shakespeare, nel suo Giulio Cesare, associa le comete alle sciagure “Quando muoiono i mendicanti non si vedono comete; i cieli stessi proclamano col furore la morte di principi”.

 

Foto satellite - buonaCAVALCANDO LE COMETE

Grazie ai progressi della scienza, oggi sappiamo che le comete sono corpi celesti formati da gas e polveri, nati dal materiale rimasto dopo la formazione del Sole e dei pianeti. Per gli astronomi sono quindi dei preziosi “fossili” che testimoniano il passato del nostro Sistema Solare. Come ipotizzato da Jan Oort nel 1950, le comete provengono da una regione, detta Nube di Oort, che si estende a una distanza compresa fra 50mila a 200mila volte la distanza media dal Sole.

Da questo enorme serbatoio, sono catturate dalla gravità dei pianeti e iniziano la loro corsa verso il Sole. Due grandi missioni spaziali sono state progettate per studiare da vicino le comete. L’europea Giotto, che nel 1986 fotografò il nucleo della cometa di Halley da circa 600 Km di distanza, e la missione Rosetta, anch’essa europea, lanciata nel 2004.

Dopo dieci anni di viaggio, Rosetta ha incontrato la cometa 67P Churimov-Gerasimenko il 6 agosto 2014. Ma l’evento più spettacolare, senza precedenti, è stato la discesa del lander Philae il 12 novembre, che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. I dati di Rosetta terranno impegnati gli scienziati per anni, ma ci aiuteranno a capire questi preziosi corpi celesti. Partendo dalla caccia alla “stella” di Natale siamo così arrivati a una storia altrettanto affascinante, che ci racconta come è nato il nostro Sistema Solare.