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NATURA E BIODIVERSITA'
STORIE DI ORCHIDEE
24/04/2021
di Luciano Zambianchi
Foto Associazione Italiana di Orchidologia (A.I.O.)

Tra favole tristi e verità scientifiche

foto-a---cattleya-purpurata1Nel mondo delle orchidee sono i collezionisti a farla da padrone: può sembrare un’affermazione un po’ forte, ma posso dimostrarvi quanto affermo. Dal 1977 ho fatto parte della Società Italiana Orchidee (SIO) e poi dell’Associazione Laziale Orchidee (ALO), ed ho seguito le decine di corsi che la Società teneva all’Orto botanico di Roma, così quando nel 1979 sono stato un paio di mesi in Brasile ed America Latina ne ho approfittato per visitare la più bella collezione di orchidee brasiliane, quella ispirata dall’imperatrice napoletana del Brasile: Teresa Cristina di Borbone (moglie di Pedro II e sorella di Ferdinando II). A Petrópolis sono ancora aperti i musei e le collezioni botaniche che l’imperatrice ha ispirato. Ho anche approfittato dell’occasione per conoscere i più grandi produttori di orchidee di Rio, tra loro erano stimati e temuti alcuni allevatori tedeschi che dal 1946 avevano i loro vivai a Niterói. Gli orchideofili locali mi mostrarono la villa che era la sede dell’associazione e mi parlarono del concorso annuale a tema, che quell’anno metteva in palio per il vincitore quasi 100 milioni di lire, una cifra con cui all’epoca a Roma si poteva acquistare un bell’appartamento. Da loro appresi anche che nella zona di Rio erano stati scoperti ben 84 generi e 272 specie di orchidee, tra questi c’erano 5 specie del genere Cattleya, quella che in Europa è considerata la regina delle orchidee. In quell’occasione raccontai ai miei ospiti la storia della “fortuna e sfortuna” di Mr. Cattley. Oggi so che quella è una favola, ma non tutti ancora la conoscono e soprattutto, anche tra i vivaisti esperti, c’è chi la crede una storia vera. A febbraio del 2020, in una importante mostra mercato di orchidee, l’organizzatore era tra i vivaisti che ancora raccontano la triste storia di Mr. Cattley.

foto B - Cattleya luminosaDAL BRASILE ALL’INGHILTERRA

La leggenda vuole che Mr. Cattley fosse un fioraio nella Londra vittoriana. In quel periodo, a corte si faceva grande sfoggio di orchidee anche se in Europa non si sapeva come coltivarle. Per procurarle veniva armata una nave che dall’Inghilterra andava in Brasile, la ciurma cercava le piante di orchidee che venivano estirpate e caricate sulla nave. Arrivate in Inghilterra le piante vivevano quanto bastava per fiorire e poi misteriosamente morivano. I fiori erano venduti a un prezzo sufficiente a giustificare l’impresa, le piante secche venivano bruciate. Accadde che qualcuno, conoscendo l’attività di fioraio di Mr. Cattley, gli regalasse un certo numero di piante di orchidee senza fiori, destinate a morte certa. Questi le stivò in un suo locale di Soho (l’equivalente di Trastevere a Roma), un quartiere con stradine strette e poco arieggiate, in una Londra particolarmente umida e nebbiosa. Miracolosamente, l’anno successivo le piante fiorirono, Cattley vendette i fiori e ne ricavò una gran quantità di denaro. Lo stesso accadde anche l’anno dopo. La notizia suscitò clamore nel mondo della botanica ed eminenti studiosi fecero visita al fortunato fioraio, non riuscendo però a capire nulla sulle ragioni del suo successo. Mr. Cattley, diventato un famoso imprenditore e non riuscendo più a tenere nel sottoscala di Soho tutte quelle piante, fece costruire una bellissima serra fuori Londra e ve le trasferì tutte, destinando il locale di Soho a punto vendita. Purtroppo tutte le piante morirono e Mr. Cattley, che si era indebitato fino al collo, sopraffatto dalla perdita della sua fortuna, si suicidò.

