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RIFIUTI
TRAFFICI PERICOLOSI
22/04/2018
di Iacopo Mori

L’Arma dei Carabinieri blocca un vasto traffico illegale di rifiuti pericolosi. Intercettazioni shock. Guadagni illeciti per 26 milioni di euro e truffa da 4 milioni ai danni della Regione Toscana

rifiutiACi mancavano anche i bambini che vanno all’ospedale…che muoiano!” dice in livornese uno degli indagati ora arrestato, riferendosi alla vicinanza di una discarica alla scuola. “Mi importa una sega dei bambini che si sentono male”, prosegue l’indagato, “io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti”. Frasi terribili che nessuno vorrebbe mai ascoltare, stralcio di alcune intercettazioni ambientali emerse durante le indagini condotte dall’Arma dei Carabinieri, che hanno portato a smascherare un vasto traffico illecito di rifiuti e che sottolineano la gravità dell’attività condotta a danno non solo dell’ambiente ma anche della salute pubblica.

L’inchiesta, partita nel 2015 sotto la guida dell’attuale Procuratore di Livorno, dott. Ettore Squillace Greco, all’epoca P.M. presso la D.D.A. di Firenze, è arrivata a contestare vari reati: attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana.

rifiutiCDopo più di due anni di intensa attività d’indagine, svolta anche attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali, riprese video e pedinamenti, gli investigatori hanno accertato la presenza sul territorio livornese di un’organizzazione criminale che operava nel settore dei rifiuti.

Da rifiuti “speciali e pericolosi” si trasformavano in rifiuti “ordinari” senza alcun trattamento. Come per magia circa 200mila tonnellate di rifiuti anche pericolosi, provenienti da varie regioni italiane tra il 2015 e il 2016 venivano smaltite illegalmente da un gruppo di società toscane che avevano costituito una vera e propria associazione a delinquere. Queste società certificavano rifiuti “pericolosi” come rifiuti “trattati”, pronti per essere smaltiti in due discariche pubbliche site in provincia di Livorno, senza in realtà averli sottoposti preventivamente ad alcun trattamento, così come previsto dalla legge.

 

rifiutiBI FILMATI
Come testimoniato dalle telecamere nascoste dagli investigatori, gli indagati si limitavano a far transitare i camion carichi di rifiuti pericolosi nei piazzali delle ditte specializzate nel trattamento, dai quali uscivano, subito dopo, senza che fosse stata eseguita alcuna lavorazione, o in altri casi triturandoli insieme a rifiuti non pericolosi, così simulando formalmente i trattamenti previsti dalle norme vigenti per apparire in regola in caso di eventuali controlli documentali. I Carabinieri del Comando per la tutela forestale della Toscana e delle province di Chieti, Bologna, La Spezia e Cuneo, su disposizione dell’autorità giudiziaria hanno posto agli arresti domiciliari sei persone, hanno perquisito abitazioni, sedi legali e discariche di diverse società operanti nel settore dei rifiuti, procedendo al sequestro di documenti e materiale informatico e acquisendo importanti fonti di prova utili alle indagini. In provincia di Livorno è stato inoltre eseguito il sequestro preventivo di tutti i beni aziendali delle due più importanti società operanti nel settore dei rifiuti.

L’ordinanza del Giudice, oltre ad aver disposto misure cautelari coercitive, ha applicato anche l’interdizione per un anno da qualsiasi attività professionale inerente il settore dei rifiuti nei confronti di altri cinque indagati, che attualmente rivestono cariche apicali presso importanti impianti di trattamento e discariche a partecipazione pubblica.

Questo traffico illecito, quantificato nell’arco temporale di due anni in più di 200mila tonnellate di rifiuti anche pericolosi, ha causato ingenti danni all'ambiente, poiché le discariche che hanno ricevuto i rifiuti non erano autorizzate e strutturate alla loro gestione. Ha procurato all'organizzazione criminale un guadagno stimato in oltre 26 milioni di euro oltre all'elusione del versamento del tributo della Regione Toscana per un importo di circa 4 milioni di euro.