I botanici, grazie all’esperienza di Cattley, capirono l’importanza del rapporto simbiotico tra i funghi e le orchidee, così dedicarono allo sfortunato fioraio il genere che venne chiamato Cattleya. Questa è la storia che raccontavamo a chi si avvicinava al mondo delle orchidee, aveva una buona presa sul pubblico che però avrebbe preferito un finale meno triste. Qualche anno fa un mio amico inglese mi segnalò una sua ricerca sulla vita di Mr. Cattley: ve la riassumo, scoprirete che la realtà è decisamente differente dalla leggenda.

foto C - Cattleya aclandiaeLA VERA STORIA DI MR. CATTLEY

Mr. William Cattley nacque nel 1778 a Barnet (oggi uno dei quartieri di Londra, all’epoca un paese a circa 20 chilometri dal centro). William discendeva da una famiglia agiata ed egli stesso era un ricco mercante che si dedicava al lucroso affare dell’importazione del grano russo. Era un collezionista di piante e possedeva un personale e molto famoso orto botanico, prevalentemente dedicato alle felci arboree.

In quegli anni erano molti i ricchi collezionisti e lui, che era tra questi, non perdeva occasione di vantare i suoi tesori botanici, suscitando molte inimicizie e invidie.

Nel 1819, incuriosito dal fatto che non si riuscissero a far fiorire le orchidee in Inghilterra, acquistò un carico di piante brasiliane, prevalentemente orchidee e felci, le mise assieme nel suo orto botanico e le fece trattare tutte allo stesso modo. L’anno dopo una delle piante fece un fiore che nessun botanico riuscì a classificare, e che attirò la curiosità di John Lindley, uno dei più importanti disegnatori botanici inglesi del tempo, ma anche uno studioso, nonché catalogatore per Cattley. Lindley ebbe così l’occasione di realizzare per primo il disegno botanico dell’esemplare. Grazie al “pictotipo”, Lindley descrisse la specie, che chiamò Cattleya labiata. Naturalmente Mr. Cattley ne fu onorato, finanziò generosamente il lavoro e pagò interamente la pubblicazione di Lindley sulla “Flora Londinensis” che, nel 1821, riportava la catalogazione della collezione botanica delle piante di Cattley. Nel frattempo anche altri orti botanici, come quello di Glasgow, per avere piante “esotiche” da studiare ed esibire, si servivano degli stessi predoni della natura che rifornivano Mr. Cattley e avevano visto fiorire piante simili.

foto D - Cattleya forbesiiOggi sappiamo che a depredare le foreste brasiliane era il signor William Swainson, il quale investiva forti somme di denaro che recuperava rivendendo le piante in Europa: tener segreti i luoghi di raccolta gli era utile per evitare la concorrenza, ai ricercatori servirono venti anni per trovare altri esemplari di Cattleya in Brasile, nei pressi di Rio de Janeiro. In quegli anni i botanici che ricevevano le piante dai raccoglitori non erano rigorosi sulle origini degli esemplari e questo influenzava la tassonomia: accadeva che forme locali di una stessa specie venissero indicate come specie diverse.

Tornando alla vera biografia di Mr. Cattley, posso confermare che morì a soli 57 anni a casa propria, a “Cattley Close” in Wood Street, a Barnet, l’8 agosto 1835; aveva avuto anche un tracollo finanziario, non per colpa delle orchidee, e non si è certi che sia morto suicida, non essendo stato trovato alcun documento che lo confermi. Oggi una targa turistica di colore blu ricorda che in quel palazzo visse e morì William Cattley: è questa la vera storia.

La cosa curiosa è che la leggenda venne probabilmente fatta circolare da un suo detrattore allo scopo di sminuire il valore del collezionista; il risultato è stato ben diverso, e ha circondato Mr. Cattley di un alone romantico che lo ha reso molto più popolare di altri personaggi evocati nelle nomenclature botaniche.

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